31 gennaio 2014

Elettrostallo



"i", oltre che i prodotti Apple, sta anche le elettriche di BMW. Ma le prime due della serie, la cittadina i3 e la supersportiva (così dicono, almeno) i8, rischiano di restare anche le uniche. Secondo il responsabile della produzione Harald Krüger, infatti, nonostante il marchio abbia già depositato i nomi da i1 a i9 per le future automobili della gamma, prima di debuttare con un nuovo prodotto occorrerà vedere come evolve la domanda. Dopo un investimento di quasi 2 miliardi di euro, la casa dell'elica bianco azzurra deve fare bene i suoi conti. Per la i3 ci sono finora circa 11.000 ordini, un dato (sembra) superiore alle aspettative ma comunque basso in assoluto. I tempi di costruzione sono poi piuttosto lunghi (6 mesi per la consegna delle prime auto), non tanto per la struttura in fibra di carbonio sviluppata con la SGL Carbon (che ha implementato anche il primo processo industriale in linea per questo materiale), ma perché l'impianto di Lipsia funziona a ritmo ridotto viste le premesse di mercato. Considerato poi che BMW non ha intenzione di costruire la i3 anche in Cina, l'area geografica di maggior interesse per l'elettrico viste le intenzioni del governo, è assai probabile che rimarremo a lungo tra il 3 e l'8.

Silent run





Avete presente come si presenta in genere l'ambiente delle gare di accelerazione dei dragster? Auto esagerate nel look, fumo, candeggina sull'asfalto per ammorbidire le gomme, fiamme dallo scarico dei motori sovralimentati con il protossido d'azoto. Beh stavolta niente di tutto ciò. Sì, perché le vetture che si sfidano sono due Tesla Model S, quindi il mood è il silenzio. Dà quasi fastidio la voce dello speaker, che sovrasta nettamente ogni altro sound. Al via, giusto un piccolo squeak degli pneumatici e poi giù a manetta fino al traguardo dei 400 metri. Ok niente di sconvolgente, siamo nell'ordine dei 12 secondi con una velocità di punta di meno di 180 orari, bazzecole rispetto ai mostri del settore, ma le due Tesla danno l'idea che ci si possa divertire anche così. O no?

29 gennaio 2014

Lexus attacca nel segmento delle Suv medie





Dopo il successo dela Range Rover Evoque un po' tutti i costruttori di Suv upper level si sono "buttati sull'osso". E' ora la volta di Lexus, con la sua NX, che abbiamo visto sotto forma di concept nel 2013 prima al salone di Francoforte e poi a quello di Tokyo. Il look è leggermente cambiato soprattutto nel frontale e le due prese d'aria verticali frontali sono scomparse, ma la vettura è comunque assai simile al protoitpo delle foto e pronta per il lancio sul mercato, che avverrà prima negli Usa con il probabile nome di NX200t. "N" sta per la serie di crossover di minori dimensioni rispetto alle "R", "t" si riferisce invece allla vera novità della vettura: il nuovo motore turbo di due litri, il primo sovralimentato di Lexus. Il quattro cilindri è un concentrato dela tecnologia sulla combustione del marchio: è dotato infatti di camere ad alta turbolenza, iniezione diretta ad alta pressione, doppia variazione continua di fase delle valvole e di una innovativa testata che incorpora i collettori di scarico e aumenta il rendimento del turbo a doppia uscita twin scroll, che azzera il turbo lag. Nessun dato tecnico è stato rilasciato per quanto attiene il motore, ma si sa che deriva dal 2.5 litri delle IS; in ogni caso per stare sul mercato Usa un turbo di due litri non deve avere meno di 200 CV.

Suspense par Renault



La prossima settimana si apre in India il salone di Nuova Delhi e Renault presenterà su quel palcoscenico una concept destinata ai nuovi mercati. Considerata l'esperienza low cost di Dacia e i siti produttivi in Turchia, la Casa della losanga potrebbe inaugurare una nuova fase della sua politica di marketing con una world car a basso costo caratterizzata però da un livello tecnologico superiore a quello raggiungibile dai produttori locali. Peraltro, dal 2005 esiste una Renault-Nissan Indiana; non è esclusa quindi una joint venture con partner dell'area. Comunque il comunicato ufficiale cita: "Questa prima mondiale esprime le ambizioni della Marca Renault a rispondere in modo concreto alle esigenze dei nuovi mercati", quindi c'è un margine di possibilità diverse. Il video teaser non consente di capire più di tanto, ma dai particolari si direbbe una vettura molto moderna con uno stile techno, forse addirittura roadster. La griglia gialla sembra quella di una 911! Appuntamento il 5 febbraio per vedere l'auto intera.

Dopo GTI e GTD ecco GTE



Vi ricordate qualche anno fa, quando i  nostri amici teutoni (leggi VW) si producevano in dichiarazioni e interviste nelle quali sostenevano che il concetto ibrido non avrebbe avuto chances alla Volkswagen? Beh, come interpretiamo allora la notizia della creazione del nuovo badge sportivo GTE per le ibride del gruppo? Il mercato comanda, anche sulla logica degli ingegneri, e questa ne è la prova. Fatto salvo il precedente di Opel, che chiamava così le sportive degli anni '70, le nuove GTE saranno Golf  basate sul sistema ibrido della Audi A3 e-tron, con un 4 cilindri di 1.4 litri da 150 CV e un motore elettrico da 108 CV. Per la nota storia delle diverse curve di potenza dei due propulsori la potenza complessiva è di solo 200 cavalli, sufficienti comunque per divertirsi mantenendo lo status di guidare una vettura eco friendly. La trazione della GTE è anteriore, il cambio a sei rapporti DSG, le prestazioni oneste per una sportiva appesantita dalla parte elettrica: da 0 a 100 in 7.6 secondi e una velocità massima di 217 km/h. Ma il punto di forza sta nei consumi: secondo il ciclo  standard europeo (clamorosamente ottimista, peraltro, bisogna dirlo) la golf ibrido-sportiva dovrebbe fare quasi 65 km con un litro, ma ovviamente tutto dipende dalla logica di sfruttamento delle batterie da 8.8 kWh installate sull'auto. Prezzi e disponibilità ancora da determinare, ma dato che si tratta di una pura scelta commerciale, potrebbe mancare poco.

Volvo si espande verso il basso



Dopo l'acquisizione di Volvo, Geely intende ampliare la sua penetrazione sul mercato europeo impiegando il marchio svedese per garantire la propria produzione. Così è stato messo a punto un progetto per produrre una linea di utilitarie, che avrebbero come concorrenti i principali brand del Vecchio Continente. Le vetture sono in effetti delle Geely ma impiegano un nuova piattaforma che sarà disponibile nell'arco di 4 anni. Il traino di Volvo, nota per la grande attenzione alla sicurezza, è fondamentale per creare il gradimento dei prodotti cinesi, che storicamente hanno avuto problemi proprio su questo versante. D'altra parte la piattaforma sarà impiegata anche dalla Casa svedese, che potrebbe così aumentare la produzione globale con prodotti di maggior diffusione. Anche sui modeli sub-compact, comunque, dovrebbe essere trasferito il know how del marchio in termini di sistemi avanzati e attivi di sicurezza; a questo riguardo l'amministratore deòlegato Hakan Samuelsson ha già mosso i primi passi dell'iniziativa con la firma di una accordo di collaborazione con la tedesca Brose Group, azienda leader nella settore della componentistica e mecatronica.

Tosta ma abbordabile



Conoscete la Zenos? Beh è una di quelle auto estreme made in UK nate per far provare sensazioni forti, superiori a quelle che può offrire una M3, tanto per fare un esempio. Solo che per comprare una Zenos si sborsano circa 30.000 € e per una BMW M non ne bastano 70.000; vedete voi. La Zenos è stata fondata dall'ex patron della Caterham, poi acquistata dalla Lotus: sarà per questo che la sede di Zenos è a Hetel, quartier generale del marchio del loto? Comunque, il modello attualmente in produzione si chiama E10, una roadster con motore Ford aspirato di 2 litri da 203 CV e 210 Nm, sufficienti per raggiungere i 220 orari e coprire lo 0-100 in 4.6 secondi. I prossimi modelli, la E11 e la E12, arriveranno nel 2018 (a crisi finita secondo le previsioni british) e porteranno un attacco alle reginette del settore, Ariel Atom, Caterhan Seven, KTM X-Bow. Ci mettiamo anche l'Alfa 4C? Ci sta, ci sta. Comunque le nuove vetturette, rispettivamente roadster e coupé, dovrebbero rivedere il look ma mantenere la struttura meccanica (ovviamente a trazione posteriore) così come il peso da vettura di formula, 650 kg. Fanno 3.2 kg/cavallo, mica male. Il telaio delle vetture sarà basato su una scocca con tubo centrale in carbonio e sottotelai in alluminio, con sospensioni corsaiole. Niente servosterzo, niente servofreno; prezzo stabile. Bisognerà solo vedere se l'omologazione riuscirà a evitare l'uso del casco.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...