18 maggio 2017
Sempre più cattiva l'aria dei Diesel
Dopo la dichiarazione di Hakan Samuelsson (ceo Volvo), secondo la quale la Casa non svilupperà nuovi motori Diesel ritenendo troppo alti i costi per la riduzione degli inquinanti di questo propulsore alla luce delle prossime normative, ecco una nuova bordata contro il gasolio dagli States, dove peraltro la soluzione non è mai stata popolare su larga scala. Uno studio pubblicato su Nature rivela infatti che a seguito di un riconteggio più specifico e preciso sulle emissioni, dal 2015 questi motori hanno provocato l'emissione di 5 milioni di tonnellate di NOx più del previsto nelle aree sottese da Australia, Brasile, Canada, Cina, UE, India , Messico, Russia Sud Corea e Usa a seguito di normative che di fatto hanno consentito ai costruttori di far superare legalmente alle proprie auto i limiti di emissione. Basandosi sulla statistica, lo studio stima inoltre che almeno 38.000 persone nel mondo siano morte prematuramente a causa di ciò, con picchi collocati in corrispondenza delle aree ove la densità di popolazione è più alta e una previsione, stante la situazione attuale, di una crescita a 174.000 decessi nel 2040. L'Agenzia Europea per l'Ambiente, dal canto suo, ha iniziato una raccolta dati dalla quale si evince come l'effetto degli NOx, sinora ritenuti meno pericolosi delle polveri sottili, siano invece correlabili all'incremento di allergie e deficit respiratori, mentre è sempre più in evidenza il problema del traffico pesante, un terzo del quale è molto al di sopra dei valori limite. Il problema complessivo in Europa resta comunque quello di oltre un ventennio di mano libera al Diesel, che è cresciuto sì in prestazioni e rendimento, ma senza eliminare i vizi tipici di una combustione forzata e configurata soltanto all'ottenimento dei migliori parametri termodinamici ma non di quelli ambientali. L'assenza di controllo sul parco circolante ha fatto poi il resto e attualmente, per quanto restrittive siano le norme in vigore e in arrivo, resta il problema di come eliminare l'esistente, che incidentalmente inquina assai di più dei corrispondenti modelli destinati agli States.
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