26 aprile 2016
Alla FCA non si butta niente
Le piattaforme invecchiano, un po' per l'avanzamento della tecnologia, un po' per il miglior uso dei metalli e la distribuzione più avanzata dei tensori di sforzo nelle parti strutturali. Così, passato un certo periodo di tempo anche il prodotto più innovativo deve lasciare spazio a varianti migliorative. Non così dalle parti di FCA, però, dove lo sfruttamento fino all'osso dei pianali pare sia la parola d'ordine. E' il caso della Freemont, che negli Usa si chiama Dodge Journey e che anche al colpo d'occhio rivela l'anzianità di progetto con la linea stretta e lunga. La piattaforma di quest'auto è un relitto DaimlerChrysler, nato per la pessima Dodge Caliber ma derivato a sua volta da un prodotto ancora più vecchio, sviluppato insieme a Mitsubishi parecchio tempo prima. Insomma un telaio giurassico, che nei piani del 2009 doveva lasciare il posto alla struttura CUSW della Cherokee. Ma la Journey è assemblata a Toluca, Messico; tra l'altro da qui partono quelle che diventeranno Freemont per arrivare a Livorno ed essere adattate al mercato europeo. Il cambio di piattaforma implicherebbe un lungo blocco della produzione e un bel problema di marketing, visto l'andamento positivo delle vendite della Journey sul mercato Usa. Così la vita della attuale vettura è stata prolungata e il cambio di piattaforma rimandato. Come dire, tanti maledetti e subito.
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