La congestione del traffico cittadino dipende sì dalla densità di circolazione, ma anche dal disinteresse delle amministrazioni locali, che non si preoccupano di sincronizzare i semafori oppure li collocano senza senso o ancora li programmano con tempi di attesa troppo lunghi. Sicuramente nel nostro disastrato Paese le cose vanno peggio che altrove, ma il problema esiste un po' dappertutto ed è per questo che gli indiani di Jaguar Land Rover ci hanno fatto un pensierino, partorendo così il GLOSA, acronimo di Green Light Optimal Speed Advisory. Come dice il nome, il sistema provvede a impostare la velocità ottimale per trovare lungo il proprio percorso solo semafori verdi ed è attualmente in fase di sperimentazione installato su una F-Pace. Si basa sulla tecnologia di comunicazione tra veicoli e infrastrutture V2X, parte dell'ormai incipiente (quando la rete 5G sarà operativa) internet of things, e agisce chiedendo ai semafori collocati sul tracciato, stabilito mediante il navigatore, la loro sequenza operativa, indicando poi la velocità da tenere per giungere all'intersezione quando la luce verde è accesa. Il progetto usufruisce di un finanziamento governativo di 20 milioni di sterline, ma vede la propria operatività sottomessa alla realizzazione di una rete semaforica intelligente, che pure in UK è ancora di là da venire. Aggiungo che in presenza di traffic jam nessuna programmazione può fare miracoli e che, per quanto sofisticato il sistema sia, non potrà sottrarsi alle turbative del traffico, che ormai si possono esprimere matematicamente con la dinamica dei fluidi e la teoria del caos. Ultima nota. A Milano negli anni '60 i semafori di viale Monza erano sincronizzati sul verde a 50 km/h; certo il traffico era assai inferiore ma ciò prova che pure con pochi investimenti, se si usa il cervello, si possono fare cose utili ed efficaci. Oggi di sincronizzato ci sono solo le telecamere per fare multe.
15 novembre 2018
Sempre al verde con Jaguar-Land Rover
La congestione del traffico cittadino dipende sì dalla densità di circolazione, ma anche dal disinteresse delle amministrazioni locali, che non si preoccupano di sincronizzare i semafori oppure li collocano senza senso o ancora li programmano con tempi di attesa troppo lunghi. Sicuramente nel nostro disastrato Paese le cose vanno peggio che altrove, ma il problema esiste un po' dappertutto ed è per questo che gli indiani di Jaguar Land Rover ci hanno fatto un pensierino, partorendo così il GLOSA, acronimo di Green Light Optimal Speed Advisory. Come dice il nome, il sistema provvede a impostare la velocità ottimale per trovare lungo il proprio percorso solo semafori verdi ed è attualmente in fase di sperimentazione installato su una F-Pace. Si basa sulla tecnologia di comunicazione tra veicoli e infrastrutture V2X, parte dell'ormai incipiente (quando la rete 5G sarà operativa) internet of things, e agisce chiedendo ai semafori collocati sul tracciato, stabilito mediante il navigatore, la loro sequenza operativa, indicando poi la velocità da tenere per giungere all'intersezione quando la luce verde è accesa. Il progetto usufruisce di un finanziamento governativo di 20 milioni di sterline, ma vede la propria operatività sottomessa alla realizzazione di una rete semaforica intelligente, che pure in UK è ancora di là da venire. Aggiungo che in presenza di traffic jam nessuna programmazione può fare miracoli e che, per quanto sofisticato il sistema sia, non potrà sottrarsi alle turbative del traffico, che ormai si possono esprimere matematicamente con la dinamica dei fluidi e la teoria del caos. Ultima nota. A Milano negli anni '60 i semafori di viale Monza erano sincronizzati sul verde a 50 km/h; certo il traffico era assai inferiore ma ciò prova che pure con pochi investimenti, se si usa il cervello, si possono fare cose utili ed efficaci. Oggi di sincronizzato ci sono solo le telecamere per fare multe.
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