09 gennaio 2014
Più Radical di così...
Domandina. Quale brand automobilistico è sul mercato con questo claim: "una gamma unica di vetture sportive per soddisfare una vasta tipologia di piloti, dai principianti della pista a quelli che vogliono semplicemente una vettura veloce, divertente e sicura, fino ai professionisti di Le Mans"? Ve lo dico io, la Radical, marchio very british fondato da Mick Hyde and Phil Abbott, che produce in pratica (finora circa 1600) auto da corsa omologate per l'uso stradale. Beh, stamattina il brand ha mostrato all'Autosport International show di Birmingham (località mitica in UK, ricordate le BSA?) la sua nuova creatura, una RXC Turbo moolto potenziata. Motore Ford Ecoboost, 3.5 V6, 466 CV e 678 Nm, il tutto per 940 kg complessivi. Fanno poco più di 2 chili per cavallo, roba da moto supersport. Le prestazioni sono ovviamente eccezionali: da 0 a 100 in 2.6 secondi e una velocità massima che sfiora i 300 orari, il tutto per soli 156.000 €, grosso modo. Ok, è eccezionale, ma mi viene in mente che, se proprio volete divertirvi in pista, con 48.000 € vi comprate una Ariel Atom da 300 CV e 500 kg (1,6 kg/CV) che probabilmente è ancora più feroce ed emozionanate. Vale la pena?
08 gennaio 2014
Richiamo Ford in Cina
Chang'an -Ford, la jont venture cinese di Ford, ha annunciato un richiamo per la Kuga venduta su quel mercato. Il problema è piuttosto serio e pare abbia riguardato un considerevole numero di veicoli prodotti tra Settembre e Novembre dello scorso anno; una imperfetta cementazione degli snodi dello sterzo che può portare (vedi foto) al cedimento della sospensione anteriore interessata. Il richiamo interessa 80.857 vetture e inizierà dal prossimo 21 Febbraio, dopo il capodanno cinese. Un periodo assai critico, poiché in Cina per quell'occasione moltissimi (e il termine in Cina indica reali moltitudini) viaggiano attraverso il Paese per ritrovarsi con famiglie e amici. La Kuga è piuttosto popolare nella repubblica asiatica e il richiamo non sembra aver scalpito la reputazione del veicolo.
Subaru WRX STI 2014
Attesa al prossimo salone di Detroit, tradizionalmente il primo dell'anno anche se un'esposizione in Usa ha relativamente poca valenza per noi europei, la nuova versione della Subaru WRX STI ha "perso per strada", per la precisione in Messico, le sue prime foto. Vengono via web da là infatti, le prime istantanee dell'ultima sportiva pura del marchio delle Pleiadi. Vabbè, il colore è il solito (anche se ormai la gloria rallistica comincia a impallidire...) e tutto sommato l'aspetto è il solito, con un body kit aggressivo e un grande alettone posteriore fisso, sinceramente un po' demodé. Il motore è il solito boxer in versione 2.5 litri, la cui potenza è salita 310 CV (ormai pochini per un due litri e mezzo turbo). Anche la coppia di 393 Nm non è tale da schiodare i tombini, mentre il cambio solo manuale va bene per i puristi ma se si vuole competere sul mercato sport (ci vorrebbe un sequenziale) risulta un po' riduttivo. Rimane però un'auto estremanente equilibrata e soprattutto, dosabile alla perfezione grazie ai differenziali tarabili a seconda dell'uso, caratteristica assai sportiva e praticamente unica (Mitsu a parte) tra le auto di serie.
Car2go sbarca in Ohio
Car2go, il programma di car sharing di Mercedes sviluppato con le piccole smart, ha varcato da tempo l'Atlatntico ed è lì presente dal 2010. Ora, dopo la fase di attacco, arriva quella di "colonizzazione" e il servizio comincia a diffondersi anche nei centri meno nevralgici: dopo California, Colorado, Florida e Washington DC, ora sbarca a Columbus, Ohio. La notizia sta nei commenti da parte degli automobilisti sulla stampa locale, innanzitutto colpiti dall'abbondanza di vetture disponibili nell'area downtown, poi un dalla tassa di ingresso di appena 35 dollari, pochi negli States per qualunque servizio. La tariffa di 0.38 $ al minuto è ritenuta competitiva, ma qui entra in forte competizione con i noleggiatori locali, date le tipiche lunghe distanze e i conseguenti lunghi periodi di noleggio, quindi la minor convenienza del renting a minuti. Non mancano però le critiche alla miniauto (in parte compensate dalla grande facilità di parcheggio e dall'agilità) particolarmente legate alle sue scarse doti di accelerazione: secondo gli yankee autori dei commenti, infatti, pur a fronte della velocità massima di 145 km/h, il raggiungimento dei 112 orari (70 mph) è troppo lento e rende difficile, per esempio, l'ingresso dalle rampe in condizioni di traffico intenso. Negli Usa, la lotta con i big truck, più o meno virtuale, è sempre di attualità, con buona pace di Duel (il film di Spielberg).
Il Sol Levante spinge sull'idrogeno
Nel 1997, quando Toyota iniziò la corsa del suo progetto ibrido, pochi furono i sostenitori. Autorevoli esponenti del gruppo VW arrivarono anzi a dare numerose interviste nelle quali sostenevano caldamente che qualunque motore Diesel sarebbe stato assai più vantaggioso. Sapete tutti com'è andata a finire; oggi quasi tutti i grandi marchi (VW compresa) si sono cimentati nell'ibrido e dispongono di auto con il doppio sistema di propulsione. Ma in Giappone si va avanti e l'ibrido non basta più. Sulla scorta della spinta ad auto sempre più econome, il governo ha infatti inaugurato un piano da quasi 70 milioni di dollari per lo sviluppo di auto a fuel cell, leggi idrogeno. Ben conscio del fatto che l'idrogeno non sia una fonte primaria, però, lo sforzo del governo va nella direzione di sviluppare una rete di produzione e distribuzione del gas entro il 2030, con l'ausilio delle principali imprese tecmologiche del Paese. Lo sforzo verrà concentrato sulla produzione tramite risorse rinnovabili, ma dato che queste, pur auspicabili, non hanno e non avranno nei prossini anni una forte rilevanza, si comincerà con la produzione da gas naturale e idrocarburi. Parallelamente, dal lato degli "utilizzatori", le vetture a fuel cell, sia Honda sia Toyota hanno annunciato l'introduzione sul mercato di nuove vetture elettriche a idrogeno entro il 2015, anno in cui le stazioni di rifonirmento sul territorio nipponico dovrebbero passare dalla attuali 12 a circa 100. Per fare un confronto, la Germania prevede per lo stesso anno 50 stazioni, che dovrebbero salire a 400 nel 2023.
Chi di gomma ferisce...
Si sa che i francesi quando protestano fanno sul serio. D'altronde hanno fatto la rivoluzione più famosa della storia, no? Quindi anche nell'ambito delle proteste sindacali sono ad anni luce dagli italiani quanto a farsi ascoltare davvero. Cosa c'entra con l'auto? Beh, più che con le macchine in sé, c'entra con gli "accessori", dato che la notizia rigurda lo stabilimento Goodyear di Amiens, destinato alla produzione di gomme da trattore, che dopo anni di trattative dovrebbe chiudere nelle prossime settimane. Le maestranze locali, inviperite dal balletto di scarichi di responsabilità, invece di manifestare hanno bloccato due dirigenti dello stabilimento nel loro ufficio ostruendo il passaggio del corridoio di uscita utilizzando un grosso penumatico da trattore. Di fatto un sequestro, ma eseguito in un certo senso simpaticamente grazie al fatto che per spostare lo pneumatico occorre ben più della forza di due uomini. Attualmente è in corso uno stretto giro di incontri tra autorità e operai per sbloccare la situazione. Ma l'idea della gomma è davvero forte!
Fiat nel mirino di Moody's
Moody's, la società finanziaria di valutazione dell'affidabilità delle strutture economiche, non impazza soltanto sui bilanci dei vari stati, ma prende in esame anche le società automobilistiche. Stavolta è il turno di Fiat che, dopo il recente annuncio di completa acquisizione di Chrysler, è posta sotto esame per un possibile downgrading. Perché? Ma proprio a causa del notevole esborso per il recente acquisto, che potrebbe, secondo l'agenzia, determinare una considerevole contrazione del flusso di cassa (peraltro attualmente negativo) e pregiudicare quindi l'attivita dei prossimi 12-18 mesi. A guardare bene l'intera faccenda, quindi, quelli che sono in pericolo sono proprio gli investimenti sui nuovi modelli, che potrebbero subire un drastico ridimensionamento in attesa degli attivi derivanti dall'attività di un gruppo che attualmente è risalito fino alla settima posizione nel novero delle grandi Casa auto mondiali.
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