07 agosto 2014
Oltre il limite
Nessuno pensava che Bugatti avesse chiuso con l'estremo. Così, dopo la "convenzionale" Galibier, ecco l'annuncio di una sostituta della Veyron che dovrebbe debuttare nel 2016, ovviamente con un nuovo nome. Nessuna anticipazione sulla carrozzeria, solo che sarà in fibra di carbonio e con un interno molto lussuoso, mentre il motore sarà una riedizione ampiamente rivista del W16 quadriturbo da 8 litri attuale, con l'aggiunta di un sistema ibrido. La scelta è più di marketing che tecnologica, poiché da un sondaggio tra i potenziali miliardari clienti è emerso che l'ibrido è sicuramente più cool. Ma la potenza dovrebbe fare un balzo in avanti, così come le prestazioni: 1.500 CV, uno 0-100 in 2,3 secondi e una velocità massima di 460 km/h, ottenibile sempre con la storia della doppia chiave etc. etc. e ammesso che Michelin sviluppi nuovi pneumatici per la bisogna. Ovviamente la trazione sarà ancora integrale. Lo sviluppo del motore prevede importanti modifiche al sistema di ammissione, con i turbo che potrebbero essere di tipo elettrico (alla VW quando si innamorano di un concetto...) e un considerevole aumento dell'efficienza, utile più che per ridurre il consumo a omologare l'auto secondo la norma Euro 6. Per quanto riguarda il sistema ibrido, è stato sviluppato uno speciale motore in forma discoidale che è alloggiato nel cambio e che viene alimentato da batterie al litio. Nonostante la maggiore complessità, il peso dell'auto dovrebbe rimanere entro i 1.500 kg e fare quindi concorrenza, se così si può dire, alla One:1 della Koenigsegg.
Gasolio a Stelle e Strisce
Sembra proprio che, dopo anni di serie C, le auto a gasolio possano finalmente trovare una collocazione stabile nel grande mercato USA. Lo si evince dall'annuncio di Steve Kiefer, vice presidente GM del dipartimento internazionale gruppi motori, secondo il quale la Chevrolet Cruze sarà la prima di una consistente serie di vetture Diesel del gruppo GM a essere posta in vendita sul mercato yankee. Nessuna notizia sull'unità prescelta, ma sembra che finalmente gli americani si siano accorti che il motore a gasolio ha una forte coppia anche senza impiegare cilindrate mega e che consumi molto meno dei V8 spompati che sono soliti utilizzare (per muoversi a 80 orari, per giunta); di qui la promozione sui Duramax (i pickup) con il 2.8 turbodiesel al posto dell'otto cilindri a benzina. Rimangono però due problemi a ostacolarne la diffusione: scarsa presenza del gasolio nelle aree di servizio non dedicate ai camion e prezzo del carburante maggiore di quello della benzina. Comunque, se c'è un'area dove il Diesel sarebbe logico, quello è certamente il territorio USA; anche se, a fronte di una grande diffusione delle auto Diesel e con l'abituale quantità di rottame circolante nelle città, la vedo dura in futuro con l'inquinamento da particolato.As time goes by
Le auto evolvono, lo sappiamo. Ma a distanza di anni e senza le vetture lì davanti a ricordarcelo, è maledettamente difficile avere bene in mente quanto sia cambiato un modello. A colmare la lacuna ci ha pensato ebay Motors, con queste variazioni techno sul tema morphing che mostrano l'evoluzione nel tempo di tre modelli che hanno fatto la storia dell'auto, americana per i primi due ed europea per l'ultimo: Chevy Corvette, Ford Mustang e BMW coupé. Della Corvette posso dire che l'evoluzione c'è stata eccome: la prima versione aveva un 6 in linea di 4.6 litri da furgone e un cambio (automatico) a due rapporti, ma una linea che fa ancora il suo bell'effetto. Dell'auto del '53 è rimasta oggi solo la carrozzeria in fibra; il motore V8 fu introdotto nel 1955. Passando alla Mustang, potrei dire che con il tempo ci ha guadagnato: nata come evoluzione sportiva di quel cassone della Falcon, oggi incarna invece perfettamente il ruolo di muscle car. E della BMW, cosa si può dire? Dalla prima coupé alla attuale Serie 4, ogni versione fa immancabilmente invecchiare di colpo la precedente, un effetto senzaltro voluto. Ma resta una sorta di tendenza all'instant classic che non fa perdere dignità anche alle più datate vetture dell'elica azzurra.
04 agosto 2014
Diesel über alles
C'è qualcosa di maniacale nella continua evoluzione dei motori Diesel del gruppo VW, che spinge costantemente verso l'ottenimento di prestazioni migliori di un corrispondente motore a benzina, quasi fosse un dogma da provare, tipo Galileo per intenderci. Così, dopo la RS 5 TDI di cui ho già detto, decisamente estrema con i suoi 385 CV e l'ambizione di battere nelle (concrete) prestazioni stradali i 550 CV della sorella a benzina, ecco un'altra edizione del V6 TDI, questa volta con un solo turbo ma ancora con il compressore elettrico di supporto. La taratura è diversa e il sostegno agisce soltanto fino a 1.500 giri, ma la coppia è comunque di 650 Nm da 1500 a 3500 giri, mentre la potenza scende a "soli" 326 CV. Ancora una volta l'atout dell'unità è la risposta istantanea ai comandi del gas e adottando una guida da camionista, ovvero mantenendo il motore nell'intervallo di coppia massima, si va a sparo consumando pure poco (dicono). Certo la parte elettrica è un bel po' più complessa: il compressore funziona a 48 V e assorbe 7 kW; occorre perciò un impianto parallelo al quadruplo della tensione. Non so se sia più complesso questo o il sistema a tre turbo di BMW, ma certo la soffiante è molto sollecitata, dato che raggiunge la pressione di servizio in soli 250 ms. Lo vedremo sulla prossima Q7 nel 2016, ma c'è da augurarsi di non avere mai una panne: dubito che un meccanico "normale" ne verrebbe a capo.
Torna una coupé Toyota nel WRC?
Toyota potrebbe rientrare nel giro "grosso", dei rally intendo. Con una versione corsa della GT-86, new entry al rally di Finlandia grazie alla concessione di una deroga che le ha permesso di cimentarsi su un tratto di speciale. L'auto è stata sviluppata in Germania e per ora non sarà iscritta ufficialmente, ma sembra che i vertici Toyota spingano in questa direzione. Il video è tratto da una prova su circuito chiuso.
01 agosto 2014
Tempi duri per le posteriori
Quando BMW ha presentato a Ginevra la Serie 2 (Active Tourer nella fattispecie), non avrete mica pensato si trattasse di un puro sercizio di stile (discutibile peraltro), no? Bene. Perchè la prossima X1 sarà basata proprio su quella scocca e ovviamente si porterà in dote la trazione anteriore con la piattaforma UKL 1 specifica. Come del resto per Mercedes, "la ragion del costo valse più della tradizione" e a indorare la pillola c'è solo la possibilità dell'integrale, ma ovviamente con il rinvio a 90°, dato il motore trasversale. Anche il modello successivo, la più grande X2, avrà lo stesso pianale di origine MINI Countryman e c'è da domandarsi se il concreto risparmio produttivo avrà riscontri sul prezzo finale, anche se a vedere le politiche del marchio ci sono poche speranze. Insomma, tra trazione avanti e tre cilindri, la Casa di Monaco sta portando avanti un piano di banalizzazione tecnica mica male per le tradizioni che si porta appresso. Ma forse, viste le condizioni di traffico e tassazione, hanno ragione loro. Ma allora, se l'auto deve proprio diventare un elettrodomestico, perché svenarsi per un badge sul cofano?
La nuova i20
Sono appena arrivati i rendering della nuova Hyundai i20, che mostrano come la new age stilistica del marchio abbia contagiato anche i prodotti alla base della gamma. L'auto mostra infatti un look accattivante ed elegante, con piccole superfici vetrate, ampio cofano e una grande mascherina a sottolineare l'aggressività complessiva. Che i coreani puntino sullo stile, d'altronde, non è una novità: tutte le più recenti vetture del brand sono infatti assai curate e associano a un'eststeica attraente gruppi meccanici ormai allo stesso livello della concorrenza più sofisticata. La vedremo al salone di Parigi, in Autunno. |
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