17 dicembre 2015
Bye bye Phaeton
Ci voleva lo scandalo delle emissioni e il conseguente passivo per spingere VW a eliminare dal listino qualcuno degli anacronismi voluti a suo tempo dal "grande capo". Come la Phaeton, lanciata nel 2002, che è di fatto la versione "placcata" della A8 (la prima in acciaio, la seconda in alluminio, alla faccia della costruzione leggera). Viene prodotta a Dresda in uno stabilimento (trasparente) fatto apposta e nel 2014 è stata costruita in ben 4.000 esemplari al costo medio unitario di 90.000 euro. A marzo la produzione chiude, ma la legione di autolesionisti affezionati al modello potrà però consolarsi a partire dal 2020, quando VW lancerà la Phaeton II a trazione elettrica, un must da non perdere.
Un Gorilla sulla GT
Un anno fa la presentazione a Detroit, oggi la versione di serie (si fa per dire) che debutta dal 2016. La Ford GT è pronta per la produzione con leggere differenze rispetto al prototipo: specchietti, piccoli accessori estetici. Del V8 inizialmente previsto (in alternativa) non c'è più traccia; i tecnici hanno concentrato lo sviluppo sul V6 biturbo 3.5 litri di cui ora si sa la potenza con maggior precisione: 640 CV con coppia massima di 731 Nm, tutti sul solo treno posteriore attraverso un autobloccante a controllo elettronico e un cambio a doppia frizione a 7 rapporti. Altra novità, l'adozione del parabrezza e della protezione motore posteriore nel materiale Gorilla Glass Hybrid, prodotto dalla americana Corning e del 32% più leggero di un prodotto tradizionale. Al posto della abituale struttura stratificata, introdotta tra l'altro proprio da Henry Ford nei primi anni del secolo scorso, si usa qui una struttura a wafer che prevede uno strato di materiale sintetico interno resistente agli urti e un layer intermedio (pure sintetico) fonoassorbente, mentre il vetro viene impiegato solo per l'esterno. Il risultato è una struttura spessa da 3 a 4 millimetri contro i 4-6 dei prodotti tradizionali, ma assai più resistente, che permesso anche un risparmio di 5,5 kg sul peso complessivo. Più che un'avversaria della Corvette, la GT veleggerà verso l'ambito supercar, visto il prezzo attorno ai 400.000 dollari. Ma la Fed ha rialzato i tassi; negli Usa la crisi è finita, no?
16 dicembre 2015
La SLK cambia nome
Le spider e le scoperte in genere sempre in inverno; non so se per solleticare i futuri acquisti primaverili o per gratificare gli australi del mondo. Comunque stavolta tocca alla Kurz di Mercedes, che per il rilancio ventennale cambia nome in SLC e ripropone la sua idea di piccola SL. Un'auto che capitalizza sicuramente più della sorella maggior pur con i prezzi non propriamente popolari del brand e che può contare su una diffusione mondiale. La gamma parte dalla 180 da 156 CV per giungere alla 43 AMG, equipaggiata con il V6 biturbo da 367. E qui c'è un ritorno al passato, dato che se la precedente AMG era dotata del V8 aspirato da 421 CV, la serie del 2001 proponeva invece proprio un V6 ma da 354 ponies. Tanta tecnologia per piacere e sicurezza, il solito ottimo tetto ripiegabile in metallo, la Diesel 250 se il futuro a gasolio non vi spaventa. Ordinabile da gennaio.
15 dicembre 2015
Se si diffonde la paghi
Inaugurata oggi la prima colonnina fast charge a Milano. E' stata installata presso il Garage di via Ariberto 8 da Spin8, società specializzata in impianti di ricarica e renderà più facile la vita a chi potrà utilizzare il servizio per la propria auto elettrica. Il sistema funziona in sync con una app che svolge le funzioni di accesso, identificazione e sblocco della colonnina oltre al pagamento del servizio; la ricarica è effettuabile in corrente alternata fino a una potenza di 43 kW e in continua fino a 50, con tre diversi standard di collegamento che coprono i sistemi attualmente sul mercato. I prezzi sono quelli della tabella qui sotto:
Come si vede la fase del "costo zero" è ormai alle spalle e l'uso di un'auto elettrica a condizioni "umane" inizia ad avere il suo prezzo; mi domando solo cosa accadrà se e quando il governo si renderà conto che c'è un calo di consumo dei carburanti tradizionali. Il trasferimento delle accise per via telematica può essere istantaneo.
Cinese di rottura
Si chiama Atieva e tanto per cambiare la startup è in California. E' in pratica il ramo Usa della cinese BAIC e intende sviluppare in un'ottica up to date il know how elettrico che contraddistingue la Casa madre. La concept attualmente in sviluppo dovrebbe debuttare al prossimo salone di Pechino in aprile. Per ora ci sono soltanto un teaser profilato e animato e le dichiarazioni d'intenti del nutrito gruppo di lavoro, che parlano di un'auto di rottura rispetto al presente del genere. L'iniziativa ha comunque radici piuttosto eterogenee: i fondatori sono infatti due manager cinesi, il primo proveniente dalla Tesla e il secondo da una società di comunicazione, mentre nel team di supporto tecnico compaiono la coreana SK group per le batterie e l'italiana CECOMP per la prototipazione. Lo stabilimento di produzione sarà collocato attorno a Las Vegas; trattandosi di un azzardo non vedo location più adatta.
14 dicembre 2015
Dodge Stormtroopers
Abbiamo visto nelle ultime settimane la joint tra FCA e Lucas Film (Walt Disney owned); peraltro ho sempre sostenuto che se il gruppo producesse auto con le stesse brillantezza e qualità dei suoi commercial ora sarebbe in vetta alle classifiche. Anyway, in occasione della preview di "The force awakens" oggi a Los Angeles sono state allestite una Dodge Charger SRT Hellcat e una Challenger SRT Hellcat in versione "Stormtrooper", più una Viper ACR nera ispirata al cavaliere Kylo-Ren (e dunque alleata del Primo Ordine). Il plotone delle tre vetture ha girato per L.A. nel weekend prestandosi a foto da e con gli appassionati locali, mentre stasera stazioneranno di fronte alla sala dell'anterpima. A novembre si era vista anche una 500e Stormtrooper, ma certo le mancava il physique du role, che invece alle Dodge è decisamente sovrabbondante. Chissà se dopodomani ci sarà una sorpresa anche da noi.
12 dicembre 2015
Ancora in alto mare la S2000
Pare che alla Honda stiano prendendo coscienza di aver commesso un discreto (!!) errore abbandonando per troppo tempo il segmento delle sportive e che abbiano intenzione di porre rimedio alla magagna, ma sempre con l'occhio fisso sui conti. I recenti modelli hot mostrano tale intenzione ma, come ho già evidenziato, manca ancora all'appello la vettura che potrebbe far quadrare i conti, sia per posizionamento di mercato sia per fama a livello mondiale. Parlo ovviamente della S2000, la spider che (allora unica) tirava gli 8.000 dal suo 2 litri da 200 cavalli, un modello che potrebbe avere un volume produttivo tale da riportare in attivo il segmento sportivo della Casa jap, dato che con le 660 (disponibile peraltro solo in Giappone), NSX (di fatto ancora un prototipo) e Civic Type-R (un po' troppo cozzara) i grandi numeri te li sogni. Anche perché la concorrenza non scherza: le recenti Mazda MX-5 e Fiat 124 Spider sono avversarie temibili che potrebbero saturare un segmento di per sé flebile. Quindi il progetto della prossima S2000 pare sia stato ufficialmente ripreso e che siano state accantonate le iniziali proposte di modifica in barchetta a motore centrale. Il problema tecnico è però che Honda non dispone attualmente di una piattaforma adeguata alla bisogna: anche la più recente, quella della Civic 2017, è prevista per la trazione anteriore e non è possibile adattarla alla struttura tradizionale (motore anteriore entro l'asse e trazione posteriore) voluta per la spider. Quindi occorrerebbe un telaio ad hoc, ma questo porterebbe molto più in alto i costi e quindi il posizionamento della S2000 vicino alla prossima BMW Z4, per esempio, mentre Honda vorrebbe rimanere (per il discorso fatto prima) nell'ambito delle concorrenti maggiormente affordables sul mercato. Le cose vanno meglio per motore e trasmissione, con l'opzione dei millecinque e duemila turbo (potenze fino a 310 CV) la riesumazione dell'eccellente cambio manuale a sei marce (praticamente da corsa) unito a un autobloccante meccanico. Sembra abortito anche il discorso ibrido, per non aumentare pesi e complessità. Vedremo se dal cappello uscirà finalmente 'sto coniglio.
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