19 dicembre 2022

Ri-conversioni

ZF è un produttore globale di sistemi automotive, che al di là dei tradizionali cambi automatici ha in serbo anche grandi novità in campo elettrico.

Un gruppo compatto motore-trasmissione-inverter modulare concepito per adattarsi a diverse installazioni, che mostra dimensioni e specifiche più performanti rispetto a quelle che possono essere sviluppate internamente da una Casa automobilistica. Questo l'atout che il gruppo di Friedichshafen ritiene di avere grazie alla creazione di una nuova divisione interna dedicata esclusivamente alle trasmissioni elettrificate.
Insieme al taglio delle risorse destinate alle tecnologie legate ai motori a combustione interna, i cui profitti caleranno nei prossimi anni, è dunque questo il trend di una delle aziende meccaniche più famose al mondo, che di fatto sta attuando una riconversione completa che possa mantenerne il ruolo di fornitore di sottosistemi anche nell'era EV.

Per il 2025 saranno sul mercato nuovi motori elettrici più compatti e leggeri, che possono funzionare come unità secondarie da 136 CV (nei veicoli elettrici a doppio motore) o come unità primarie da 408 CV. Realizzati con componenti standard, possono essere adattati a ogni EV e sono disponibili come unità a magneti permanenti, asincrone oppure a eccitazione separata. Nel primo caso, il tipo di motore più diffuso nelle auto a batteria, è stata introdotta una camicia per uno specifico liquido di raffreddamento dello statore, lo ZF Ecofluid E, un olio refrigerante non conduttore a diretto contatto con gli avvolgimenti. Il sistema impedisce al propulsore di surriscaldarsi aumentando fino al 14% l'efficienza rispetto ai prodotti attuali e di funzionare in modo continuo a regimi più elevati, raggiungendo nominalmente l'85% della potenza massima.

Grandi cambiamenti anche nel disegno degli avvolgimenti, che passa dal tipo semi-artigianale a forcina che richiede centinaia di punti di saldatura a una struttura che ne richiede solo 24, con giunzioni da 15 mm invece di 28. La lunghezza complessiva del motore si riduce così del 10%, aumentando la compattezza. Sempre a questo scopo, la connessione alle ruote impiega un gruppo di ingranaggi planetari a due stadi che svolge anche le funzioni di differenziale, riducendo inoltre il rumore e aumentando la scorrevolezza.

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