Gli inglesi sono famosi per le idee brillanti ma storicamente sono ahimè piuttosto imprecisi: dimenticano sempre qualcosa, tipo le tubazioni dell'olio nei motori BSA, aggiunte poi esternamente. Premessa necessaria per affrontare l'albionica notizia di un nuovo tipo di motore a combustione che accomunerebbe semplicità, standardizzazione e alto rendimento. Realizzato sulla base di un monocilindrico Yamaha, Pulsar è attualmente esposto alla Niche Vehicle Symposium a Gaydon nella categoria dei range extender, quei motori cioè destinati ad azionare un generatore per garantire autonomia addizionale ai veicoli elettrici. Secondo l'inventore Paul Andrews, eclettico ingegnere che si occupa principalmente di sistemi ibridi che promuove partecipando ai rally con una Honda Insight, il motore è "autosovralimentato" e permette un aumento di rendimento del 20% rispetto all'unità d'origine, cui si potrebbe aggiungere un altro 10% con l'ottimizzazione dei particolari costruttivi. Ora, esiste già un motore "autosovralimentato": è il due tempi, che però è ormai quasi fuori legge per la sua incapacità a rientare nei limiti di emissione sempre più stringenti. Andrews parla però di un potenziale assai maggiore e di un diverso processo di combustione, che permetterebbe l'uso di ogni combustibile, liquido o gassoso. Dobbiamo credergli? Beh, con beneficio d'inventario, direi. Se ricordate anche la Lotus qualche anno fa rivelò l'Omnivore, un motore che doveva essere rivoluzionario, del quale però oggi non c'è più traccia.
19 marzo 2014
Da Albione un motore rivoluzionario
Gli inglesi sono famosi per le idee brillanti ma storicamente sono ahimè piuttosto imprecisi: dimenticano sempre qualcosa, tipo le tubazioni dell'olio nei motori BSA, aggiunte poi esternamente. Premessa necessaria per affrontare l'albionica notizia di un nuovo tipo di motore a combustione che accomunerebbe semplicità, standardizzazione e alto rendimento. Realizzato sulla base di un monocilindrico Yamaha, Pulsar è attualmente esposto alla Niche Vehicle Symposium a Gaydon nella categoria dei range extender, quei motori cioè destinati ad azionare un generatore per garantire autonomia addizionale ai veicoli elettrici. Secondo l'inventore Paul Andrews, eclettico ingegnere che si occupa principalmente di sistemi ibridi che promuove partecipando ai rally con una Honda Insight, il motore è "autosovralimentato" e permette un aumento di rendimento del 20% rispetto all'unità d'origine, cui si potrebbe aggiungere un altro 10% con l'ottimizzazione dei particolari costruttivi. Ora, esiste già un motore "autosovralimentato": è il due tempi, che però è ormai quasi fuori legge per la sua incapacità a rientare nei limiti di emissione sempre più stringenti. Andrews parla però di un potenziale assai maggiore e di un diverso processo di combustione, che permetterebbe l'uso di ogni combustibile, liquido o gassoso. Dobbiamo credergli? Beh, con beneficio d'inventario, direi. Se ricordate anche la Lotus qualche anno fa rivelò l'Omnivore, un motore che doveva essere rivoluzionario, del quale però oggi non c'è più traccia.
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