28 agosto 2026

Tesla repositioning

Meno dichiarazioni politiche, meno modelli, più robotica. L'ecosistema delle aziende di Musk cambia prospettiva.

Da qualche mese la narrazione intorno a Tesla è cambiata. Elon Musk, dopo essere stato per mesi protagonista assoluto della scena politica americana al fianco di Trump e alla guida del DOGE, ha progressivamente abbassato i toni. Su X gli interventi più ideologici sono diminuiti, mentre nelle interviste sono tornati a prevalere SpaceX, la guida autonoma e la robotica. Non è un vero disimpegno dalla politica, quanto piuttosto un riposizionamento che sembra avere anche un obiettivo preciso: recuperare la fiducia degli investitori dopo un 2025 tutt'altro che brillante. 
Il segnale più evidente, però, arriva dalla gamma. All'inizio dell'anno Musk ha annunciato la fine della produzione di Model S e Model X, con gli spazi industriali destinati a Optimus, il robot umanoide. La direzione scelta è dunque abbastanza chiara: meno spazio ai modelli tradizionali e più risorse su intelligenza artificiale, Full Self-Driving e robotaxi, che nella visione di Musk dovrebbero diventare i veri pilastri del valore futuro di Tesla.


Sul fronte delle vendite, invece, il quadro rimane tutt'altro che lineare. Il 2025 si è chiuso a livello globale con un calo del 6,7%, il secondo consecutivo. Poi, nel secondo trimestre 2026, è arrivato il record di 480.126 consegne, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato importante, ma accompagnato da utili in calo del 17%. Un dato che dice molto sulla pressione crescente sui margini. 
In Europa la situazione resta ancora più delicata. Secondo ACEA, fino a gennaio 2026 Tesla aveva accumulato tredici mesi consecutivi di calo, anche se il quadro cambia parecchio da Paese a Paese. Francia e Spagna hanno mostrato qualche segnale di ripresa, sostenute dalla nuova Model Y. Nei Paesi scandinavi, invece, il rapporto sempre più stretto tra Musk e l'estrema destra continua ad alimentare contestazioni e boicottaggi, con vendite arrivate a perdere fino all'88%.


Negli Stati Uniti il problema sembra avere soprattutto una natura industriale. La quota di mercato di Tesla è scesa ai minimi degli ultimi otto anni nonostante le vendite abbiano registrato un lieve aumento. Il motivo è semplice: il mercato delle auto elettriche cresce più velocemente di Tesla. A complicare ulteriormente il quadro c'è stata anche la fine dell'incentivo federale da 7.500 dollari, cancellato dall'amministrazione Trump. 
Alla fine, più che a un ripensamento ideologico, Tesla sembra trovarsi davanti a una scelta industriale precisa.
Una strategia che punta a cambiare la percezione dell'azienda e, allo stesso tempo, a contenere i danni reputazionali accumulati soprattutto sul mercato europeo. 

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