05 marzo 2014

Ginevra 2014



Di ritorno dal salone di Ginevra pensavo, imbottigliato nel claustrofobico traffico del lungolago, a cosa mi avesse colpito della kermesse. Niente, buio. Non che novità non ce ne siano, anzi. Ma mi risulta difficile individuare un'auto simbolo, un prodotto che mostri la strada verso il futuro dell'automobile, magari low cost. Più o meno ogni costruttore ha portato novità, concept, ma tutto resta nel mood corrente; anche le ibride e le elettriche, che fino a poco tempo fa si pensava dovessero spakkare sono lì, nella loro acquisita normalità. Tutto normale perché siamo fuori dalla crisi? Niente affatto, pure alla luce del recente exploit di vendite, come dice peraltro anche il ceo Fiat. Piuttosto una ricerca di normalità che dà spazio ai prodotti pratici e correnti e a chi è capace di costruirli. Come la cinese Qoros. Se ti chiedessero al volo: "Da dove viene quest'auto?" potresti dire Corea, Spagna, difficilmente Cina; segno di un balzo in avanti verso l'ingresso alla grande del Celeste Impero sul mercato europeo. Rimangono però i lustrini, la festa di un salone che è forse il più importante al mondo. E del quale vi invito a guardare le gioie esposte.

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