29 aprile 2025

Blackout

Ieri una gigantesca interruzione nell'erogazione di energia elettrica ha paralizzato l'intera penisola Iberica. Un campanello d'allarme per tutta la UE.

Tutti i sistemi tendono allo stato di quiete, concetto supportato tanto dalla filosofia quanto dalla scienza. Declinato in campo umano, il principio sta per l'abitudine che tutti quanti facciamo a ciò che abbiamo intorno, supposto appunto stazionario, in quiete.
Rientra nel novero la disponibilità di energia elettrica, che a basso costo o carissima come in Italia, resta comunque sempre presente nella rete.
Ecco perché ieri in Spagna e Portogallo c'è stato uno shock. Alle 12:33 un presunto improvviso  calo della potenza immessa nel sistema, stimato a 15 GW, una bella botta, ha innescato il distacco progressivo di diversi tratti, portando nel giro di qualche secondo a un blackout che ha interessato in gran parte le due nazioni.
Questi fenomeni sono però meno rari di quanto si pensi: solo da inizio anno, a marzo in UK un incendio a un trasformatore in una sottostazione nei pressi dell'aeroporto di Heathrow ha costretto alla cancellazione di voli per circa 200.000 passeggeri; in Usa ci sono state a gennaio interruzioni programmate di corrente per ridurre il rischio di incendi boschivi, lasciando al buio decine di migliaia di utenti e lo scorso 16 aprile un altro blackout di grandi proporzioni ha interessato l'isola di Porto Rico.

Sulle cause per ora buio, ma è importante ricordare che le reti elettriche sono oggi sovranazionali e interconnesse, tanto che a causa del problema iberico di ieri anche in Italia diverse zone del Nord e del Centro Italia hanno subito interruzioni di corrente. Come sempre sono emerse rivendicazioni: di NoName057, un gruppo di criminali informatici filorussi, e di DarkStorm, filopalestinesi. Ma il problema, sia faccia capo a un problema tecnico della rete, sia riguardi la cybersicurezza, è che dobbiamo mettere in campo soluzioni che evitino collassi generalizzati.
Niente corrente non vuol dire solo ascensori bloccati e fabbriche ferme, anche la rete di comunicazioni salta, ma soprattutto saltano i trasporti. Immaginate se tutti fossero elettrici, sarebbe la paralisi dell'intero sistema sociale e di quello economico.


Ho sempre sostenuto che il motore elettrico sia il migliore per l'autotrazione; purtroppo sono le batterie a essere inadeguate e a meno di non trovare nuovi materiali su Marte, qui sulla Terra le possibilità di aumentare la loro densità energetica sono quelle che sono.
Per metterci al sicuro dai blackout occorrono quantomeno sistemi buffer, e i più affidabili sono i buoni vecchi generatori Diesel, quelli che grazie al loro ciclo sarebbero immuni anche da un EMP l'impulso di tensione causato da una mega tempesta solare o dall'esplosione nella stratosfera di una bomba all'idrogeno. Quelli che se non fossero stati installati fronte mare, avrebbero impedito avvenisse l'incidente di Fukushima.
Quindi, prima di criminalizzare alcune soluzioni e fare passi falsi verso certezze non così solide, meglio essere concreti e pensare davvero a cosa sia meglio per tutti, talebani compresi.

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