16 dicembre 2016

BMW passa agli ologrammi





L'anno scorso BMW ha presentato il Gesture Control sulla una Serie 7, un'interfaccia utente che usa i gesti compiuti dal guidatore per azionare alcuni comandi dell'auto. Al prossimo CES di Gennaio la Casa svelerà l'evoluzione del sistema, AirTouch, che funziona come uno schermo, appunto touch, ma senza la necessità di un vero contatto con la superficie. I movimenti vengono compiuti nell'aria e una serie di sensori li traduce in comandi, ma questo è solo il primo step. Poi c'è HoloActive Touch, che prevede un display olografico: le immagini relative ai menù di selezione vengono generate al di sopra della consolle centrale grazie a un sistema a riflessione e il guidatore interagisce con esse per ottenere l'azione voluta. Una serie di telecamere registra i movimenti dei polpastrelli e ogni volta che capta un comando fa emettere un impulso che aziona l'interfaccia voluta, con un feedback tattile che fa capire all'umano che l'intenzione è stata recepita. Sinceramente non ho capito come si ottenga in pratica quest'ultima feature, ma mi fido; tanto è un prototipo. Che si chiama i Inside Future.

La nuova M5 sarà da drift





Che i costruttori tedeschi si copino tra loro è arcinoto, specie nei segmenti top. Così, dopo il debutto della AMG E63, che riscrive le regole del settore delle berline ipersportive, anche BMW si adegua. La nuova top car della Serie 5 appena presentata celebra il de produndis della sola trazione posteriore. I progettisti hanno realizzato, come quelli di AMG. che con potenze dell'ordine dei 600 cavalli e coppia sopra gli 800 Nm l'asse posteriore non è più in grado (su vetture stradali) di assicurare una trazione ottimale. Ergo la nuova M sarà integrale, come già la AMG e la M550d, la M Diesel. Ma per realizzare pienamente il concetto di fun car spesso alla base dell'acquirente tipo di questo genere d'auto, ci sarà pure una funzione drift come sulla E63, che permette di scaricare tutta la coppia sul solo asse posteriore e di andare in giro di traverso anche nei parcheggi, se è proprio quello che volete. Ovvio, sempre nell'ottica della sorveglianza reciproca di cui parlavo all'inizio, l'aumento di potenza attorno a 600 CV, per raggiungere e cercare sui superare il tempo di 3,4 secondi sullo 0-100 della concorrente. A questo scopo sarà impiegata largamente la tecnologia leggera, con l'impiego di diversi materiali in sostituzione dell'acciaio e ottenere una scocca rigida ma molto più leggera, che riduca il rapporto peso/potenza. Debutto nel 2017, a Ginevra?

Dopo la CC, la Arteon







La VW CC, derivata dalla Passat e inizialmente un modello della sua gamma, ha inaugurato il segmento delle coupè a 4 porte ma, dato che ormai accusa i segni dell'invecchiamento, è in fase di sostituzione. La prossima si chiamerà Arteon è sarà presentata ufficialmente al prossimo salone di Ginevra, in marzo. Il disegno rilasciato si riferisce alla berlina, ma ne sarà prevista con ogni probabilità anche una versione station sportiva, una shooting brake come la CLS, per intenderci, che però debutterà più avanti. La gamma prevederà anche un modello ibrido e al top la versione V6 da 280 cavalli. La Arteon, che si mette in concorrenza diretta con la Audi A5 Sportback, subirà un discreto aumento di prezzo rispetto alla CC, che corrisponde in parte alla maggior dotazione e in parte all'intenzione di farla salire di livello.

15 dicembre 2016

Rogue One by Nissan









La Nissan X-Trail negli Usa si chiama Rogue; viene in mente nulla? Claro che sì, tanto a noi quanto a alla Lucas Film (ergo Disney). Così il furfante a 4 ruote motrici celebra l'omonimia ed è diventato oggetto di una clip promozionale con i principali mezzi d'attacco terrestri delle truppe biancovestite, tutti rigorosamente dotati di sistemi di movimento a gambe. Una sorta di confronto tra la trazione antropomorfa e la storica invenzione della ruota, che si conclude però con la Rogue che evita elegantemente lo scontro con un robot distratto grazie all'anticollisione. Al di là del nome, però, difficile una partnership più tangibile, viste le distanze "stellari" dei contenuti. A proposito, il film esce domani.

Air, l'elettrica di lusso

























Dopo i teaser diffusi il mese scorso, ora il debutto ufficiale di Air, prima vettura del marchio Lucid, ex Atieva. La potenza è cresciuta da 913 a 1.014 CV e l'accumulatore al litio standard ha una capacità di 100 kWh, per un'autonomia di circa 483 km teorici. E' già prevista però una batteria da 130 kWh in opzione, per mezzo della quale l'autonomia salirà a 644 km. La vettura è il connubio tra una supersportiva (fa lo 0-100 in meno di 3 secondi e la velocità massima la scegli tu...) e una limo di stralusso, date un'occhiata alle foto. Trazione e motori sui due assi, sospensioni a doppio braccio oscillante anteriori e multilink dietro. L'interno è impostato alla massima connettività e multimedialità, di fatto è un ufficio viaggiante, pieno di schermi (4) ad alta definizione e con un sistema audio a 29 diffusori che prevede pure, non contenti della intrinseca silenziosità di un'auto elettrica, un sistema attivo di cancellazione del rumore. Poteva mancare tutto l'ambaradan per la guida automatica? Domanda retorica. Molto innovativo anche il sistema di illuminazione anteriore, che prevede due gruppi ottici ultrasottili, solo 19 mm, composti ciascuno da 4870 microlenti comandate direttamente per ottenere un fascio luminoso adatto alle circostanze. Che Tesla sia una concorrente è indubbio, ma l'impressione è che Air punti decisamente più in alto, all'Olimpo delle auto di lusso, per intenderci. Forse la vedremo al Naias di Detroit.

14 dicembre 2016

La Classe E Coupé a Detroit













Mercedes ha scelto il prossimo salone di Detroit a gennaio per lanciare la nuova coupé della Classe E, ma oggi ne ha rilasciato le prime foto. La vettura, che completa la gamma della berlina per antonomasia del marchio della stella, è basata sulla recente piattaforma modulare MRA per vetture a trazione posteriore, che ha debuttato nel 2015 con la Classe C, ma rispetto a quest'ultima ha un passo maggiore di 11 cm che aumenta notevolmente l'abitabilità, particolarmente ai posti dietro. L'assetto è più basso di berlina e station e la vettura può essere dotata delle sospensioni pneumatiche autolivellanti a controllo elettronico Air Matic. All'interno il family feeeling della nuova plancia con i due schermi da 12,3 pollici (quello centrale optional) e sulla consolle l'ormai abituale Dynamic Select con i 5 programmi di guida. Al top della gamma i modelli E 400 ed E 400 4Matic (quest'ultima  a trazione integrale) dotati del V6 biturbo da 3 litri da 334 CV, ma in attesa dell'installazione del recente 6 in linea da 408 e accoppiati all'efficiente cambio automatico 9G-Tronic.

13 dicembre 2016

Correre con l'Aston d'antan





Le operazioni nostalgia, di questi tempi decadenti, rendono. C'è sempre qualche annoiato miliardario che non sa come godersi il denaro che gli piove addosso ogni giorno e se il marketing di una Casa con il pedigrée adeguato sa fare il suo dovere, basta rispolverare un modello epico o qualche fasto sportivo e il business si può concretizzare. E' il caso di Aston Martin, che ha deciso di ricostruire (a mano) nel suo atélier di Newport Pagnell una piccola serie di 25 DB4 GT. Le ha già vendute tutte, prima ancora di costruirle, la scorsa settimana (prova della validità di quanto ho detto sopra) a 1,9 milioni di dollari l'una. Un affare, visto che l'usato quota sui 4 milioni. Le novelle DB4, in ottemperanza al mood sportivo del modello, non sono omologate e potranno correre solo su circuito o comunque fuori dagli spazi pubblici; anche questo può sembrare strano, ma è una prassi consolidata alla Ferrari, per esempio. Perciò Aston ha realizzato uno specifico programma biennale che prevede la sgroppata delle auto sul meglio delle piste internazionali, con l'assistenza di un team dedicato e i consigli di piloti professionisti e istruttori. E credo ce ne sarà bisogno, perché le GT sotto il cofano montano lo stesso 6 in linea di 3.7 litri da 345 cavalli del tempo, propulsori costruiti a mano con il proseguimento della numerazione d'epoca, caratteristica comunque anche ai telai delle 25 vetture. Considerato che le DB4 da corsa raggiungevano i 243 km/h, andavano da 0 a 100 in poco più di 6 secondi, che il cambio è a sole quattro marce e che la tenuta di strada, con quelle gommine, è quel che è, il team avrà il suo bel da fare per evitare blasonati lutti.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...