Invertendo quella che finora è stata una netta tendenza sui mercati europei, l'ad FCA Marchionne ha dichiarato in una intervista ad Automotive News che il futuro piano dell'azienda (che sarà presentato in Maggio) sarà piuttosto tiepido per ciò che attiene le motorizzazioni Diesel sui segmenti B e C, vale a dire sulle auto da compatte a medio-piccole. Secondo l'amministratore con questi propulsori non ci sono i margini di remunerabilità e quando gli è stato ribattuto che praticamente ogni altro costruttore ha invece investito nel settore, ha aggiunto che sarebbe interessante far loro una domanda diretta al riguardo, precisando nella richiesta se tale politica abbia portato o meno a una remunerazione concreta. Si tratta di un cambio d'intenti radicale sul filo del trasferimento di Fiat verso gli States, che se in quel Paese corrisponde al trend generale, risulta invece in netta controtendenza nel Vecchio Continente. Anche se a dire il vero negli ultimi anni il livellamento dei costi dei carburanti e le norme anti-inquinamento più stringenti abbiano reso il Diesel certamente difficile da ammortizzare sulle piccole auto. Ci dobbiamo aspettare dunque una riduzione dell'offerta di motori a gasolio sulla gamma; il problema è che però che per colmare il vuoto lasciato dai Diesel occorrerebbero avanzati propulsori a benzina, strategia che in FCA pare ancora di là da venire.
08 aprile 2014
Paese che vai... scelte che fai
Invertendo quella che finora è stata una netta tendenza sui mercati europei, l'ad FCA Marchionne ha dichiarato in una intervista ad Automotive News che il futuro piano dell'azienda (che sarà presentato in Maggio) sarà piuttosto tiepido per ciò che attiene le motorizzazioni Diesel sui segmenti B e C, vale a dire sulle auto da compatte a medio-piccole. Secondo l'amministratore con questi propulsori non ci sono i margini di remunerabilità e quando gli è stato ribattuto che praticamente ogni altro costruttore ha invece investito nel settore, ha aggiunto che sarebbe interessante far loro una domanda diretta al riguardo, precisando nella richiesta se tale politica abbia portato o meno a una remunerazione concreta. Si tratta di un cambio d'intenti radicale sul filo del trasferimento di Fiat verso gli States, che se in quel Paese corrisponde al trend generale, risulta invece in netta controtendenza nel Vecchio Continente. Anche se a dire il vero negli ultimi anni il livellamento dei costi dei carburanti e le norme anti-inquinamento più stringenti abbiano reso il Diesel certamente difficile da ammortizzare sulle piccole auto. Ci dobbiamo aspettare dunque una riduzione dell'offerta di motori a gasolio sulla gamma; il problema è che però che per colmare il vuoto lasciato dai Diesel occorrerebbero avanzati propulsori a benzina, strategia che in FCA pare ancora di là da venire.
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