18 febbraio 2016
Saab e gli airbag da buttare
I problemi per la Saab sorgono anche dopo la sua fine. GM, proprietaria del marchio prima del fallimento, ha infatti dichiarato che dovranno essere richiamate circa 200.000 unità delle vetture nordiche e del brand Saturn (nato come low cost a stelle e strisce ma anch'esso terminato nel 2009) per gravi problemi all'airbag del guidatore. Il caso dei malfunzionamento degli airbag costruiti dalla nipponica Takata risale a oltre un anno fa, ma GM, in buona compagnia con altri costruttori, ha fatto sinora la melina per cercare di evitare i notevoli costi di sostituzione del particolare. D'altronde il numero totale di veicoli di diversi marchi affetti dal problema sarebbe addirittura di 5 milioni, quindi c'è da aspettarsi da qui in avanti un'ondata di richiami da più parti. Resta inoltre ancora aperto il fronte europeo: sinora il caso è scoppiato solo negli Usa, ma i dispositivi della Takata sono assolutamente gli stessi installati anche su moltissime vetture nostrane ed è possibile il problema delle schegge si presenti anche sulle vetture in circolazione nel Vecchio Continente.
17 febbraio 2016
Dalla Cina il turboelettrico
Una nuova società cinese la Techrules, presenterà a al salone di Ginevra due supercar elettriche (di cui è stato diffuso per ora un teaser), che impiegano un range extender di tipo innovativo, in cui la parte termica è costituita da una turbina a gas. Non sono stati diffusi dati tecnici dettagliati, che verranno comunicati al salone, ma per ora si sa che il sistema a turbina, denominato TREV e regolarmente brevettato, eroga una potenza di 1.044 CV e consente un'autonomia di 2.000 km. Ora, non è chiaro come le vetture siano effettivamente ascrivibili al novero delle elettriche se l'autonomia è garantita da un sistema termico, né se sulle auto ci sia o meno un accumulatore e di quale capacità, ma aspetto di vederle e poi vi dirò.
L'idrogeno gallese
Ha un nome vagamente indiano, Rasa, ma è tutta british, realizzata dalla Riversimple, azienda di Llandrindod, Galles. Il fatto che il nome della località sembri tratto dal Signore degli Anelli si associa alla tecnologia futuribile della vettura, alimentata a idrogeno con una fuel cell da 8,5 kWh e capace secondo i progettisti di percorrere almeno 500 km con soli 1,5 kg del leggero gas. La struttura prevede 4 ruote che incorporano altrettanti motori elettrici per una coppia di spunto complessiva di 600 Nm, un peso di 580 kg e l'impiego di fibra di carbonio per la scocca, il cui peso è limitato a soli 39 kg. La Rasa raggiunge i 96 km/h e ci arriva in meno di dieci secondi, ma ha soli due posti e un vano bagagli davvero mini. Devo dire che in fatto di auto gli inglesi per una bella ne hanno prodotte storicamente almeno una decina orribili e questa Rasa non fa eccezione alla regola; ne produrranno solo una ventina per ora. L'intento è quello di un'auto dimostrativa che deve studiare la possibilità di fornire tecnologia "esotica" a basso prezzo, ma, considerata l'estetica e quel problemino con l'idrogeno, ovvero la sua pressoché totale mancanza a livello di strutture di rifornimento, la vedo un po' dura.
16 febbraio 2016
Ritorna l'Alpine
Dopo il ritorno alle corse, Alpine è oggi anche una stradale, la concept Alpine Vision, che prefigura una vettura di serie prodotta a Dieppe (Francia) che debutterà sui mercati nel 2017. Non ancora A120, quindi, ma decisamente concreta pur con una profilatura meno aggressiva del previsto, che nella parte anteriore e in molti particolari ricorda la sportivissima antenata. La silhouette è bassa, slanciata e impostata alla massima sportività, principale atout sul quale vogliono vertere le comunicazioni di marketing. Dunque una scocca realizzata per la trazione posteriore, con freni potenti e masse concentrate per ottenere la massima agilità sui percorsi tortuosi. Di qui il motore collocato in posizione centrale trasversale, del quale tuttavia non sono stati diffusi dati tecnici. Si sa comunque che il propulsore è a 4 cilindri, verosimilmente l'1.8 TCe di Clio RS, e che le prestazioni da vera sportiva, 0-100 in 4,5 secondi, sono ottenute sì con la potenza ma soprattutto con un rapporto peso/potenza assai favorevole, ottenuto con la costruzione leggera e con una filosofia costruttiva completamente incentrare sulle prestazioni, sul controllo della vettura e sulle sensazioni da trasmettere al pilota. A Ginevra live.
L'ultima notte
Il tifo, il piacere di guardare un avvenimento sportivo deriva da un gene, il quale fa sì che pur non compiendo l'azione che si osserva se ne provi piacere come se fosse stata da noi compiuta. C'è chi ce l'ha e chi no, ma sono molti di più quelli nella prima categoria. Poi ci sono personaggi che sono una sorta di catalizzatore per questi sentimenti, che attirano i fan più di altri. E' il caso di Ayrton Senna, lo sfortunato campione morto a 34 anni nel terribile incidente di Imola, che nel corso degli anni ha visto crescere il suo mito. E proprio a quel giorno, o meglio all'ultima notte è intitolata la mostra che si apre domani al circuito di Monza nel Museo della Velocità: "Ayrton Senna. L'ultima notte". Realizzata a cura di Giorgio Terruzzi ed Ercole Colombo, la mostra costa di circa 100 fotografie che celebrano la storia sportiva e non solo del grande campione brasiliano, dagli inizi sul kart all'esordio in F1, alle vittorie e alle sconfitte, ma anche tratti più personali della sua vita. A corroborare l'esposizione, una serie di memorabilia tra i quali il kart con il quale Senna inizio la carriera di pilota nel 1979. La mostra sarà aperta sino al 26 luglio.
15 febbraio 2016
Ssangyong sposa l'ibrido
SSangyong porta in Svizzera due novità. La XLV, versione lunga della compatta Tivoli, che a parità di passo (2,60 m) è ora lunga 4,40 m e permette un vano bagagli di 720 litri. Motori 1.6 litri a benzina e Diesel e cambio manuale o automatico a 6 marce. Poi c'è la concept SIV-2 versione migliorata della Smart Interface Vehicle (SIV) 1 mostrata due anni fa sullo stesso palcoscenico: nuovo trend stilistico a linee tese decisamente europee, dimensioni adatte a competere con i mid size locali e tecnologia ibrida. La vettura adotta infatti un millecinque turbo a benzina di 1.5 litri accoppiato a un motore/generatore da 10 kW e un accumulatore al litio della capacità di 0,5 kWh che lavora alla tensione di 48 V. Secondo i tecnici coreani il sistema garantisce grande fluidità e sarà adottato anche da altri modelli, che evolveranno verso la soluzione plug-in.
Lexus a Ginevra
Nel suo ruolo di co-pioniera della trazione ibrida, Lexus prosegue al salone di Ginevra con la prima europea della LC 500h (debutto a Detroit), prima auto del marchio ad adottare la nuova tecnologia Lexus MultiStage Hybrid, della quale attendiamo dettagli per ora non comunicati. Si sa soltanto che dovrebbe garantire maggiore efficienza, ma anche migliori prestazioni. Il motore a combustione è comunque un V6 e la potenza complessiva della vettura dovrebbe superare i 500 cavalli, mentre il cambio sarà automatico a 10 rapporti. La LC 500h impiega una nuova scocca modulare, denominata GA-L e progettata per le auto a trazione posteriore; la carrozzeria è realizzata in fibra di carbonio e sono annunciate soluzioni high tech per dinamica di guida, sicurezza e infotainment. Alla kermesse vedremo anche la concept LF-FC elettrica alimentata a fuel cell di nuova generazione (ad alta potenza e flessibilità di erogazione), vettura dimostrativa anche per il sistema di guida automatica sviluppato da Toyota e per l'interfaccia uomo macchina che non richiede comandi manuali.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Arrivano le multe per le autonome
In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...
-
Mentre la UE va avanti a proclami ideologici, in Burkina Faso sta avvenendo la vera transizione energetica. Sostenibile. Dal colpo di stato ...
-
La storica produttrice italiana di veicoli commerciali diventa indiana. Un altro pezzo d'Italia che va all'estero. La famiglia Elkan...
-
La sperimentazione Mazda della Mobile Carbon Capture dà l'occasione per fare il punto sullo stato reale della cattura attiva della CO₂. ...








