Generalmente, Safary rally a parte, si associa una Porsche alle piste. Ma dopo quasi 60 anni di strada ora una coppia di 911 sperimentali ha affrontato un vulcano.
Aria sottile in Cile. Ed è proprio qui, sulle pendici di Ojos del Salado, il vulcano più alto del mondo con i suoi 6.893 m, che una squadra guidata da Romain Dumas, il pilota che nel 2018 vinse il Pikes Peak International Hill Climb con la Volkswagen ID R, ha spinto ai limiti estremi la 911.
Le auto sono basate su una 911 Carrera S Tipo 992 con il motore di serie da 450 CV e la trasmissione manuale a sette rapporti. Oltre a roll-bar, sedili in fibra di carbonio e imbracature, le vetture sono state dotate di assali a portale per aumentare l'altezza da terra, che ora è di 350 mm e di rapporti ridotti che consentono un dosaggio preciso della coppia a bassa velocità con i grandi pneumatici fuoristrada montati. Il sottoscocca è protetto da una copertura in in fibra aramidica per consentire lo scivolamento sulle rocce e il radiatore è stato spostato in alto per evitare contatti con il terreno.
È stato aggiunto poi un dispositivo chiamato Porsche Warp-Connecter, nato per le corse ma adattato al compito attuale, che consente un collegamento meccanico tra tutte e quattro le ruote per distribuire la coppia in modo costante anche quando il telaio è soggetto a sbilanciamenti estremi. Non mancano poi i bloccaggi manuali dei differenziali e un avanzato sistema steer-by-wire, un verricello completa l'allestimento.
Porsche ha così battuto il record di altitudine per un veicolo a quattro ruote stabilito nel 2020 dalla Mercedes, che con due Unimog aveva raggiunto i 6.694 m.



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