Cinque mesi dopo la nomina a CEO di Aston Martin, Adrian Hallmark ha condiviso la sua visione per rendere il marchio redditizio.
Mantenere le radici nelle auto sportive con nuove varianti, edizioni speciali e personalizzazioni; con un team di F1 in crescita e l'influenza di Adrian Newey, Aston prevede di espandere la gamma senza abbandonare il focus sulle prestazioni.
L'elettrificazione procede dunque con cautela: la prima Bev arriverà entro cinque anni, ma la maggior parte della gamma continuerà a utilizzare motori a combustione e ibridi plug-in fino al 2035. Aston collaborerà con Lucid per le batterie e le unità di trasmissione elettriche, mentre svilupperà in autonomia il proprio sistema ibrido. I motori V8 e V12 rimarranno in produzione finché le normative lo permetteranno, sfruttando eventuali deroghe per piccoli volumi.
L'azienda non prevede nuovi SUV oltre alla DBX, che verrà aggiornata nel 2025, e non intende competere con modelli come la Mercedes Classe G. Il nome Lagonda non verrà rilanciato come brand separato e non sono previsti modelli al di fuori della nicchia delle auto sportive ad alte prestazioni.
Aston punta a una strategia simile a Porsche, con varianti che mantengano l'interesse dei clienti dopo il lancio di nuovi modelli. Possibili sviluppi includono una versione più quotidiana della DBX, senza snaturare la sportività della Vantage, e il ritorno di modelli ispirati alle corse. Alcune varianti offriranno trasmissioni manuali.
L'incremento della personalizzazione sarà una chiave di crescita. Aston prevede di espandere l'offerta di optional, tra cui cerchi in fibra di carbonio, scarichi in titanio e sistemi audio avanzati, affidandosi alla divisione Q per una maggiore esclusività. L'obiettivo è permettere ai clienti di avere versioni su misura con la stessa rapidità delle auto di produzione standard, seguendo la tendenza di marchi di lusso come Bentley e Rolls-Royce.



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