11 novembre 2016

Per Subaru l'auto è al centro





Subaru è il marchio automobilistico della Fuji Heavy Industries Ltd (FHI), società che costruisce motori sin dagli anni '50. I prodotti di FHI (cito il marchio Robin) spaziano dai motori industriali a quelli per motoslitta, hanno raggiunto a settembre il traguardo di 33 milioni di unità e hanno solida reputazione al livello mondiale, con parecchie joint venture in Asia. Bene, fine della storia. Dal 30 settembre 2017 la società cesserà completamente la realizzazione di prodotti industriali per concentrarsi sul settore automotive. Le diverse produzioni continueranno fino allo scadere degli accordi commerciali, così come la costruzione dei ricambi, ma al di là della divisione che si occupa di tecnologie aerospaziali e di quella legata alle energie rinnovabili ogni risorsa sarà concentrata sulla crescita del prodotto auto. Una decisione che origina dai grandi successi commerciali in Usa e che prelude a maggiore dinamismo nella gestione dei prodotti; lecito perciò aspettarsi una serie di novità dal marchio nei prossimi anni. Nel frattempo debutta anche in Cina il sistema di assistenza EyeSight, installazione che ha superato sul mercato globale le 900.000 unità montate su automobili Subaru.

Più veloce di un aereo, più semplice di un'auto









Quando si parla di Elon Musk si pensa subito alla Tesla, ma il nostro ha anche altri campi di interesse e sviluppo, come quello dei trasporti veloci via terra. (Ri)parlo di Hyperloop One, idea ambiziosa e molto futuristica condivisa dal tycoon, che qualche mese fa ha organizzato una dimostrazione di fattibilità tecnica. Ora la società ha diffuso un video nel quale prospetta il funzionamento di una rete Hyperloop dal punto di vista dell'utenza. L'elemento di spicco è quello che il sistema possa garantire lo spostamento degli individui da casa a casa; un sistema di mobilità completo, quindi, che non richiede "accessori" per svolgere il suo compito, contrariamente a ogni altro mezzo di trasporto. Non sfugge però l'ambientazione negli emirati della simulazione. Scelta logica, perché proprio ad Abu Dhabi sono in corso trattative per la costruzione del primo circuito del sistema, ma anche indicatore di un target di utilizzatori che non definirei proprio popolare. A livello tecnico, comunque, non sono ancora del tutto risolti i problemi relativi alla sicurezza del transito dei convogli nei tubi a bassa pressione: l'obiettivo progettuale di Hyperloop è infatti quello di raggiungere velocità vicine a quelle del suono (circa 1.100 km/h) ma la distanza dell'ordine dei millimetri del veicolo dal sistema di accelerazione lineare rende pericolosissimo qualsiasi contatto a simili andature. Lo sviluppo comunque va avanti e la seconda società che si occupa del progetto, la Hyperloop Transportation Technology, ha in corso colloqui con il governo slovacco per l'ipotesi di una linea che colleghi Bratislava a Vienna e/o a Budapest. Ci vorrà ancora una decina d'anni, quindi, poi i primi collegamenti potrebbero concretizzarsi. Certo, se il mondo rimane quello che conosciamo oggi.

10 novembre 2016

Sovralimentare facile















Sempre all'Eicma e sempre nella sezione delle startup, ecco un'idea interessante e a basso costo, che può trovare collocazione tanto in campo moto quanto in quello auto. Si chiama Impulse Drum Charger ed è un dispositivo per ottenere la sovralimentazione di un motore senza l'uso di parti mobili. Il principio è infatti quello delle onde di pressione, che dallo scarico sono veicolate in un tamburo di 220 mm (nella versione per cilindrate unitarie di 125-250 cm3) o 270 mm (per cubature da 200 a 400 cm3) e spingono così una membrana che aumenta la pressione dell'aria in aspirazione. Il principio ricorda quello del Comprex della Brown Boveri, più efficiente data l'assenza di separazione tra i gas di scarico e l'aria aspirata ma complicato dal tamburo rotante che doveva essere collegato all'albero motore. L'assenza di parti mobili e la costruzione in materiale plastico consentono quindi l'economia del prodotto, che realizza una sovrappressione di 0,5-0,6 bar, non ha ritardi di risposta data la perfetta sincronizzazione con lo scarico e lavora a una temperatura 50°C che evita l'uso dell'intercooler. un'occhiata al video chiarisce il semplice concetto; trattandosi di un sistema puramente meccanico non c'è poi la necessità di equipaggiamenti elettronici. L'effetto sui propulsori sinora testati è quello tipico di una sovralimentazione soft: linearizzazione della curva di coppia e aumento del suo valore a basso regime, minor consumo, guida più reattiva e aumento intorno al 10% della potenza massima erogata Sulla carta ci sono solo vantaggi e sembra decisamente una buona idea. Chissà che non se ne vedano presto le applicazioni.

VW Golf 2017









Sono un po' sgranate, ma vengono dalla Cina e dovete perdonarmi. Sono le prime immagini rubate della Golf 2017, che è oggetto di presentazione oggi a Wolfsburg, l'ultimo restyling prima del completo cambio di progetto della vettura, previsto nel 2019. Nuovi (ma sempre nel mood) frontale e coda; più incisivi gli interventi all'interno, con il trasferimento nella Golf di alcune features della Passat, come lo schermo da 9,5 pollici. Motori da 1.0 a 2.0 litri, a tre cilindri il più piccolo, e tanti con il turbo, (tutti i Diesel). Al top dovrebbe arrivare l'attesa Golf R da 400 CV a trazione integrale vista a Pechino due anni fa, mentre ovviamente ci sarà ampio spazio alle  e-Golf e GTE, rispettivamente elettrica e ibrida, nell'ottica dell'annunciata decisa virata di VW verso le propulsioni alternative prevista nei prossimi anni.

L'auto Usa e il neoprotezionismo



L'elezione di Donald Trump a presidente è avvenuta con il sostanziale appoggio della Rust Belt, la fascia di classe operaia (come l'ha definita il neopresidente rispolverando un termine anni '70) che a seguito dei diversi accordi di globalizzazione ha visto la perdita di migliaia di posti di lavoro in Usa. Il settore automobilistico, in particolare, dal 2000 ha avuto una riduzione di 50.000 posizioni a favore di stati in cui il costo della mano d'opera è più basso, una delocalizzazione attuata grazie al NAFTA (North American Free Trade Agreement), il trattato che lega tutta la parte nord del continente, dal Canada al Messico, ma che data la contingente convenienza del Paese più a sud finisce per concentrare proprio là le unità produttive principali e collaterali. Come ha più volte dichiarato in campagna, è quindi probabile che Trump cancelli il NAFTA per sostituirlo con un più snello accordo bilaterale con il Canada, tagliando fuori il Messico per riportare in patria i posti di lavoro perduti. Una posizione radicale ma in  linea con le tendenze del tycoon, che si fa forte nella contesa del sostegno delle organizzazioni sindacali canadesi, che condividono con quelle Usa la lotta per evitare ulteriori perdite di posti di lavoro. Una notizia tutt'altro che piacevole per le Case automobilistiche (e soprattutto per quelle europee), in particolare per il gruppo VW, che in Messico ha importanti unità produttive. Inoltre i vertici VW temono una rinegoziazione al rialzo delle penali per il Dieselgate, eventualità tutt'altro che improbabile visto il protezionismo annunciato da Trump. Insomma si annunciano tempi duri per le auto d'importazione, che potrebbero anche dover sottostare a dazi particolari per agevolare le concorrenti a stelle e strisce. Anche se sinceramente dubito le Case locali siano in grado di sostenere il confronto con quelle europee in termini di tecnologia. Ma per i truck che tanto piacciono agli yankee anche i motori d'antan vanno bene, no?

09 novembre 2016

Supra is (almost) back










E' da un annetto che non si hanno più notizie tecniche concrete della prossima sportiva Toyota, la sostituta della Supra. Ma lo sviluppo è andato avanti e da tempo i muletti dell'auto girano un po' su tutte le strade. Stavolta però l'auto è al Nürburgring, come si conviene a ogni sportiva che si rispetti e che voglia contare. L'occasione permette di fare speculazioni sul propulsore, del quale si era detto un po' di tutto, dall'architettura (forse un 6 in linea vista la collaborazione con BMW) al sostegno ibrido. Acoltando bene si sente però un sound da V6, in linea quindi con le ultime indiscrezioni che davano soltanto Toyota coinvolta nella parte propulsiva. Lo share con BMW sarebbe quindi riservato soltanto allo chassis, che di fatto dovrebbe essere quello della prossima Z5 a trazione posteriore. Lo sviluppo comune quindi dovrebbe dar luogo a una sportiva più tradizionale e motorizzata con i propulsori casalinghi nel caso del gruppo di Monaco, mentre la vettura nipponica avrà quasi certamente una parte ibrida di sostanza che collabori al V6 biturbo sviluppato dalla Lexus.

Dall'acquario alla strada



All'Eicma c'è un settore dedicato alle startup, a progetti innovativi che cercano la strada per la produzione industriale. E' il caso della Askoll, che insieme alla produzione di biciclette e scooter elettrici ha presentato anche Elò, una gradevole piccola quattroruote che si distingue per la tecnologia allo stato dell'arte, evoluta con una roadmap tutta interna all'azienda. La genesi del progetto, infatti, è curiosa: Askoll produce elettrodomestici ed equipaggiamenti per acquari e con il perdurare della crisi, che determinava cali nei fatturati, ha deciso la diversificazione nel campo della mobilità elettrica, traslando la propria tecnologia dal campo home a quello road. Elò è attualmente la punta di diamante dell'evoluzione di questo concetto: un quadriciclo (pesante) che impiega batterie al litio da 9,5 kWh e lavorano alla tensione di 54 V, con una velocità massima di 80 km/h e una coppia di spunto di ben 510 Nm, tali da garantirgli prestazioni brillanti nel traffico. La vettura è piccola, è lunga 2,605 m, ha due posti ma un vano bagagli da ben 340 litri e una notevole abitabilità; si candida dunque come alternativa alla portata di mano al traffico cittadino, con la sua autonomia da 120 a 200 km a seconda delle condizioni di d'uso. La ricarica è prevista in un tempo da 5 a 8 ore con la rete domestica, una scelta precisa per evitare aggravi di costo e complicazioni ai futuri proprietari. Se son rose...

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...