28 gennaio 2014

Sotto le nuove Alfa c'è Giorgio



Una strategia quinquennale per l'Alfa Romeo che prevede l'impiego di una nuova piattaforma modulare a trazione posteriore, questo il prossimo annuncio di Fiat-Chrysler. La nuova piattaforma è attualmente in fase di sviluppo nel nostro Paese e costituirà la base della futura linea di vetture Alfa Romeo, nonché di alcuni modelli Chrysler e Dodge. La piattaforma ha il nome di progetto Giorgio e viene sviluppata da un team al cui vertice c'è l'ing. Philippe Krief; strutturata come già detto per la trazione posteriore, prevede però anche la possibilità di adottare la trazione integrale. Il primo modello che sfutterà il nuovo pianale dovrebbe essere la Giulia, seguita da una berlina più grande ed eventualmente da una vettura di segmento E. Per Chrysler, Giorgio sarà invece probabilmente utilizzato prima per la prossima generazione della Challenger e in seguito per le nuove generazioni di Chrysler 300 e Dodge Charger.

Fatto fuori?




Ce l'avete presente Google Cars? No, non Google Autonomous Cars, il progetto per le auto che guidano da sole, ma quello che aveva l'ambizione di rivoluzionare il sistema di vendita delle auto (nel mondo?!). La mega-azienda in costante ricerca di nuovo business dispone già di Google Advisor, un sito web progettato per consentire agli utenti di trovare rapidamente il prodotto desiderato tra fornitori diversi e di confrontarli fianco a fianco. Google Advisor è stato studiato per i prodotti finanziari come mutui, carte di credito e conti di risparmio. Niente auto dunque, almeno fino alla messa in cantiere di Google Cars, l'integrazione della vendita di automobili nel sito. Il beta test era in atto nella San Francisco Bay Area (California, Usa), ma ben presto le azioni combinate delle associazioni delle concessionarie e delle stesse Case hanno prodotto un risultato: Google Cars ha chiuso. Come dire, nell'elettronica fai quello che vuoi, ma sei ci vieni a pestare i piedi... Se andate sul sito troverete una frase diplomatica che rimanda a futuri sviluppi. Ma di fatto per ora Google si concentrerà per quanto riguarda l'automotive solo sulle auto self driving.

We want more








Le auto mese al banco non fanno mai molta scena, a meno che si verifichino fiammate dallo scarico o strappi delle cinghie di ritenuta. Così anche questa Hennessey HPE700, elaborazione media su scocca Stingray, non sconvolge il branco. Tra l'altro, i 700 CV promessi sono poi soltanto 608, certo una caterva di più dei 460 di base, ma pur sempre al di sotto delle aspettative. Hennessey è veramente un creativo delle elaborazioni: lavora un po' con tutto, compressori, protossido di azoto (vedi lo sparo della HPE600); qui invece ci sono due turbo, ma è solo il primo step, perché con il pacchetto HPE1000 i cavalli salgono alla cifra tonda. O almeno così dichiarano. Ma le cose da notare sono due: innanzitutto che questa Corvette va a benzina a 93 ottani, meno della nostra a 95, senza devastare le testate, poi il sound non è quello che ci saremmo aspettati. Sembra un po' silenziato, poco selvaggio, niente a che vedere il tono baritonale e possente di un V8 da 7 litri di una vecchia Corvette, anche se l'aspetto da 911 inganna. Se poi volete sentirlo anche al salire dei giri date un occhio al secondo video.

27 gennaio 2014

Così piccolo, così potente























Ce l'avete presente la ZEOD RC, la quasi tre ruote Nissan che correrà quest'anno a Le Mans ospite del Garage 56, quello delle meraviglie tecnologiche? Beh, dato che non può muoversi sempre con il solo motore elettrico, occorreva anche un motore a combustione di pari livello, che sostituisse l'1.6 impiegato per le prove. Così la casa jap ha tirato fuori... dalla valigia un innovativo tre cilindri turbo di 1.5 litri che eroga la bellezza di 400 CV a 7500 giri. Perché ho usato il termine valigia? Semplice, perché il motore pesa solo 40 kg e misura 50x40x20 centimetri, quindi ci sta davvero in una valigia; un po' pesante, è vero, ma ci sta. E non sono solo cavalli, perchè il piccolo eroga

pure la bellezza di 380 Nm. Nissan dichiara che questa è la punta di diamante della sua tendenza al downsizing; aspettiamo quindi di vedere le ricadute sulla produzione di un motore che ha un rapporto peso/potenza addirittura migliore dei nuovi V6 turbo della F1.

Tesla in Usa, Te Si La per i cinesi





Data la settimana scorsa il debutto di Tesla in Cina. Il marchio elettrico Usa ha molte aspirazioni sul mercato cinese e ritiene che un terzo delle sue future vendite globali potrebbero venire da questa risorsa. Per questo il marchio ha pianificato entro il 2014 la realizzazione di un numero da 10 a 12 negozi nel Paese, incluso il flagship store di Pechino. La forte inclinazione a diffondere (per ragioni di inquinamento) la trazione elettrica manifestata dal governo, infatti, potrebbe aiutare Tesla a realizzare i suoi obiettivi nel mercato luxury e far salire del 30-35% le vendite del marchio, che nel 2013 ha totalizzato 24.000 acquisti nel mondo. Sembra finita, inoltre, la disputa legale sul nome che la società vuole utilizzare in Cina. Per assonanza con il nome originario, infatti, era stato scelto il nome "TE-Si-La", appartenente però a un imprenditore cinese, Zhan Baosheng, che l'ha registrato nel 2006 per un altro veicolo elettrico e intendeva venderlo a caro a prezzo. Libera quindi di usare il nome cinese la cui pronuncia assomiglia di più al nome occidentale, l'azienda californiana può concentrarsi sul modello scelto per il lancio, la Model S con batteria da 85 chilowattora, che sarà venduta al prezzo di 734.000 Yuan, equivalenti a circa 88.000 euro.

Che botta!



Bandiera rossa all'ultima 24 ore di Daytona (Florida, Usa), svoltasi nel weekend. Il messicano Memo Gidley ha tamponato violentemente la Ferrari di Matteo Malucelli, distruggendo completamente il suo prototipo e scagliando fuori pista l'auto dell'italiano. Dal video dell'incidente si direbbe Gidley non abbia visto per nulla la Ferrrari, che procedeva a velocità ridotta sulla sinistra, perché coperta dalla vettura che stava per superare. I piloti sono stati ricoverati entrambi ma non hanno perso conoscenza; le loro condizioni sono comunque serie.

La prossima 5, campionessa techno



La nuova BMW serie 5 è attesa per il 2016, ma le modifiche strutturali alla base del nuovo modello fanno appello a tutta la più recente tecnologia del gruppo. Così alla base della gamma ci sarà la 518d dotata del nuovo tre cilindri turbodiesel da 150 CV, un motore che, grazie a un alleggerimento medio del modello di addirittura 180 kg, garantirà prestazioni adeguate ma anche una percorrenza media superiore a 30 km/litro, finora del tutto impossibile per auto di questa stazza. Ma la novità più sostanziale è l'impiego di una nuova piattaforma modulare, la35up, che sarà impiegata dalle serie 3 alle serie 7, coprendo quindi praticamente tutta la produzione a trazione posteriore della Casa. Il telaio è già previsto per l'applicazione della trazione  integrale X-Drive, quindi tutte le 5 potranno usufruirne, compresa la prossima M5, per la quale la 4x4 sarà una inusitata primizia ma anche una violazione del codice M. A proposito di M5, l'attuale V8 di 4.4 litri non subirà modifiche sostanziali, quanto un aumento di potenza a 600 CV. La gamma Diesel andrà dalla già citata 518d da 150 CV alle 530d da 286 CVv e 535d da 333 CV, con il top della 550d la cui potenza salirà da 380 a 400 cavalli. Ah, dimenticavo. Su quest'ultima versione, attualmente tri-turbo, i compressori potrebbero addirittura passare a 4. Le versioni a benzina comprenderanno invece l'entry level a 4 cilindri 528i da 272 CV, seguita dalla 530i (333 CV) e dalla 540i (375 CV), entrambe dotate dei sei in linea di tre litri in versione aspirata e turbo. Infine, ci saranno le versioni ibride plug-in, che saranno dotate di uno speciale adattatore per la ricarica wireless nel garage.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...