07 gennaio 2016

VW al Ces accelera sull'elettrico











Per la serie "l'auto al centro", il Ces (il salone annuale dell'elettronica di consumo in Nevada) sta ospitando anno dopo anno sempre più novità in campo automotive, segno sì di un avvicinamento costante delle macchine al mondo della consumer electronics ma anche del tentativo un po' stiracchiato di allargamento dei bacini di utenza che rispecchia la crisi dell'"oggetto automobile" così come lo intendiamo oggi. E chi meglio di una Casa oggetto di una crisi di fiducia può rilanciare su quel palcoscenico? Quindi ecco a voi BUDD-e, prototipo di minivan VW a emissioni zero realizzato sul pianale modulare MEB, concepito espressamente per i prossimi e-vehicles della Casa di Wolfsburg. Trazione integrale garantita da un motore da 100 kW anteriore e uno da 125 posteriore, con accumulatori al litio da ben 92,4 kWh che garantiscono autonomia fino a 533 km. Dentro tutto un nuovo mondo, fatto di interfacce intelligenti e sistemi di infotainment, oltre a un sistema di azionamento dei comandi gestuale sul tipo del Gesture Control, sul quale avevo già espresso i miei dubbi con l'esordio di BMW. Insomma, VW accelera con la sua new age e, pur se questa potente spinta proviene dal flop dell'affaire Diesel, non si può far finta di niente di fronte a un impegno così importante e supportato da uno dei know how automobilistici più avanzati al mondo. Un solo dubbio: quante ore ci vogliono per ricaricare una batteria da più di 92 kWh?

Audacia o fortuna?







Mentre da noi c'è la siccità, in California piove e si susseguono gli allagamenti. Come a San Diego, vicino al confine con il Messico dove un impaziente riccone alla guida di una Lamborghini Murciélago si prende un bel rischio attraversando l'incrocio divenuto una fiumana per l'esondazione del fiume. Gli va bene che il motore, ma soprattutto l'aspirazione e le prese d'aria, siano dietro, perché durante il tragitto l'acqua arriva al parabrezza. Comunque sembra ce l'abbia fatta. Però io un controllino dal meccanico lo farei, tanto per andare sul sicuro.

La nuova elettrica Chevy













Dopo la Volt la Bolt. Non so se ci sia o meno il riferimento al cartoon del "supercane" (chi ha bimbi in età scolare sa), ma il debutto ufficiale al Ces di Las Vegas (dopo la concept al Naias 2014) della nuova auto elettrica di Chevrolet implica una svolta nella futura politica costruttiva del marchio. Con questa auto GM intende infatti entrare nella produzione di massa delle elettriche e lo fa con gli atout di un'autonomia allargata a 360 km e di un prezzo sotto i 30.000 dollari. Nessun dato per ora riguardo il gruppo motore, né sulla presenza o meno di un range extender, il generatore "di sicurezza" introdotto proprio dalla precedente Volt, ma molte info sulle dotazioni in campo di infotainment, gestibili attraverso lo schermo da 10,2 pollici e di sicurezza, con telecamere in grado di dare un visione bird eye dell'esterno e una di parcheggio con un campo di ben 80°. Logico, visto l'ambito del salone dell'elettronica di consumo, che queste doti siano prevalenti, ma viste nell'insieme danno anche l'idea di un nuovo corso nella progettazione del marchio, decisamente più europeo quanto a dimensioni e sfruttabilità con una strizzatina d'occhio alla possibile implementazione con i sistemi di guida automatica. Per evitare i problemi "comuni" di guida, inoltre, la Bolt adotta pneus Michelin autosigillanti, che eliminano i rischi derivanti dalle forature ordinarie. L'auto dovrebbe arrivare anche in Europa, vedremo a che prezzo.

05 gennaio 2016

A120, erede blasonata



Dopo le piste la strada. Alpine, il prestigioso marchio sportivo tornato alla ribalta grazie all'impegno di Renault, rilancia con la A120, erede della illustre A110, pluripremiata nei rally. Un tweet per dare appuntamento al 12 febbraio, con la certezza di vedere l'auto per intero al prossimo salone di Ginevra. Il marchio darà poi vita a una vera e propria gamma, che comprende anche una Suv con caratteristiche sportive adeguate al brand. Il propulsore è una versione highly tuned attorno ai 300 CV dell'1.8 TCe, derivato dal millesei della Clio RS, posto in posizione centrale trasversale e connesso alle ruote posteriori attraverso un cambio a doppia frizione a sette rapporti. Il peso ridotto della vettura, di poco sopra la tonnellata grazie all'estensivo impiego di alluminio nella realizzazione della scocca, la renderebbe competitiva anche nei confronti della nuova Porsche Boxster, un po' più potente ma più pesante. Altra concorrente, un po' più "in casa" visti gli accordi del 2012, potrebbe essere anche la britannica Caterham, che attualmente impiega per le proprie vetture proprio la tecnologia sviluppata con Alpine, ma il profilo costruttivo delle berlinette azzurre è sicuramente più industriale rispetto al modello artigiano UK. Il prezzo dovrebbe oscillare attorno ai 50.000 euro, ma è prevista anche una versione d'ingresso meno cara.

04 gennaio 2016

Quante bugie sul particolato



Mentre capitava il blocco delle auto a Milano, per fortuna ero in vacanza ma mi preme dire la mia su un argomento a proposito del quale vedo molte speculazioni, pochissima onestà e tantissimo opportunismo. Partiamo dal clima. Indubbiamente è o sta cambiando e occorrerà farsene una ragione anche perché, deliri di grandezza dell'umanità a parte, il genere umano, per impossibilità di carattere economico  o di convenienza o speculative o semplicemente fisiche, può assai poco al riguardo. Detto questo, c'è El Nino che imperversa nel Pacifico e la sua venuta decennale provoca (in alternativa con la sorella Nina dagli effetti opposti) un riscaldamento che in un sistema chiuso qualche effetto lo deve pur avere anche dalle nostre parti. E veniamo quindi alla Pianura Padana, catino chiuso dalla catena alpina che concentra e trattiene le polveri per intrinseca scarsa aerazione. Come credo tutti sappiano, una pianura è fatta di terra e la terra se diventa troppo secca si sfalda e polverizza. Ergo, produce polveri sottili, che di per sé non sono affatto tossiche ma al massimo fastidiose per il naso. Essendo Milano e gli altri centri urbani collocati nella pianura stessa, sono inevitabilmente soggetti all'accumulo di polvere che, certo, si somma a quella prodotta dagli impianti industriali, dai riscaldamenti e dalle auto (specie le Diesel vecchie), ma rimane genericamente polvere. Ora, dire che l'inquinamento derivi dalle auto è semplicemente malafede, anche perché i dati delle centraline parlano di globalmente di particolato e non di black carbon, il costituente cancerogeno pericoloso. Quindi non si fa informazione corretta spaventando la gente con valori poco realistici. Senza contare che una decina di anni fa respiravamo tranquillamente e con continuità più del doppio dei livelli (di polveri generiche, attenzione) registrati oggi, ma il tasso di mortalità continua a scendere. Aggiungo che il riscaldamento urbano a Milano è effettuato quasi universalmente con il metano che di particolato ne emette poco, pur con poca (e inutile ma remunerativa) manutenzione. Insomma, anche se tutte le auto fossero elettriche e ci riscaldassimo con pompe di calore, in occasione di lunghi periodi asciutti avremmo comunque polveri in salita ma non è il caso di stracciarsi le vesti per questo. Ma a parecchi piace avercela con l'automobile. Salvo preoccuparsi ipocritamente se le vendite scendono.

Distanze o punti di vista?






L'altro giorno tornavo dall'Alto Adige, classico ritorno nella melassa, costituita quest'ultima dal congruo numero di auto tutte incolonnate sulla A22 fin dai primi metri di percorso. Per "cavarmela" intraprendo un percorso più lungo ma meno trafficato, che passa da Riva del Garda e salta il Veneto arrivando direttamente a Brescia. Insomma, tutta statale ma almeno in movimento. Ma proprio durante il mio viaggio sulle statali mi sono reso conto di un problema serio che affligge praticamente ogni tratto di strada, quantomeno qui in Lombardia: la totale anarchia vigente sulle indicazioni delle distanze chilometriche. Ciascun cartello riporta un valore diverso, anche a distanze assai ravvicinate tra l'uno e l'altro, e non c'è modo di sapere se ti stai appropinquando o allontanando, anche perché le indicazioni hanno a volte un posizionamento strategico: per esempio se prendete la statale per Milano da Brescia, quando passate nelle vicinanze della Brebemi misteriosamente le indicazioni per Milano spariscono, proprio mentre il casello "occhieggia" lì vicino. Un caso per tutti: sulla Rivoltana, intorno a Truccazzano, la distanza dal capoluogo è indicata prima a 27 e dopo due rotonde a 3 (!!) km. Insomma un caos che oscillo tra il ritenere intenzionale e del tutto stocastico e che con ogni probabilità ha le radici nell'incompetenza generale e nella faciloneria con cui vengono affrontate anche le questioni importanti, Uno specchio del Paese?

03 gennaio 2016

Rilancio sulla Huayra



Una nuova Huayra a Ginevra. Questo sta a significare il teaser appena rilasciato dal costruttore argentino basato in Italia: un alettone di grandi dimensioni già visto su alcuni prototipi e una rielaborazione del V12 di origine Mercedes per superare di slancio gli "abituali" 720 CV, modifiche necessarie per riagguantare la concorrenza che ultimamente ha sfornato vetture ultraperformanti a mazzi. Curiosa in particolare l'aggiunta dell'alettone, visto che la Pagani sfrutta abitualmente 4 alettoni a controllo elettronico per garantire stabilità e aderenza in modo decisamente più "discreto"; ciò potrebbe suggerire un deciso aumento prestazionale.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...