Ogni azienda ha al suo interno (o all'esterno) delle wild chart, specie nel campo del design. Talenti in attesa di evoluzione o soltanto creativi vulcanici che, quando viene loro dato spazio, si possono esprimere in prodotti decisamente attraenti. E' il caso della VW e di questa Varok, concepita da due studenti francesi, Valentin Fuchs e Pierre Joveneaux, precedentemente sotto contratto VW, che secondo loro sarebbe l'ideale per aumentare l'espansione del brand sul mercato australiano. Se avete presente la Chevy El Camino, quella tipologia di pickup derivato da una berlina nata negli anni '60 ed evoluta sino a fine '80, la Varok è una sorta di rivisitazione con l'inserimento di concetti da station wagon. L'auto infatti, se viene coperta con l'apposita struttura rigida, diviene una famigliare. La destinazione aussie è dovuta alla passione down under per le ute, le berline tagliate in pickup, come dicevo prima, ma per ora Varok esiste solo nel computer e nulla ci autorizza a pensarne una realizzazione concreta. Ma i sogni esistono proprio per questo, specialmente a Natale.
24 dicembre 2016
Varok sogno natalizio di VW
Ogni azienda ha al suo interno (o all'esterno) delle wild chart, specie nel campo del design. Talenti in attesa di evoluzione o soltanto creativi vulcanici che, quando viene loro dato spazio, si possono esprimere in prodotti decisamente attraenti. E' il caso della VW e di questa Varok, concepita da due studenti francesi, Valentin Fuchs e Pierre Joveneaux, precedentemente sotto contratto VW, che secondo loro sarebbe l'ideale per aumentare l'espansione del brand sul mercato australiano. Se avete presente la Chevy El Camino, quella tipologia di pickup derivato da una berlina nata negli anni '60 ed evoluta sino a fine '80, la Varok è una sorta di rivisitazione con l'inserimento di concetti da station wagon. L'auto infatti, se viene coperta con l'apposita struttura rigida, diviene una famigliare. La destinazione aussie è dovuta alla passione down under per le ute, le berline tagliate in pickup, come dicevo prima, ma per ora Varok esiste solo nel computer e nulla ci autorizza a pensarne una realizzazione concreta. Ma i sogni esistono proprio per questo, specialmente a Natale.
21 dicembre 2016
La tua Mii dal web in 72 ore
Le vendite di auto su internet stentano ancora in Italia e in genere un po' dappertutto. Il cliente tipo vuole vederla, l'auto, salirci, commentarla con un umano prima di acquistarla. Ma a tutto ci si abitua e comunque si fa prima nei Paesi in cui internet a banda larga è già operativo e diffuso. Come la Francia. Così Seat ha chiuso con successo la campagna #DeliveryToEnjoy lanciata su Amazon.fr, che proponeva delle Mii by Mango. Un successo promozionale anche per Amazon, che ha spettacolarizzato le consegne, una addirittura con l'elicottero. L'iniziativa prevedeva prudentemente solo 15 auto disponibili, che sarebbero state consegnate già immatricolate al cliente entro 72 ore, ma il successo che l'ha contraddistinta ha portato il totale a 24 vetture e pone le basi per una prossima nuova campagna, Seat infatti pensa ad ampliare la scelta sul web. Operativamente, il sistema prevede una caparra di 500 euro, dopodiché si viene contattati da un addetto del marchio che definisce termini di pagamento e formalità burocratiche. Poi si avvia la procedura di consegna e, appunto, entro 3 giorni l'auto è sotto casa. Devo dire che è una bella storia, questa. Sì, perché anch'io ho acquistato un'auto su internet, ovviamente in Italia, ma per la consegna, via concessionaria, hanno impiegato parecchio di più, oltre un mese. Ma forse è solo colpa dell'inefficienza nazionale.
Uber e gli iscritti fuori di testa
Uber, la società basata in California ma in forte espansione ovunque, è sempre in trincea dalle nostre parti. Nel 2016 abbiamo registrato infatti scioperi dei tassisti e il blocco da parte del tribunale di Milano dell'applicazione Uber Pop, quella che permetteva praticamente a chiunque di registrarsi e lavorare nel trasporto pubblico. Ma anche sul territorio della madrepatria cominciano a insorgere problemi: è il caso del Michigan, dove secondo il Detroit Free Press l'iscritto al servizio Jacob Allen Allemon ha accettato una corsa da una coppia che doveva recarsi a un party. Allemon dev'essere un tipo molto suscettibile, perché il tocco al finestrino della sua Civic da parte dei clienti per chiedergli se la sua Civic fosse l'auto che aspettavano lo ha messo di malumore. Così dopo un breve tratto di strada è entrato in un parcheggio e ha chiesto alla coppia di scendere. Ma alla loro richiesta di restare in auto sino all'arrivo dell'altra vettura per proseguire la corsa il proprietario della Civic ha sbroccato e picchiato a sangue il cliente (solo il maschio per relativa fortuna) con un corpo contundente, tanto da richiederne il ricovero in ospedale per le ferite. Allen è stato arrestato e incriminato, ma ora Uber è chiamata a rispondere dell'affidabilità (e aggiungerei della sanità mentale) dei suoi "autisti". La società prevede infatti un background check sugli iscritti, che evidentemente non è allo stato sufficiente. Si attendono gli sviluppi del caso, che potrebbe portare Uber a trovare sistemi di controllo più affidabili ma anche a rispondere dei danni causati.
Gli yankee riconsegnano le VW a pezzi
Il concetto di libertà è alla base della società americana e viene usato un po' da tutti, a volte in modo retorico e tardo-perbenista, a volte secondo concetti più concreti. Così, se da un lato trovarsi dalla parte sbagliata in una manifestazione per i diritti può far assaggiare la durezza delle regole di un sistema libero ma altrettanto oppressivo, dall'altra lo stesso principio può permettere a chi ne coglie perfettamente le regole di fare il furbo in maniera del tutto legale e di cavarsela con un sorriso in situazioni che nel Vecchio Continente gli varrebbero forse problemi legali. Di cosa sto parlando? Dell'epilogo del Dieselgate di VW, che è giunto alle sue battute finali con la riconsegna di molte delle auto incriminate alle concessionarie per avere il risarcimento. Stiamo parlando di un numero di vetture considerevole, 475.000 auto che dalle risultanze recenti vengono per la maggior parte portate in concessionaria prive di molti pezzi. L'accordo con VW parla infatti di vetture marcianti e non tratta della componentistica. Così la fiorente attività del fai-da-te yankee si è messa all'opera e ha cannibalizzato le auto da riconsegnare, segnando un'impennata della disponibilità di (costosi) ricambi del marchio sul mercato dell'usato e rifilando alle concessionarie auto che difficilmente potranno essere ricondizionate ma che con ogni probabilità saranno rottamate e smontate completamente. Un danno ulteriore nei fatti, ma che accade nella piena legalità. Perché di là dell'Atlantico gli accordi si rispettano alla lettera. Proprio come da noi, no?
20 dicembre 2016
Tutta nuova la più potente delle Octavia
Da poco è stata rivista dal punto di vista stilistico; ora debutta anche in versione top di gamma. Parlo di Skoda, della
Octavia per la precisione, che ora fa debuttare la più potente vettura della
serie, la RS, in variante berlina e station wagon. Modifiche al frontale, parte
posteriore rivista e interni sportivi sono le sue prerogative. Sotto il cofano
due motori uno a benzina e uno turbodiesel, entrambi turbo: il 2.0 TDI nella
sua ultima messa a punto che eroga una potenza di 184 CV con 380 Nm da 1.750
giri e il 2.0 TSI che ora raggiunge i 230 CV con coppia massima di 350 Nm da
1.500 a 4.600 giri, la maggior potenza mai raggiunta su un modello RS. Numerosi
i particolari elettivi della vettura, dai proiettori a led al cambio sportivo a 6 marce (Dsg in opzione), all’assetto sportivo più
basso di 15 mm, alla carreggiata di 30 mm più larga, ai cerchi da 17 pollici di
serie (optional da 18 e 19). Ci sono poi lo sterzo progressivo, il Performance
Mode Select, il controllo di stabilità ESC con bloccaggio trasversale
elettronico XDS+ e le sospensioni a controllo elettronico DCC che permette la
scelta tra i settaggi Comfort, Normal e Sport. In listino dal 2017.
VW va di Teaser a Detroit
Dopo il teaser Honda, eccone un altro di VW, sempre relativo a Detroit, che segue quello della Arteon, dell'altro giorno. Si tratta della Tiguan a sette posti, versione a tre file di sedili della Suv tedesca. Si chiamerà Tiguan Allspace e sarà in vendita in primavera. Basata sull'ormai onnipresente piattaforma modulare MQB, quella della Golf per intenderci, è solo leggermente più lunga (circa 20 cm, con il passo maggiorato di 10) della versione base, quella a 5 posti. Trattandosi di un debutto americano, niente Diesel ma solo versioni a benzina, tipicamente la turbo TSI da 150 CV. Attesa in seguito anche una ibrida plug-in che segue le orme della concept Tiguan GTE Active.
La Odissey dei bimbi jap
Honda presenterà al salone di Detroit la nuova Odissey, un minivan che in Usa ha da sempre molto successo. In anteprima ha diffuso però alcuni teaser, per essere più precisi 5: quattro realizzati dai figli dei componenti del team progettuale della vettura e uno del reale aspetto dell'auto. E' interessante notare come per i piccoli designer lo spazio sia elemento d'impatto: tutti gli sketches mostrano una cubatura accentuata e uno sembra addirittura una riedizione multicolore della Multipla. Venendo all'auto vera, la nuova generazione è decisamente stylish, con una linea filante che maschera del tutto i montanti posteriori e mostra un profilo elegante con i cristalli a filo e le chiusure delle porte appena accennate. Trattandosi di un teaser è ragionevole ritenere sia piuttosto aderente alla vettura che sarà mostrata, quindi i gruppi ottici a forma di C come nella Civic sono di default. Sotto il cofano "qualcosa di nuovo", probabilmente anche in versione ibrida. Tra pochissimo.
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