29 agosto 2016

Good old days









Questa è una chicca dal passato, dal 1974 per la precisione (scusate perciò la bassa qualità di filmato e foto). Dalle nostre parti i caravan sono in fase di estinzione, sostituiti la maggior parte delle volte dai camper, ma in altri Paesi, tipo Olanda o gli stessi Usa, la genìa tira avanti. Il fatto è che per trainare una roulotte occorre un'auto adeguata, per potenza e trazione, dato il carico che si instaura sul gancio. Ma con questo geniale sistema di oltre quarant'anni fa anche uno spompatissimo Maggiolino è in grado di trainare con successo il rimorchio. Basta collocare sul tetto la barra che sostiene il gancio vero e proprio e il gioco è fatto; il collegamento può essere effettuato addirittura con l'auto a 90° rispetto alla roulotte. Certo però occorre un caravan fatto così, con una svasatura anteriore molto accentuata, che però si recupera come zona notte anteriore (per chi non soffre di claustrofobia). Brillante e misconosciuta idea oppure str... inutile? A voi il giudizio.

Ma quanto mi costi





In principio c'era Ken Okuyama, praticamente l'unico carrozziere jap, poi, visto il successo (?!) delle sue creazioni, è nata la Ken Okuyama Cars, che intende prendersi una fetta del ricchissimo mercato delle special a molti zeri. Questa Kode57 si è vista a Monterey (California, Usa), in occasione della Car Week. Basata su meccanica Ferrari 599, ha il V12 "pompato" a 712 CV, mentre il peso della barchetta è contenuto a 1450 kg, con costruzione della scocca in carbonio e leghe di alluminio. Sinceramente non mi sembra niente di che, confermando così che quanto a stile in Giappone c'è ancora molta strada da fare, ma, confermando la abituale spocchia nippo, il prezzo è stato fissato a 2,5 milioni di dollari per una delle 5 vetture previste dal piano di costruzione. Cifra in dollari perché Ken punta al ricco mercato yankee, forse conscio che dalle nostre parti trovare un compratore sarebbe arduo, visto il contenuto tecnologico della concorrenza. E il 57 sta lì proprio per richiamare un periodo d'oro delle sportive, specie in America. Che dire, auguri?

26 agosto 2016

Vitamina Volvo







Un camion che va di bestia, questo Volvo. Iron Knight, questo il suo nome, sfoggia un cambio a doppia frizione e il propulsore D 13 da 13 litri portato a 2.400 cavalli, ma soprattutto a 6.002 Nm (sì, avete letto bene), caratteristiche che gli hanno permesso di battere i record mondiali di accelerazione sui 500 e 1.000 m, rispettivamente con 13,71 e 21,29 secondi, con a latere una velocità massima di 276 km/h. Sono valori eccezionali per una motrice, anche se in assoluto alla portata di parecchie sportive. Ma tenere diritta la bestia durante lo sparo non dev'essere da tutti.

05 luglio 2016

Autonome? No, grazie





La guida autonoma, il new deal del mondo dell'automobile. Sapete come anche solo il sentirla nominare mi faccia venire l'orticaria ma, non essendo antistorico, capisco come debba accettare anche cambiamenti radicali del concetto stesso di mobilità (a fronte di che, poi, non si sa, a dire il vero). Quando però, commentando i diversi progetti del settore, ho evidenziato i problemi di sicurezza del concetto e le difficoltà legali potenzialmente legate a un incidente, forse non stavo cogliendo margherite. Il fattaccio. In Florida (Usa) è avvenuto ai primi di maggio il primo incidente mortale coinvolgente una vettura a guida automatica. Si tratta di una Tesla Model S, che si è schiantata nei pressi di Willinston contro un truck proveniente in senso opposto che stava svoltando e ha impegnato la corsia di marcia dell'auto. Una dinamica apparentemente consueta, che doveva attivare i freni ed evitare facilmente lo scontro. Ma non è andata così perché la fiancata dell'autocarro era bianca e il sistema di controllo non l'ha distinta dall'ambiente circostante. La prosopopea e la sicurezza mostrate dai fans dell'autonomous drive mi ricordano la sicumera del mio professore di impianti nucleari quando diceva che una fusione di nocciolo semplicemente non poteva avvenire oppure i progettisti del Comet che non avevano ancora scoperto le rotture a fatica. Ora si apre il delirio legale per stabilire cause e responsabilità, mentre il titolo Tesla ha avuto un drop down in parte già recuperato. Un morto non basta per preoccupare davvero. Queste cose succedono sempre agli altri.






04 luglio 2016

What a sound!









Vabbè, sono in vacanza e privo dei miei soliti mezzi di lavoro, ma questo video valeva lo stress dell'inserimento "artigianale". Viene da Goodwood ed è un assaggio dell'auto e del sound della Mercedes GT color coleottero, la R di cui ho parlato qualche giorno fa. Che dire, AMG fa sempre scuola, anche sul suono di un biturbo, che generalmente è meno entusiasmante di quello di un aspirato. Ma non in questo caso.

30 giugno 2016

Mini fuori, Honda dentro









Piccola, compatta, leggera. La Mini, quella vecchia intendo, sulla carta avrebbe tutte le carte in regola per essere un'auto competitiva nelle accelerazioni, tranne per... il motore. I ricordi enfatizzano le sensazioni e quelle che sembravano riprese da paura 30 anni fa oggi, alla luce del generale progresso tecnico, sono soltanto accettabili. Per non parlare del motore standard, un vero polmone; inoltre anche con le Cooper non si schiodano i tombini. Ma la ricetta per spakkare è semplice: basta sostituire il motore, trasferire al retrotreno l'erogazione della coppia e il gioco è fatto (si fa per dire). Proprio quello che ha pensato il possessore di questa Mini K del 1965, che ha montato un motore Honda serie K nel bagagliaio collegandolo alle ruote posteriori mediante un cambio sequenziale e ha così realizzato questa piccola belva, che richiede persino il traliccio addizionale da vero dragster per non ribaltarsi allo scatto.

Metti le Akrapovic sull'Audi...





Se avere i cavalli (pure tanti) non vi basta e per soddisfare il vostro ego avete bisogno di un sound, diciamo, un po' più neardertaliano, Audi, peraltro tradizionalmente compassata in questo senso con tutti i suoi prodotti, anche quelli più estremi, viene in vostro aiuto. Con un'iniezione acustica direttamente dal mondo delle corse, a cura di Akrapovic. Su RS 6 Avant e RS 7 Sportback, infatti, il sistema di scarico sviluppato dalla Casa ipernota sulle moto e da Audi Sport incrementa potenza e coppia, rispettivamente di 9 CV e 15 Nm, portando il poderoso V8 4 litri biturbo delle due auto a 614 CV e 715 Nm e alleggerendole di 8 kg. Tutto in titanio, è dotato di una valvola di controllo del flusso dei gas di scarico che esalta il suono del V8, soprattutto in rilascio, mentre esternamente il sistema si fa riconoscere per i terminali a doppia sezione cilindrica in carbonio opaco e il doppio logo. Ovviamente si tratta di un optional, ma posso giurare che tra i (numerosi?) clienti dell'articolo spakkerà.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...