04 ottobre 2013

Economia, tomba della passione



 Nel mondo degl appassionati d'auto (ahimé sempre più piccolo) la trazione posteriore è una specie di mito. Un'auto di livello dovrebbe sempre disporne; sei poi vuole qualificarsi come sportiva la propulsion diventa un obbligo assoluto. Purtroppo le economie di scala rendono assai più diffuse le tutto avanti e persino i marchi più tradizionalisti hanno saltato il fosso: è persino il caso di Mercedes (nuova Classe A e derivate) e della prossima piccola BMW. La leggenda vuole che le anteriori siano più facili da controllare (il sottosterzo si riduce sempicemente aumentando la sterzata), ma la realtà è che, oltre alla minor complicazione in catena di montaggio (basta sollevare il gruppo dal basso) le tutto avanti non devono avere il rigoroso allineamento tra gli assi necessario alle posteriori, con ulteriore riduzione di costi. Per contro una posteriore ha sempre uno sterzo più preciso (perché le ruote davanti devono dare soltanto la direzione) e, se ci sono i cavalli, è molto più divertente (i controsterzi). Il successo della mitica Mazda MX-5 era in gran parte dovuto a tutto questo; purtroppo ora si tratta di un modello decisamente decotto, mentre la (priva di coppia) RX-8 Wankel è out per l'inquinamento. Alla Mazda, piccola compagnia che cerca con l'ottima tecnologia sviuppata internamente (SKYACTIVE) di trovare una nicchia per sopravvivere, i tecnici hanno deciso perciò di puntare su nuovi modelli a trazione posteriore. Peccato che il mangement (lungimirante come sempre) abbia detto per ora niet. Al di fuori della prossima Miata, realizzata in share con Alfa Romeo (per l'ultratardivo rimpiazzo della Spider) nessun cambiamento di piattaforma, troppo costoso. Beh, c'è la crisi, non si vedono evoluzioni esplosive della domanda, almeno in Europa, e con gli USA in procinto di fallire per contese politiche anche lì non tira una bella aria. Ma sperare non costa nulla, anche perché una tutto dietro Mazda sarebbe decisamente più abbordabile (intendo economicamente) di una tedesca. Nel frattempo ci restano la Toyota GT-86 e il suo clone Subaru.







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