08 gennaio 2014
Il Sol Levante spinge sull'idrogeno
Nel 1997, quando Toyota iniziò la corsa del suo progetto ibrido, pochi furono i sostenitori. Autorevoli esponenti del gruppo VW arrivarono anzi a dare numerose interviste nelle quali sostenevano caldamente che qualunque motore Diesel sarebbe stato assai più vantaggioso. Sapete tutti com'è andata a finire; oggi quasi tutti i grandi marchi (VW compresa) si sono cimentati nell'ibrido e dispongono di auto con il doppio sistema di propulsione. Ma in Giappone si va avanti e l'ibrido non basta più. Sulla scorta della spinta ad auto sempre più econome, il governo ha infatti inaugurato un piano da quasi 70 milioni di dollari per lo sviluppo di auto a fuel cell, leggi idrogeno. Ben conscio del fatto che l'idrogeno non sia una fonte primaria, però, lo sforzo del governo va nella direzione di sviluppare una rete di produzione e distribuzione del gas entro il 2030, con l'ausilio delle principali imprese tecmologiche del Paese. Lo sforzo verrà concentrato sulla produzione tramite risorse rinnovabili, ma dato che queste, pur auspicabili, non hanno e non avranno nei prossini anni una forte rilevanza, si comincerà con la produzione da gas naturale e idrocarburi. Parallelamente, dal lato degli "utilizzatori", le vetture a fuel cell, sia Honda sia Toyota hanno annunciato l'introduzione sul mercato di nuove vetture elettriche a idrogeno entro il 2015, anno in cui le stazioni di rifonirmento sul territorio nipponico dovrebbero passare dalla attuali 12 a circa 100. Per fare un confronto, la Germania prevede per lo stesso anno 50 stazioni, che dovrebbero salire a 400 nel 2023.
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