07 giugno 2022

Mega-richiamo per le Suv Mercedes

Mercedes-Benz ha annunciato una campagna di richiamo globale che comprende quasi un milione di veicoli, potenzialmente affetti da un problema ai freni.


I veicoli interessati sono le Suv GL, ML e R prodotte tra il 2006 e il 2012 e il problema consiste in una possibile accentuata corrosione dell'alloggiamento del servofreno, in grado di determinare prestazioni in frenata ridotte e in alcuni casi addirittura il guasto totale del sistema frenante.
Il problema riguarda l'intera produzione mondiale e l'intervento pianificato dalla Casa prevede che i rivenditori esaminino l'intera unità e la sostituiscano "se necessario".


Negli Stati Uniti la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha già affrontato il caso, che riguarda circa 300.000 unità vendute sul territorio Usa, e sconsiglia la guida di qualsiasi veicolo coinvolto nel richiamo, dato che la potenziale perdita di vuoto del booster causa inevitabilmente un pedale del freno molle o poco responsivo e distanze di arresto più lunghe.
Mercedes ha rilevato il problema già nel 2021, avviando un'indagine interna in autunno conclusasi con la necessità di un richiamo entro maggio 2022.
Chi è preoccupato per il suo veicolo può contattare direttamente Mercedes-Benz per avere informazioni al riguardo.

31 maggio 2022

Ritorno al presente

Torna la DeLorean, che dopo i teaser di un paio d'anni fa in questa nuova edizione è alimentata a batteria. Ma le porte ad ala di gabbiano restano.


Debutta oggi la nuova DeLorean, il cui nome è ora Alpha5. Due grandi porte ad ali di gabbiano e posto per quattro con solo alcuni cenni al passato, mentre la trazione elettrica ne fa un prodotto decisamente contemporaneo.
Come per la DMC-12 degli anni '70, anche la Alpha5 ha lo styling di Italdesign, ma questa volta la carrozzeria non è in acciaio inox e la vettura si presenta con una più convenzionale verniciatura. Gruppi ottici a LED come di prammatica su una elettrica ma una linea decisamente meno di rottura rispetto alla produzione del momento sono evidenti, mentre i richiami al passato si limitano a piccoli accenni.


L'impostazione dell'abitacolo ricorda una Taycan nel cruscotto digitale, mentre lo schermo centrale è "alla Tesla" (ma più piccolo e più in basso). I quattro sedili singoli hanno una spiccata profilatura, ma dalle foto pare che lo spazio a bordo, particolarmente dietro, non  sia poi così ampio.


Secondo le caratteristiche dichiarate, il pacco batteria ha una capacità superiore ai 100 kWh che corrisponde a un range di 300 miglia, 483 km, con la possibilità di ricarica rapida a 150 kW, mentre il coefficiente di penetrazione aerodinamica è di 0.23.
La Alpha5 ha due motori che realizzano un sistema di trazione integrale, una velocità massima di 250 km/h e passa da 0 a 60 mph (96 km/h) in 2,99 secondi e da 0 a 88 mph (142 km/h) in 4,35 secondi. L'apparente stranezza per noi europei di quest'ultimo dato va pesata sulle highway Usa, dove 88 mph rappresentano un (peraltro non così diffuso) limite assoluto.


La nuova DeLorean è più grande della DMC-12 originale e impiega una scocca in fibra di carbonio. Farà il debutto ufficiale al Pebble Beach Concours d'Elegance il prossimo 18 agosto, per stazionare poi sui vicini prati di Monterey per la Car Week a partire dal 21 agosto. Il boss dell'azienda DeVries ha dichiarato che la DeLorean ha in previsione altri modelli, le cui sigle, visibili sul sito della Casa, vanno da Alpha ad Alpha3; Alpha4 missing.
Nessuna notizia invece sul prezzo della Alpha5

27 maggio 2022

Corto raggio

Politiche a breve termine e accaparramento di segmenti di mercato che da nicchia dovrebbero diventare mainstream. E' questo il futuro dell'automotive?


E' in corso un cambiamento epocale nell'industria automobilistica, ma non riferisco al "solito" discorso del passaggio alla trazione elettrica. Parlo piuttosto del piano industriale complessivo o meglio dei suoi obiettivi economici. Lo spunto scaturisce dalle recenti dichiarazioni di Mercedes-Benz riguardo la riorganizzazione del listino, che prevede la progressiva eliminazione dei modelli generalisti per concentrarsi sul segmento del lusso.
Storicamente le industrie dell'automotive hanno sempre investito a lungo termine, con piani decennali e oltre destinati a mantenere il know how acquisito e a tracciare la linea evolutiva dei prodotti. Una politica legata anche all'impatto sociale e che configurava l'allargamento della clientela come metodologia base per garantire la reditività delle imprese. Parlo ovviamente di grandi costruttori.


L'impostazione più recente, seguita al diktat europeo sulle elettriche, introduce però modifiche sostanziali al modello di business di quasi ogni Casa. Da più parti infatti si annunciano ristrutturazioni produttive all'insegna di lusso ed esclusività, salutate con enfasi grazie all'aumento degli attivi visto negli ultimi bilanci.
Non può sfuggire la sostanziale miopia di questa politica se l'orizzonte va al di là di un quinquennio. Il mondo occidentale è stretto in una crisi globale di cui non si intravede la fine e il concentrarsi sui più abbienti con prodotti che offrono il superfluo potrebbe rivelarsi addirittura velleitario nei prossimi anni, sorta di crepuscolo degli dei che non va oltre un mero interesse a corto termine, incapace di garantire l'integrazione delle strutture produttive nel tessuto societario con tutte le sue pesanti conseguenze.


La realtà è quella di crescenti difficoltà di larga parte della popolazione, che non potrà certo permettersi prodotti di alta gamma e se oggi la concentrazione delle vendite su segmenti esclusivi dà risultati positivi, non si può pensare che questi ultimi possano essere mantenuti a lungo. Una sorta di trasfusione dalla politica all'economia dunque, contando sulla memoria corta della gente e sul fare cassa finché si può.
Non traccio certo giudici etici o politici, ma mi sembra si stia delineando una situazione che ricorda la celebre sprezzante affermazione attribuita a Maria Antonietta, che suggeriva al popolo affamato dalla mancanza di pane di mangiare al suo posto le brioches.
Se l'evoluzione di prodotto spinge al rialzo i prezzi in un mercato in inflazione crescente, c'è da aspettarsi prima poi una netta riduzione del bisogno del prodotto stesso, tenuto conto inoltre che le strutture nazionali ed europee sembra facciano di tutto per disincentivare la mobilità privata.


La descrizione dell'automotive dei prossimi anni è perciò tutta da scrivere e non è detto che ciò che oggi le Case prospettano abbia realmente possibilità di successo in un arco temporale appena un po' più in là di quanto progettato oggi. Aggiungo che alcuni dei settori di sviluppo più implementati possono rappresentare addirittura un boomerang, mi riferisco per esempio alla guida autonoma.
Pensateci, oggi ce l'abbiamo già e su larga scala: si chiama mezzi pubblici ed è certamente più adatta alle masse di costosi mezzi privati.
Per quale motivo affrontare un grosso investimento a fronte di una funzionalità inferiore a quella dei trasporti collettivi? Ma è una questione cui su glissa facile, come d'altronde quella delle infrastrutture di ricarica o quella dello smaltimento degli accumulatori.
Hic et nunc
, quindi, ma fino a quando?

23 maggio 2022

M4 CSL, il video al Ring

Alla guida per la seconda volta dopo 7 anni dell'ingegnere di sviluppo Jörg Weidinger, la CSL è la BMW di serie più veloce nell'Inferno Verde.


Il video del record "interno" di BMW con la nuova M4 CSL dà pienamente l'idea di quanto prestazionale sia la nuova edizione della vettura.
Due commenti. Se paragonate la velocità stellare e "l'nchiodamento" alla pista della Porsche 919 EVO sembra che quest'ultima corra su binari tanto è stabile, mentre la BMW richiede parecchie correzioni. Ma è logico; l'auto di Monaco, pur messa giù bene, è comunque una vettura da strada.
Poi il commento live di Jörg potevano anche toglierlo dal video perché la sua voce monotona stride decisamente con  la dinamica delle immagini.



20 maggio 2022

M4 CSL, solo per pochi

Ne costruiranno soltanto 1.000; la nuova BMW M4 CSL deriva dalla GT3, porta la potenza del 6 in linea a 550 CV e ha solo due posti.


Il biglietto da visita è di tutto rispetto: con l'aumento della pressione di sovralimentazione da 1,7 a 2,1 bar i due turbo fanno salire la cavalleria a 550 CV a 6.250 giri, con coppia massima di 650 Nm da 2.750 a 5.950 giri. Nei test al Nürburgring, la BMW M4 CSL è stata la vettura di serie più veloce di sempre del marchio, con un tempo di 7'15.677 s sul tracciato "corto" di 20,600 km.



Lo 0-100 si copre in 3,7 s e ne occorrono 10,7 per raggiungere i 200 km/h,  e la trasmissione è sempre automatica a 8 rapporti, ma ottimizzata per ridurre i tempi di cambiata e con rapporto di trasmissione accorciato. Non è una one off ma accaparrarsi una delle 1.000 previste non sarà facile. La  scocca pesa 1.625 kg grazie all'alleggerimento complessivo ottenuto con la rimozione dei sedili posteriori e l'impiego di quelli anteriori in carbonio; tetto e cofani in CFRP e persino il silenziatore in titanio (meno 3 chili) contribuiscono alla riduzione del complessivo, che porta il rapporto peso/potenza a 2,95 kg/CV.
Il controllo della trazione ha 5 livelli e l'attivazione della modalità M disattiva quello di stabilità.


L'aerodinamica è stata ottimizzata con uno spoiler integrato nel cofano del bagagliaio, uno splitter anteriore e un diffusore posteriore, mentre le modifiche a sospensioni e scocca, con molle e montanti forgiati, abbassano di 7,6 mm l'altezza da terra.
I freni con pinze rosse sono di serie in carboceramica; i pneumatici sono da 19 pollici, con cerchi in lega forgiati neri opachi specifici; i pneumatici sono Michelin Pilot Sport Cup 2 R 275/35R19 davanti e 285/30R19 dietro.


Dentro, la M4 CSL è meno lussuosa, sempre allo scopo di ridurre il peso. Resta l'iDrive, ma la consolle centrale è in fibra, così come i paddle al volante. La dotazione è più essenziale, ma restano standard il climatizzatore automatico (a singola zona), il Park Distance Control, l'avviso di collisione frontale e di deviazione corsia oltre alle info sui limiti di velocità.

19 maggio 2022

Vendita o confisca?

La cessione delle attività Renault in Russia è stata approvata all’unanimità dal cda. Ma anche se l’intesa prevede un’opzione di riacquisto esercitabile nei prossimi sei anni, di fatto è stato quasi un esproprio.


La vendita delle attività in Russia, insieme con la partecipazione a Lada per la cifra formale di 1 rublo (qualcuno dice 2) è stato forse il primo atto del processo di nazionalizzazione operato dal governo russo, che prevede il trasferimento di beni privati ​​al controllo statale a seguito del sostegno occidentale (e in particolare della Francia) alla resistenza ucraina.
La cessione obtorto collo dei due terzi della società mista con il comune di Mosca comporterà una perdita di 2,2 miliardi di euro sui libri contabili, cifra considerevole che richiederà tempo per essere ammortizzata e che dimostra come stia diventando difficile continuare a fare affari con il gigante ex-sovietico.
Altri gruppi potrebbero attendersi simili situazioni. E' il caso dello stabilimento Stellantis di Kaluga, che produce Peugeot 408, Citroen C4 e veicoli commerciali destinati ai mercati dell'Europa occidentale.


 
Ma venendo alla struttura "motore" degli eventi, cosa intende fare la Russia con la fabbrica acquisita? Avviare la produzione della Moskvitch, almeno stando alle parole del sindaco di Mosca Sergei Sobyanin. Che annuncia la collaborazione al progetto di rilancio (!?) di Kamaz, azienda nota più per la partecipazione dei suoi autocarri di derivazione militare alla Parigi- Dakar che come marchio di attrezzature pesanti.
Le linee produrranno, sembra, auto tradizionali, ergo con motori a combustione interna, prima di passare all'elettrico in futuro. Il sindaco ha aggiunto che si cercherà di mantenere la maggior parte dele maestranze che lavorano nello stabilimento e i suoi fornitori. La politica di rientro (di ritorsione) dai capitali esteri investiti in Russia prosegue quindi con decisione, come nel caso già quasi giunto al'epilogo di McDonald's, che ha annunciato la vendita delle sue 850 sedi nel Paese a un acquirente locale che intende riaprirle a giugno con un nuovo marchio.

16 maggio 2022

Ora tocca agli scooter

Dopo le auto, ora le due ruote: gli incendi degli accumulatori al litio aprono un caso in India, dove la crescente diffusione degli scooter elettrici pone problemi di sicurezza per gli utilizzatori.



Le dimensioni contano, ma anche le batterie di uno scooter sono in grado di provocare pericolosi incendi, con la ormai nota caratteristica della estrema difficoltà di spegnimento.
Il caso è scoppiato nella città di Pune e ha coinvolto India Ola Electric, produttore indiano di due ruote elettriche con sede a Bangalore.
I media hanno dato molto risalto all'evento, costringendo la società ad ammettere che con l'aumento della diffusione dei mezzi in futuro potrebbero esserci più incendi, ma che tali incidenti sono comunque molto rari.


L'incendio dello scooter elettrico di Ola ha scatenato un putiferio sui social media e un'indagine da parte del governo indiano. La società, sostenuta dal gruppo giapponese SoftBank, ha così richiamato più di 1.400 e-scooter e nominato esperti esterni per indagare sulla causa. Secondo Bhavish Aggarwal a capo dell'azienda,  la sicurezza antincendio nell'industria dei trasporti è una questione che trascende i soli veicoli a batteria, visto che i veicoli a benzina richiedono un controllo qualità più stringente rispetto a quelli elettrici; in effetti in India il problema riguarda maggiormente modelli tradizionali.
 


L'indagine governativa ha messo sotto osservazione il sistema di gestione della batteria, per ora scagionato, ma anche altri sinistri occorsi a prodotti delle start-up Okinawa e PureEV.
Ola importa le sue celle dalla coreana LG Energy Solution, ma sibillinamente ha affermato che tutte le aziende dovrebbero rifornirsi di componenti in modo responsabile e non da fornitori cinesi non qualificati, aprendo così un dibattito sulla riduzione dei costi di approvvigionamento, che passa anche da valutazioni frettolose sotto il profilo tecnico.


Stop alla 718 Bev

Porsche è alle prese con il confine tra purezza tecnica, sostenibilità e guadagno. Ne farà le spese la 718 elettrica? Il marchio tedesco sta...