25 gennaio 2016
Stand by per Apple car?
"Nessuno è indispensabile", classico tormentone degli uffici del personale per tenere duro di fronte a richieste o esigenze dei dipendenti. Beh, forse alla Apple la pensano in modo conforme, visto che Steve Zadesky, veterano dell'azienda (16 anni di permanenza) e sinora executive per progetti del calibro di iPod e iPhone ma soprattutto capo della recente divisione automotive del marchio della mela, lascia Cupertino. Le motivazioni sono oscure e riferite a ragioni personali, ma di fatto la divisione che si occupa del progetto Titan rimane senza testa e ogni congettura al riguardo, dal cambio di orientamento del board a dissapori sulle recenti acquisizioni di personaggi (piuttosto veteran a dire il vero) legati al mondo dell'auto, è valida. Sta di fatto che pure Zadesky veniva dall'automotive, dalla Ford per la precisione e che la sua dipartita potrebbe rappresentare una battuta d'arresto per la Apple car, il cui debutto potrebbe allontanarsi nel tempo.
Kia affronta il segmento GT
Altra auto da salone, ma questa volta un po' più in là, dato che ne è prevista la presentazione all'esposizione di Parigi, in settembre. Si tratta dell'esordio di Kia nel mondo delle GT cattive ma non di alta gamma con questa GT, dalla linea generata tramite il merge della concept Stinger (di un anno fa) e della GT Coupé. Dovrebbe debuttare sotto il nome Rio, Rio GT per la precisione, e raggiungere il mercato per il 2017. Poche le indiscrezioni tecniche, ma pare che sotto il cofano trovi posto una edizione vitaminizzata del 4 cilindri di 1,8 litri che qui dovrebbe erogare almeno 180 CV, mentre la piattaforma sulla quale alloggia la scocca è completamente nuova e realizzata con il concetto della flessibilità per le nuove generazioni Kia di dimensioni analoghe. Rinnovo previsto anche per la gamma motori del modello, che alla base avrà ancora il tre cilindri di un litro.
Se la R non vi basta
La ridda di novità a Ginevra si fa sempre più fitta: stavolta è il turno di Jaguar, che presenterà alla kermesse elvetica una F-Type ancora più prestazionale della R. La nuova auto avrà la sigla F-Type SVR; le prime foto sono comparse in rete e la vettura sarà dotata dell'ormai classico V8 di 5 litri con potenza elevata a 575 CV e coppia massima di 700 Nm, grazie al tuning del compressore volumetrico a vite. Altra novità la trazione integrale, che per adattare la vettura alle prestazioni più elevate sarà offerta assieme ai freni carboceramici di serie, allo scarico in titanio e alle sospensioni riviste. Per la cronaca le performance dichiarate sono di uno 0-100 in 3,7 secondi e di una V max di 322 km/h. Dal vivo al salone.
20 gennaio 2016
La guida? Roba da vecchi
Dalle nostre parti si parla da tempo della disaffezione alla guida da parte dei giovani, sostituita da smartphones e tecnologia in genere. Beh il fenomeno è sensibile e molto esteso anche negli Usa, dove una ricerca dell'Università del Michigan mostra un netto calo dei giovani patentati. Nel 1983 la percentuale di persone con il permesso di guida tra 20 e 24 anni era del 91,8%, valore sceso all'82% nel 2008, al 79,7% nel 2011 e al 76,7 nel 2014. Il fenomeno mostra una spiccata relazione alle fasce d'età, dato che nello stesso periodo di osservazione, ossia dal 1983 al 2008, la percentuale di guidatori tra 45 e 69 anni è invece salita per scendere poi leggermente a cavallo dalla crisi sino a oggi. Andamento analogo per il gruppo tra 60 e 64 anni, che dall'iniziale 83,8% è salito fino al 95,9% del 2008 per scendere poi al 92,1% nel 2014. Se aggiungiamo che i patentati dai 70 anni in su sono ancora il 79% nel 2014, quasi tre punti più dei giovani, vediamo che la guida pare sia diventata un retaggio d'antan. Difficile dire se si tratti davvero soltanto di uno spostamento di interessi oppure se la crisi abbia avuto (e abbia tuttora) un ruolo determinante; il calo del numero di patenti mostra però inequivocabilmente come abbiamo a che fare con un effettivo e radicale cambiamento nelle abitudini di vita.
Anche la Spyker a Ginevra
Per la serie a volte ritornano, a Ginevra riecco la Spyker. La Casa olandese, che aveva in mente nel 2010 di comprare la Saab ma di fatto è incorsa in traversie finanziarie ed è appena uscita dalla ristrutturazione, è attualmente in partnership con la statunitense Volta Volare per la realizzazione di aerei a propulsione elettrica. Ciò dà indubbiamente dà un senso al marchio con l'elica, ma il pedigree automobilistico ha il suo peso e così al prossimo salone di Ginevra vedremo una concept che, basandosi sulle recente know how dell'azienda potrebbe essere a propulsione elettrica oppure, basandosi invece sui progetti resi noti finora, una versione definitiva della concept B6 Venator, dotata di un V6 trasversale centrale da 380 CV. A rigore in listino compare però ancora la C8 Aileron, dotata di un V8 4.2 Audi da 400 CV: di fatto, quindi, la Casa non ha mai cessato l'attività.
18 gennaio 2016
Marcia indietro alla Mercedes
L'anno scorso Mercedes, seguendo il mood di BMW con le M Sport, aveva lanciato un sub-brand di AMG, definito AMG Sport, delegato alla realizzazione di modelli cattivi ma un po' meno delle titolari di diritto del marchio, allo scopo di allargare il bacino di clientela. Tutto annullato e deciso cambio di sentiero per il marchio tedesco, che riqualificherà gli attuali modelli AMG Sport (tipo la C450 AMG Sport) facendoli diventare AMG (e basta) a tutti gli effetti. Una decisione motivata dalla presa di coscienza che un abbassamento delle doti sportive delle auto della divisione tosta di Mercedes faceva più danni di quanti clienti accattivasse, che peraltro ha il suo riscontro concreto nella negazione ad altri preparatori della licenza a realizzare vetture sotto l'ufficialità del marchio. A titolo di esempio, all'ultimo salone di Francoforte ho visto Brabus trasformato da preparatore di motori ad allestitore di modelli special: il suo stand era infatti zeppo di vetture Mercedes (e smart) superlusso ma con motori di serie.
Torna il mito di Apollo
C'era una volta la Gumpert, piccola azienda tedesca che costruiva le Apollo, supersportive realizzate dall'omonimo Roland Gumpert, ex capo della Audi Motorsport. Ciò spiega l'adozione dei V8 di 4.2 litri di matrice Audi, che opportunamente rielaborati e dotati di due turbocompressori, erogavano nella versione S 800 CV con uno 0-100 da 2.5 secondi. Auto eccezionali, dunque, capaci di competere con le più titolate ipercar del mercato, ma altrettanto sfortunate dal punto di vista commerciale, tanto che nel 2012, dopo appena un centinaio di vetture vendute, il marchio ha dichiarato fallimento. Beh, Gumpert non si è perso d'animo e al prossimo salone di Ginevra vedremo una nuova vettura sotto il marchio Apollo, che da nome del modello diventa brand. Il teaser è tutto quello che si sa al momento, poiché non sono stati rivelati dati tecnici, così come non si sa se nella attuale proprietà della rinata azienda, che ha sede ad Altenburg, ci siano i cinesi di Consolidated Ideal TeamVenture che nel 2012 hanno rilevato gli asset produttivi. Quel che è certo però è che la nuova auto avrà certamente i numeri giusti, perché Gumpert sa il fatto suo.
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