16 novembre 2018

Random power by BMW





C'erano una volta le auto potenti, quelle per cui lo 0-100 era un must. C'erano anche marchi che, pur non producendo sportive pure, avevano un certo blasone nel campo e se ne facevano vanto con claim tipo "piacere di guidare". Poi è arrivata l'era dell'elettrificazione e le cose sono cambiate: le prestazioni in accelerazione sono dichiarate sulla carta ma non sono sempre disponibili. Dipendono dallo stato della batteria. Tanto per fare un esempio concreto, la nuova BMW 330e, con il suo sistema ibrido, dichiara di coprire la fatidica distanza in 6 secondi. Sì, ma solo se la batteria da 12 kWh del sistema è abbastanza carica da poterti far usufruire dell'XtraBoost, che aggiunge ai 252 CV complessivi 41 CV, appunto, extra. Altrimenti il motore a benzina turbo (a 4 cilindri pur con la sigla 330) da 184 CV deve sobbarcarsi (eventualmente) anche la carica e i 6 secondi te li scordi. Quindi, la prossima volta che vuoi fare il galletto al semaforo, preoccupati prima di fare un bel percorsino in discesa oppure un giretto per le strade a grande scorrimento con un filo digas. Poi ti tieni con cura la carica acquisita e, sempre con un occhio al livello per non sprecare, puoi finalmente appropinquarti al semaforo per la tua dose di testosterone. Scherzi a parte, forse occorrerà applicare anche alle auto concetti aeronautici e navali come potenza continua e potenza di picco, specificando anche gli intervalli di validità. Certo, tra traffico, limiti e inquinamento questo tipo di performance is fading to grey. Ma allora bisogna avere il coraggio di chiudere con le prestazioni e aprire con la mobilità e basta.

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