29 novembre 2013

Il web ama il vintage














Al salone di Tokyo Nissan non ha presentato soltanto l'avveniristica BladeGlider, ma anche questa curiosa IDx Nismo, progetto sviluppato grazie alla collaborazione con la comunità degli appassionati del marchio Nismo e portato avanti con contributi raccolti rigorosamente via web. La Nissan definisce il processo co-creazione e vuole inaugurare un nuovo rapporto tra la Casa e i propri clienti . Il nome stesso della vettura è denso di significato: ID sta per identificazione mentre x è la variabile che rappresenta i nuovi valori e sogni nati attraverso la comunicazione. Dal punto di vista costruttivo viene utilizzata una struttura interna di sostegno con pannelli asportabili che formano la carrozzeria, un 'idea un po' europea che ultimamente sembra piuttosto virale in Giappone. A noi che la guardiamo con l'occhio disincantato del Vecchio Continente, però, la IDx Nismo ha tanto di una muscle car a stelle e strisce e addirittura ricorda una Mustang, anche se un po' più tozza e meno slanciata dell'originale, per non parlare dell'interno anni '60 con quel volante squadrato che ricorda l'inglese Maestro anni '90; un'abbuffata di vintage quindi.Trattandosi di una supersport, alla Nissan non hanno avuto cuore di seguire l'attuale mood jap delle elettriche e sotto il cofano pulsa un tecnologico millesei a iniezione diretta turbocompresso, unito (eccola la toppata) a un CVT con la possibilità dei famosi sei rapporti virtuali. Beh, cambio a parte è un'auto interessante. Nel video si vede anche la versione più stilish, la IDx Freeflow, destinata a chi apprezza più lo stile delle prestazioni.

Due is meglio che one, vero?



Non è comune vedere una Pagani, nemmeno in pista. Qui ce ne sono addirittura due, una "vecchia" Zonda (in milanese si dice avèghenn) e una Huayra. Ma il discreto signor Read che commenta una parte di video le possiede entrambe, non so se mi spiego e le ha messe a disposizione per questo elegante confronto sulla elegante pista di Goodwood, deep England, sede del concorso di eleganza più famoso d'Europa. Non gli viene dato molto risalto (non fa chic, ovviamente), ma godetevi gli scampoli di roar dei V12 AMG e il colpo d'occhio assolutamente aeronautico dei flap che si sollevano in frenata sulla Huayra. E' però incredibile che il possessore di una, anzi, scusate, DUE delle più esclusive e prestazionali supercar al mondo abiti in un Paese dove la pioggia  o comunque l'umido regnino sovrani. Una sorta di principio di compensazione per noi invidiosi umani?

Tutti in pista con la nuova M1



Da ogni parte si parla di downsizing, di riduzione, cioè, di dimensioni, peso e cilindrata per ridurre a sua volta consumi, impatto ecologico e, in definitiva, densità del traffico. Il concetto sembra valere anche in ambito sportivo se BMW, reduce dalla presentazione della nuova Serie 2, ha deciso di lanciare una versione corsa della M235i per piloti privati. Non sono state rilasciate immagini ufficiali, ma la vettura si basa sulla M235i in produzione e impiega il glorioso 6 in linea di 3 litri, la cui potenza è di 340 CV, il massimo per questa versione turbo, solo un filo sotto la quota della vecchia M3 con il sei in linea aspirato (343 CV). Sull'auto sono presenti tutti gli ausilii elettronici alla guida, tipo ASR e DSC, ma con l'aiuto di un differenziale autobloccante vero. Esteticamente cambiano i paraurti anteriore e posteriore e i coprispecchietti, qui in carbonio (cavolo, che spreco!). Ovviamente la cellula di sicurezza dev'essere omologata dalla FIA, così come il serbatoio da collocare nel bagagliaio. BMW prevede per l'auto la partecipazione a campionati di accesso all'ambiente delle corse destinati ai privati, così come l'iscrizione ufficiale alla prossima 24 ore del Nürburgring. Il prezzo? Meno di 60.000 euro, del tutto ragionevole per una racing car.




28 novembre 2013

Comoda o sportiva, la J è il futuro per Kawa











E' certo che il leit motiv del salone di Tokyo di quest'anno sia l'evoluzione del trasporto in ambito urbano e e interurbano. Così, come già Toyota (http://auto-thrill.blogspot.it/2013/11/fare-surf-su-quattro-ruote.html) e Yamaha (http://auto-thrill.blogspot.it/2013/11/si-chiama-motiv-ma-si-legge-smart.html), anche Kawasaki si cimenta nell'evoluzione del trasporto. Ma sceglie una via completamente diversa e molto più motociclistica con la J concept. Destinata al trasporto urbano e suburbano, J è un sistema di mobilità personale che promette semplicità d'uso divertimento ed economia di gestione. Tre ruote; le due all'avantreno con una carreggiata variabile che permette due posizioni di guida: Comfort, per la guida in città, con grande visibilità e una postura che rilassa i muscoli e Sport, allungata sulla struttura come su una MotoGP, per godere della massime prestazioni e tenere sotto controllo la dinamica di guida. Devo dire che in questa connotazione fa tanto Tron ed è sicuramente attraente. Ah, dimenticavo. Come per ogni concept di tendenza presentata a Tokyo, J è dotata di speciali batterie al litio ad alta capcità. Dati realistici sull'autonomia, la vera notizia da dare sulle elettriche, per ora niet. Ma sognare non costa nulla.

Buon compleanno Twingo















Ha vent'anni, l'età giusta per continuare a crescere. Compie vent'anni la Renault Twingo, la simpatica "ranocchia" che portava per la prima volta in campo automobilistico il concetto more for less. Più spazio, più abitabilità, più versatilità, con un look sbarazzino e originale che ha fatto epoca e dal 1993 ha tenuto duro fino al 2007, anno in cui Twingo 2 ha fatto la sua comparsa. Un cambio deciso, il passaggio da piccola monovolume a più classica due volumi; ma pur perdendo la sua aura di simpatico giocattolo la Twingo ha guadagnato uno status di compatta intelligente con una bella dose di grinta, che la rende (ancora) solitaria nel suo combattutissimo segmento di mercato. E proprio per sottolineare le sue possibilità di diventare una cattiva vera, ecco la concept esagerata Twin Run, auto da corsa appena camuffata da cittadina, esagerata nella potenza e nell'aspetto. Ma  non si tratta dell'unica opzione: in futuro (molto vicino) Twingo ci sorprenderà con nuove escursioni stilistiche, esempio delle quali è la Twin'z, un innovativo concetto di tuttospazio su dimensioni mini che è la continuazione ideale dell'originalità che ha caratterizato la piccola monovolume degli anni '90. Nel frattempo, in attesa delle novità che saranno, ecco Twingo Night&Day nella sua elegante livrea bianca con i cerchi in nero, discreta ma distinta con la sua completissima dotazione di serie e l'infotainment di ultima generazione.

27 novembre 2013

Si chiama Motiv. Ma si legge smart?



 Le incursioni del mondo della moto in quello dell'auto sono piuttosto rare. ma forse la contrazione del mercato delle due ruote ha posto le basi per questa contaminazione di Yamaha, che al Tokyo Motor Show ha presentato questa Motiv, una quattro ruote da città che assomiglia drammaticamente a una smart. E' lunga 2.69 m, infatti, ha due posti e le manca solo il Tridion per completare il quadro di somiglianza. La struttura dell'auto è invece decisamente diversa: una vera novità, alla Yamaha la chiamano iStream e si basa su un mix di tubi e pannelli in composito, sulla scorta del'esperienza motociclistica. Il vantaggio è quello di poter modificare rapidamente l'estetica, dato che gli elementi esterni non sono strutturali. Ma sbaglio o non era proprio questo l'iniziale leit motiv della smart? Mah, sento odore di battaglie legali. Comunque dietro tutto il progetto occhieggia Gordon Murray, ex McLaren, che ha previsto sia la trazione convenzionale, con uno dei tanti motori della Casa dei tre diapason trasferibile in campo auto, sia un sistema elettrico più in sync con lo spirito del salone nipponico e con il futuro della mobilità interna made in Japan. E viste le somiglianza con la smart, sarà meglio che resti solo interna.




Fare surf su quattro ruote



















Si chiama FV2 ed è la visione della mobilità urbana più futuristica che la Toyota presenti salone di Tokyo attualmente in corso. Colpisce la disposizione a rombo delle quattro ruote, soluzione usata sulle concept da qualche carrozziere negli anni '60 e mai giunta in produzione. Trazione elettrica, ça va sans dire, con l'esclusiva possibilità di guida sia seduti, sia stando in piedi, a mo' di acquascooter. Forse per gustarsi meglio delle belle boccate di aria inquinata, aggiungo, ma nelle auto da salone, si sa, conta più la scena che la logica. Alla possibile posizione rialzata si aggiunge la guida che avviene come sui Segway, spostando il peso del corpo; la vettura è priva quindi di un sistema di sterzo convenzionale e per andarci in giro si fa quindi una sorta di ginnastica, chiunque abbia usato una motoslitta lo sa.  La calotta che si apre per accogliere il guidatore è dotata di un sistema di proiezione che mostra i dati registrati dal sistema di infotainment, oltre a quelli meteo, utile per sapere quando è meglio smettere di surfare. Bella, ma un po' blade runner, forse.






Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...