30 maggio 2018

Akrapovic, non solo scarichi





C'erano una volta le marmitte, quella parte del sistema di scarico che dopo qualche anno (a seconda dell'ambiente in cui circolava l'auto) inevitabilmente si bucava e occorreva sostituirla. Poi è arrivato l'acciaio inox, resistente alla corrosione, e buona parte delle numerose officine dedicate allo scopo ha chiuso. Fine del problema? Dal punto di vista della corrosione forse sì, ma tutto il sistema di scarico resta fondamentale per il rendimento dell'auto e per il trattamento dei gas di scarico, ancor più che in passato. Oggi non puoi sostituire qualche pezzo per aumentare la resa (o il sound) senza preoccuparti di come questo agirà sul trattamento degli effluenti; occorre dunque un know how specifico e molto sviluppato che ha ristretto il campo degli operatori di settore a pochi nomi. E al vertice sta la Akrapovich, leader indiscussa degli impianti di scarico di motori ad alte prestazioni per auto e moto.



Sono stato in Slovenia a Ivančna Gorica, sede del reparto R&D e sviluppo, e a Črnomeli, lo stabilimento più industriale, per capire cosa c'è dietro al successo del marchio. Un brand che ha debuttato nel 1990 con i prodotti dedicati alle due ruote con il nome di Skorpion in Skorpion (di qui il logo del marchio) sotto l'egida di Igor Akrapovich, pilota e preparatore, per evolvere rapidamente anche in campo auto a marchio top con il cognome del fondatore grazie all'uso esclusivo del titanio, il costoso metallo (600 €/ kg) il cui uso nella realizzazione degli impianti è oggi solido patrimonio dell'azienda. Ed è proprio il leggero metallo grigio a rendere così esclusivi gli scarichi Akrapovich, insieme con l'uso della fibra di carbonio, impiegata anche per particolari di carrozzeria come estrattori e profili alari dedicati. La produzione usufruisce inoltre della disponibiltà di una fonderia interna per il titanio, utilizzato in lega poichè la sua resistenza meccanica cala al di sopra dei 350°C.



L'azienda non è legata al mass product del settore, sia per l'elevato costo dei propri scarichi, sia per il tipo di produzione che risulta ancora di tipo industrial/artigianale, con grande cura del particolare e largo impiego di mano d'opera. Il suo segmento è dunque, oltre a quello sviluppatissimo dell'aftermarket moto, quello delle auto top, per i cui scarichi in qualche caso vengono elaborati prodotti specifici che adottano leghe ancor più costose del titanio, come l'Inconel per l'impianto Lamborghini. Un discorso a parte va poi fatto per quanto riguardo la tonalità di scarico, settore in cui l'azienda è decisamente outsider nell'ottenere l'effetto e le sensazioni volute dal suono di scarico pur restando nei limiti previsti dai regolamenti UE.



In tempo di elettrificazione potrebbero sorgere problemi di richiesta, ho chiesto provocatoriamente al vulcanico Igor Akrapovich. Ma la carta ibrida, transizione necessaria e attuale alle auto a batteria, richiede ancor delle auto a combustione leggerezza in ogni componente, mentre il settore delle alte prestazioni costituirà sempre un ambito a parte, meno coinvolto nei cambiamenti del prodotto generalista. Mettendo assieme poi l'esperienza su titanio e carbonio, la realizzazione di parti in carbotitanio potrebbe fare dell'azienda slovena un punto di riferimento per le ipercar del prossimo futuro.

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