09 settembre 2013

Basta un attimo...





Che il fuoco sia una brutta bestia lo sappiamo più o meno tutti. Ma nel campo delle competizioni vige una sorta di "leggenda" secondo la quale le auto da corsa odierne non corrano più il rischio di andare arrosto. Niente di più sbagliato, basta guardare questo video, che viene dalla telecamera on board montata su una funny car nel campionato USA. "Appoggiarsi" sul fianco è un attimo, così come in un istante la benzina comincia a uscire dalla parte anteriore. Si capisce quindi l'ansia del pilota che chiede gli raddrizzino al più presto l'auto. Infatti in pochi secondi il carburante entra anche nell'abitacolo; le alte temperature del vano motore fanno il resto e l'incendio divampa. Il pilota se l'è cavata, comunque, ma le sue belle (si fa per dire) scottature non è riuscito a evitarle. Correre in pista è ancora un rischio, non ce n'è.


06 settembre 2013

La città in 60 scatti









L'auto e la cultura, due elementi fondamentali nella struttura del mondo odierno che dovrebbero sempre andare di pari passo. E' proprio la mancanza di cultura a far nascere "i mostri" e le auto spesso ne fanno le spese. Così è bello che Renault spazi a tutto campo e sponsorizzi la mostra itinerante URBAN STORYTELLERS, la città racontata attraverso le foto di Martin Parr, Tommaso Bonaventura, Lorenzo Cicconi Massi, Fabio Cuttica, Daniele Daimelli, Massimo Siragusa, Antonio Zambardino. Da domani al 6 ottobre alla Fondazione Forma, tappa milanese di una mostra che è partita da Bologna e in seguito approderà a Roma e Napoli, ci si potranno gustare gustosi scampoli di realtà che ci fanno prendere coscienza di quanto sia caleidoscopico il nostro quotidiano, che ahimé troppo spesso ci scorre accanto senza che la nostra attenzione ne venga catturata. Insieme agli inediti di Parr scattati a Roma e alle 60 fotografie che colgono i diversi lati del tessuto urbano, le tre foto vincitrici del concorso Instagram #360Captur, selezionate tra le 3000 pubblicate dai partecipanti. Uno sguardo diverso sulla città, dunque, così come Renault Captur introduce a un approccio diverso alla mobilità urbana.




05 settembre 2013

La Forfour in canna



Ufficialmente si chiama Fourjoy, è la concept smart per l'imminente salone di Francoforte, ma in pratica è la nuova Forfour, la nuova cittadina a quattro posti erede di quella "terminata" nel 2006. La concept è full electric e ciò corrisponde effettivamente a uno dei filoni che avranno un seguito produttivo ma, anche senza porte e con tetto minimalista, prefigura più di For-us e Forstars la vettura che sarà costruita a Novo Mesto nella fabbrica Renault insieme alla nuova Twingo. I motori francesi, quindi, saranno montati in posizione posteriore, conferma smart, novità Renault. I criteri alla base della vettura sono comunque quelli smart: grande maneggevolezza, raggio di volta ridotto, prestazioni brillanti e bassi consumi: rimane però da vedere chi ci guadagna e chi ci perde. Circolano ancora voci di una "revisione" dei componenti forniti da Renault a smart per garantire l'affidabilità teutone, mentre per contro una tutto dietro sarebbe una novità per i francesi, con necessità di maggiore accuratezza nel montaggio e di definizione di ISO specifiche, con costi aggiuntivi.

Se 750 sono pochi...







I tempi per l'automobile sono quelli che sono. Anche le supercar sono in flessione, un po' per l'ormai endemica crisi, un po' per una sorta di pudore a mostrare grandi disponbilità di denaro. Tutto questo qui, in Eurolandia. Perchè in Russia valgono altri concetti, basta guardare su youtube qualche video sugli incidenti stradali locali per capire che "là" i criteri alla base della circolazione (e della vita, aggiungo) sono ben altri rispetto ai nostri. Così accade che Total Race, preparatore russo, prenda una Saleen "base" (da soli 750 CV), gli installi un motore da competizione ProLine con due enormi turbo e la metta al banco. Tutto qui?, direte voi. Eh sì, tutto qui. Perchè se date un'occhiata allo schermo del laptop nel video vedrete che la potenza erogata è di 2314 CV con una coppia di 2356 Nm. La Saleen standard è a trazione posteriore e anche un team abituato alle esagerazioni arriva a capire come non sia possibile scaricare tutto quel ben di dio su un solo asse. Quindi la vettura è stata completamente trasformata e ora sfoggia una nuova trazione integrale. Ciò potrebbe suggerire la futura piccola produzione di quella che sarebbe l'auto non da competizione più potente del mondo, anche se è molto più probabile lo sviluppo sia stato concepito per le gare di accelerazione. A favore dell'esemplare unico c'è anche una considerazione "termica". Anni fa ebbi occasione di fare quattro chiacchiere con l'ing. Materazzi (F40) che mi disse quanto sia impegnativo asportare il calore prodotto da un motore a benzina al di sopra dei 5-600 CV; figurarsi con più di 2300. Comunque credo che, anche nel caso sia destinata alle competizioni, per guidarla ci voglia una bella dose di follia, basta guardare come avviene l'erogazione di potenza al banco. Anche con l'integrale tenerla diritta sarebbe un'impresa.


27 agosto 2013

Il futuro è ripiegare







Certo, nella fibrillazione generale dell'attesa del salone di Francoforte questa macchinina potrebbe passare inosservata. Ma attenzione, perché viene dalla Corea del Sud, la nazione che impensierisce di più "automobilisticamente" i costruttori tedeschi ed è stata realizzata dal Korea Advanced Institute of Science and Technology sulla base di una commessa governativa. Come dire, i coreani si preoccupano già oggi di quale tipo di auto può realisticamente essere impiegato in futuro.

450 kg di peso, un motore in ciascun mozzo, Vmax di appena 60 km/h, ma idonea alla città. Si chiama 딜 (come, non sapete il coreano? Vabbè, ve lo dico io, si chiama Armadillo), ed è lunga 2,8 m, ma ha proprio nella lunghezza il suo atout principale, poichè si richiude e riduce l'ingombro ad appena 1,65 m. Il sistema di chiusura fa anche da antifurto e, in tali condizioni, la può anche girare su sé stessa e, azionata mediante uno smartphone, infilarsi negli angoli più angusti. L'accumulatore è agli ioni di litio, capacità 13,6 kWh e secondo gli ingegneri di Seul, in soli 10 minuti può incamerare un'energia sufficiente a percorrere 100 km. Beh, su questo consentitemi un dubbio; ma il sistema di ripiegamento è geniale. Coreani über alles anche nella auto da città?


06 agosto 2013

Una Seven meno di seven



Non c'è come un accordo milionario per dare una bella spinta alla creatività. Parlo dell'agreement tra Renault e Caterham per la nuova Alpine, che ha ridato fiato al marchio inglese e ne spronato la voglia di fare qualcosa di nuovo. Certo, trattandosi sempre di evoluzione della "eterna" Seven ci sono dei limiti, ma se Porsche fa soldi (e tanti) costruendo da una vita la 911, anche Caterham può reclamare a ragione un sano diritto. Così ecco la novità: una entry level ultraleggera, si dice addirittura 500 kg che per rientrare nel peso piuma adotta un motore da Cappuccino (chissà se ve la ricordate?), un 660 cm3 a tre cilindri che in Giappone va sulla Suzuki Jimny. Il turbo fa miracoli, specialmente se, come dichiarano i tecnici britannici "il motore è stato ampiamente rimaneggiato" e se la smart roadster Brabus tirava fuori dal suo 0,7 litri 101 CV si può pensare che anche qui si stia su quel livello, che farebbe perciò meno di 5 kg per cavallo. WOW.


Niente iDrive, siamo Yankee



Si sa che negli USA c'è un Grande Fratello che veglia sulle auto e sulla loro componentistica: si chiama NHTSA, l'ente per la sicurezza stradale. E gli enti USA funzionano diversamente da quelli italiani ed europei, perché sono, come dire, meno "attenti" a minare le dinamiche di mercato dei brand di quelli nostrani. Così può accadere che parta un'inchiesta sull'iDrive, il sistema di controllo digitale della vettura ideato e impiegato da BMW. Secondo le prime indiscrezioni, l'NHTSA sta raccogliendo informazioni e commenti sull'utilizzo del dispositivo, che per parecchi automobilisti risulterebbe troppo complesso per essere impiegato a dovere, specialmente durante la guida. Troppo macchnosa la procedura "computer style" per accedere ai vari menù, ma soprattutto troppo nascoste certe funzioni. Se aggiungiamo a questo il fatto che la legge USA prevede che un display e i suoi controlli debbano essere adiacenti (sulle BMW l'iDrive si trova sulla consolle mentre lo schermo sta in plancia), ci sono le premesse per un possibile veto all'installazione del dispositivo sulle auto destinate al mercato americano. La notizia è altamente preoccupante non solo per il costruttore bavarese, ma anche per Mercedes, che con il Comand segue una logica analoga, e per Mazda e Porsche, che hanno rivolto all'NHTSA richieste mirate che lasciano intendere come stiano sviluppando un sistema analogo. Ma l'America è il Paese degli accordi commerciali...


Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...