I pickup in Usa sono un'istituzione. Forse per le radici pionieristiche della popolazione o per un senso pratico più sviluppato di quello vigente da noi, hanno sempre avuto un mercato ricco e variegato. La concorrenza tra marchi, quindi, ha cercato di dare a ogni mezzo, per distinguerlo, una connotazione particolare. Dodge, che nel 1981, al debutto, aveva concepito il Ram come un mero veicolo utilitario, forse
addirittura un po’ più “cassone” della concorrenza, è poi evoluta verso un’estetica più muscolare e modaiola, con l’escursus delle
grandi potenze: la versione SRT-10 aveva infatti il V10 della Viper da
8,3 litri. A dire il vero il motore era proprio il suo: costruito in ghisa, grosso e pesante, è stato il canto del cigno del concetto no replacement for displacement; ma per la sportiva è stato poi ricostruito in lega.
In Europa li abbiamo sempre visti a piccole dosi, con
limitati stock di importazione. La svedese Klintberg & Way
Automotive, parte del gruppo Anders Hedin Invest, ha ottenuto però
nell’ottobre scorso da FCA la qualifica di importatore ufficiale per
l’Europa dei marchi Ram e Dodge. Ne vedremo di
più, quindi, anche se magari maggiormente in Germania che nel nostro
Paese, notoriamente penalizzato dal superbollo. La quinta generazione,
marcata 2019 è la più evoluta: look robusto e funzionale, estetica
curata, funzionalità perfetta. Un mezzo da lavoro (i truck sono
formalmente autocarri) ma anche da divertimento, grazie al motore
potente (e leggendario per il marchio), l’HEMI V8 da 5,7 litri che eroga
395 CV a 5.600 giri e 556 Nm a 3.950. Il
Ram è sì un pickup, ma dotato di tecnologia all’avanguardia in molti
sensi. Così, pur con quel muso alto, l’aerodinamica è curata e c’è un
sistema di paratie attive nella mascherina che, insieme alle sospensioni
ad aria che abbassano l’assetto in velocità, migliorano il Cx, mentre il
V8 ha la deattivazione di 4 cilindri ai bassi carichi e i fari sono full
led con sistema adattivo.
L’impatto è d’effetto. Il cofano è
talmente alto che ci puoi appoggiare il gomito con naturalezza, la
cabina richiede un minimo di arrampicata, anche con le lunghe pedane
esterne, il posto di guida ha un che di navale. I cerchi da 20 pollici
in alluminio spazzolato alleggeriscono l’insieme ma la lunghezza di
quasi 6 metri si percepisce tutta nella sua imponenza. Quattro versioni:
Big Horn, Laramie, Laramie Longhorn e Limited, con dotazioni crescenti,
dal professionale al lussuoso, ma comunque ben equipaggiate sin dalla
base e con uno spazio a bordo decisamente inusuale dalle nostre parti:
la “vaschetta” portaoggetti davanti al bracciolo centrale potrebbe
ospitare comodamente un trolley e anche in 6 si sta larghi e molto
comodi, con un comfort acustico notevole (c’è la riduzione attiva del
rumore attraverso gli altoparlanti) e un perfetto filtraggio delle
asperità stradali. I sedili in pelle
prevedono anche dietro regolazione dello schienale e climatizzazione,
mentre è possibile ottenere i Rambox nelle sponde laterali del cassone,
due ampi ripostigli stagni e illuminati internamente che aumentano la
versatilità del mezzo. Allo stato dell’arte poi l’infotaiment, con Apple
Carplay e androidauto e la sicurezza attiva, con tutte le più recenti
assistenze elettroniche. Se poi le dimensioni vi spaventano c’è il
parcheggio autonomo, in linea e perpendicolare. Spazio ovunque, quindi, anche nel cassone posteriore, che può
caricare fino a 1.164 kg in 1.740 litri di volume.
Il Ram è un mezzo
pratico e capace, ma si guida come un’auto, anzi, come una sportiva.
Quasi 400 cavalli sono parecchi anche con un peso che sfiora le 2
tonnellate e mezza e il pickup si muove agile, stabile sulle sospensioni
ad aria che prevedono diversi livelli, da quello, basso, per le alte
velocità a quello, alto, da fuoristrada. Ce n'è anche uno ultrabasso per facilitare l'accesso alla cabina. Nel corso del test, svoltosi in
circuito in Svezia, ho apprezzato l’accelerazione fluida e l’ottimo
comportamento delle sospensioni, che nonostante il baricentro ad alta
quota nella posizione Aero mantengono un assetto piatto con limitati
coricamenti in curva. Il cambio automatico a 8 rapporti non è un fulmine nei passaggi di marcia ma si aziona comodamente tramite una manopola sul cruscotto. Accanto ad
essa i tasti per scegliere il tipo di trazione: sulle ruote posteriori,
integrale permanente, integrale con le ridotte, con il blocco del
differenziale posteriore.
Dotazione che permette al Ram di muoversi
tranquillamente nell'off road impegnativo, come ho verificato su uno
specifico terreno di prova, affrontando anche i guadi profondi con
naturalezza. Unico handicap quello delle dimensioni, che penalizzano nei passaggi più stretti. Ma se ci passi vai ovunque. La sensazione è di trovarsi su un mezzo inarrestabile,
robusto, ma anche molto cool. Un modo di muoversi diverso e
gratificante, che unisce indubbie doti di praticità a prestazioni on e
off road di riferimento. Roba da yankee. Ma che piacerebbe parecchio anche a noi.






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