15 dicembre 2015
Se si diffonde la paghi
Inaugurata oggi la prima colonnina fast charge a Milano. E' stata installata presso il Garage di via Ariberto 8 da Spin8, società specializzata in impianti di ricarica e renderà più facile la vita a chi potrà utilizzare il servizio per la propria auto elettrica. Il sistema funziona in sync con una app che svolge le funzioni di accesso, identificazione e sblocco della colonnina oltre al pagamento del servizio; la ricarica è effettuabile in corrente alternata fino a una potenza di 43 kW e in continua fino a 50, con tre diversi standard di collegamento che coprono i sistemi attualmente sul mercato. I prezzi sono quelli della tabella qui sotto:
Come si vede la fase del "costo zero" è ormai alle spalle e l'uso di un'auto elettrica a condizioni "umane" inizia ad avere il suo prezzo; mi domando solo cosa accadrà se e quando il governo si renderà conto che c'è un calo di consumo dei carburanti tradizionali. Il trasferimento delle accise per via telematica può essere istantaneo.
Cinese di rottura
Si chiama Atieva e tanto per cambiare la startup è in California. E' in pratica il ramo Usa della cinese BAIC e intende sviluppare in un'ottica up to date il know how elettrico che contraddistingue la Casa madre. La concept attualmente in sviluppo dovrebbe debuttare al prossimo salone di Pechino in aprile. Per ora ci sono soltanto un teaser profilato e animato e le dichiarazioni d'intenti del nutrito gruppo di lavoro, che parlano di un'auto di rottura rispetto al presente del genere. L'iniziativa ha comunque radici piuttosto eterogenee: i fondatori sono infatti due manager cinesi, il primo proveniente dalla Tesla e il secondo da una società di comunicazione, mentre nel team di supporto tecnico compaiono la coreana SK group per le batterie e l'italiana CECOMP per la prototipazione. Lo stabilimento di produzione sarà collocato attorno a Las Vegas; trattandosi di un azzardo non vedo location più adatta.
14 dicembre 2015
Dodge Stormtroopers
Abbiamo visto nelle ultime settimane la joint tra FCA e Lucas Film (Walt Disney owned); peraltro ho sempre sostenuto che se il gruppo producesse auto con le stesse brillantezza e qualità dei suoi commercial ora sarebbe in vetta alle classifiche. Anyway, in occasione della preview di "The force awakens" oggi a Los Angeles sono state allestite una Dodge Charger SRT Hellcat e una Challenger SRT Hellcat in versione "Stormtrooper", più una Viper ACR nera ispirata al cavaliere Kylo-Ren (e dunque alleata del Primo Ordine). Il plotone delle tre vetture ha girato per L.A. nel weekend prestandosi a foto da e con gli appassionati locali, mentre stasera stazioneranno di fronte alla sala dell'anterpima. A novembre si era vista anche una 500e Stormtrooper, ma certo le mancava il physique du role, che invece alle Dodge è decisamente sovrabbondante. Chissà se dopodomani ci sarà una sorpresa anche da noi.
12 dicembre 2015
Ancora in alto mare la S2000
Pare che alla Honda stiano prendendo coscienza di aver commesso un discreto (!!) errore abbandonando per troppo tempo il segmento delle sportive e che abbiano intenzione di porre rimedio alla magagna, ma sempre con l'occhio fisso sui conti. I recenti modelli hot mostrano tale intenzione ma, come ho già evidenziato, manca ancora all'appello la vettura che potrebbe far quadrare i conti, sia per posizionamento di mercato sia per fama a livello mondiale. Parlo ovviamente della S2000, la spider che (allora unica) tirava gli 8.000 dal suo 2 litri da 200 cavalli, un modello che potrebbe avere un volume produttivo tale da riportare in attivo il segmento sportivo della Casa jap, dato che con le 660 (disponibile peraltro solo in Giappone), NSX (di fatto ancora un prototipo) e Civic Type-R (un po' troppo cozzara) i grandi numeri te li sogni. Anche perché la concorrenza non scherza: le recenti Mazda MX-5 e Fiat 124 Spider sono avversarie temibili che potrebbero saturare un segmento di per sé flebile. Quindi il progetto della prossima S2000 pare sia stato ufficialmente ripreso e che siano state accantonate le iniziali proposte di modifica in barchetta a motore centrale. Il problema tecnico è però che Honda non dispone attualmente di una piattaforma adeguata alla bisogna: anche la più recente, quella della Civic 2017, è prevista per la trazione anteriore e non è possibile adattarla alla struttura tradizionale (motore anteriore entro l'asse e trazione posteriore) voluta per la spider. Quindi occorrerebbe un telaio ad hoc, ma questo porterebbe molto più in alto i costi e quindi il posizionamento della S2000 vicino alla prossima BMW Z4, per esempio, mentre Honda vorrebbe rimanere (per il discorso fatto prima) nell'ambito delle concorrenti maggiormente affordables sul mercato. Le cose vanno meglio per motore e trasmissione, con l'opzione dei millecinque e duemila turbo (potenze fino a 310 CV) la riesumazione dell'eccellente cambio manuale a sei marce (praticamente da corsa) unito a un autobloccante meccanico. Sembra abortito anche il discorso ibrido, per non aumentare pesi e complessità. Vedremo se dal cappello uscirà finalmente 'sto coniglio.
11 dicembre 2015
Il nuovo Volvo T6 "copia" VW
Nel mondo dell'auto ci sono i trendsetter e quelli che seguono il flusso. VW e accoliti appartengono sicuramente alla prima categoria e pur a fronte della recente disavventura "inquinante" hanno una posizione di rilievo nell'impostare soluzioni tecnologiche d'avanguardia. E' il caso del sistema Twincharger, che fino a qualche tempo fa equipaggiava molti modelli: un volumetrico e un turbo accoppiati su un 4 cilindri di 1.4 litri, allo scopo di azzerare il lag e spingere la potenza fino a 180 CV. Poi un bel taglio di costi e via, si torna al turbo semplice. Volvo, che evidentemente attiene al secondo gruppo, ha ripescato la soluzione per il suo nuovo T6 Drive-E di 2 litri, che a dispetto della sigla ha solo 4 cilindri ma sfoggia un volumetrico e un turbo per arrivare a 306 CV. Non è ancora chiaro quale modello top andrà ad equipaggiare, ma evidentemente la scelta del sistema di alimentazione è stata fatta per compensare la mancanza di smoothness rispetto al 3 litri a sei cilindri che deve sostituire, compito arduo per qualunque 4 in linea. Rilevo però come la Casa svedese si muova su diversi percorsi in questo ambito, con soluzioni (vedi il doppio turbo) che si direbbero in competizione tra loro. Ma forse stanno solo cercando una strada definitiva, con il lume dell'ottenimento dei minori comsumi (in rapporto alle prestazioni) all'orizzonte.
10 dicembre 2015
Nuova sigla per i 4 cilindri Porsche
Cambio di nome per gli entry level Porsche. Boxster e Cayman vedranno anteporre la sigla 718 al nome e per l'occasione saranno dotate dei nuovi motori turbo a 4 cilindri di cui ho parlato l'anno scorso. Il numero non è stato scelto a caso: dal 1957 al 1962 la Casa produsse infatti per succedere alla 550 Spyder (quella di James Dean per intenderci) una barchetta a motore centrale denominata proprio 718. Inizialmente si parlava di una nuova serie collocata al di sotto di Boxster e Cayman, ma alla fine ha prevalso la concentrazione nello stesso modello. I motori sono un 2 e un 2,5 litri, entrambi turbo, boxer e a iniezione diretta, con potenze e coppie, rispettivamente, di 290 e 400 Nm e di 365 e 461 Nm, destinati il primo alle "normali" e il secondo alle S. Porsche non è nuova ai 4 prestazionali, ma certamente un sei suona quanto meno meglio. Sul mercato dal 2016.
Da buttare, anzi no
Il ricondizionamento dei motori è una pratica assai nota, eseguita da officine specializzate e più che altro indirizzata ai Diesel, caratterizzati da un blocco motore più robusto e quindi resistente a trattamenti termici e mediante utensili. Per effettuare un ricondizionamento, infatti, si alesano le canne dei cilindri per ottenere una superficie perfettamente liscia e si sostituiscono le parti soggette a usura. Il tutto ha comunque un costo notevole e coloro che si rivolgono a questa soluzione lo fanno generalmente per veicoli industriali o auto molto sportive; le Case sinora non si occupavano di questo settore, preferendo vendere sempre i pezzi nuovi. Ford ha deciso però di cambiare rotta e ha iniziato ad applicare anche ai motori usati di produzione una tecnica sinora impiegata solo per quelli da competizione. Si tratta dell'applicazione alle canne dei cilindri di uno spray al plasma che le riporta alle condizioni ottimali, un'operazione strutturalmente più semplice ma che dà le stesse garanzie di durata di un motore nuovo. Ovviamente, come nel caso degli pneumatici ricostruiti, occorre una accurata cernita dei blocchi motore da trattare, ma il risparmio in termini di costo tanto per l'azienda quanto per l'utilizzatore finale è notevole, mentre l'affidabilità è pari a un ricambio nuovo. Chiaramente deve valerne la pena, nel senso che sia il veicolo sul quale andrà montato il motore deve avere un pari grado di affidabilità, sia l'operazione dev'essere giustificata dal valore residuo del veicolo. L'intera procedura, messa a punto come progetto pilota nello stabilimento Ford di Aachen, verrà esportata verso tutte le unità produttive e messa a disposizione delle divisioni ricambi.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Arrivano le multe per le autonome
In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...
-
Mentre la UE va avanti a proclami ideologici, in Burkina Faso sta avvenendo la vera transizione energetica. Sostenibile. Dal colpo di stato ...
-
La storica produttrice italiana di veicoli commerciali diventa indiana. Un altro pezzo d'Italia che va all'estero. La famiglia Elkan...
-
La sperimentazione Mazda della Mobile Carbon Capture dà l'occasione per fare il punto sullo stato reale della cattura attiva della CO₂. ...






