Il ponte rigido è fuori dalla produzione di massa dal tempo delle Alfa Giulia anni '70, ma ora Ford lo ripropone in chiave elettrica.
Live beam o live axle, questi i nomi che gli yankee danno al ponte rigido, il tipo di sospensione più semplice per l'asse posteriore, che connette rigidamente tra loro le ruote facendole muovere insieme a ogni sollecitazione proveniente dalla strada. Una struttura che si comporta bene in off road ed è per questo che i pochi esempi ancora in produzione si concentrano in quel settore. I principali contra sono però il maggior peso rispetto a soluzione più moderne e l'aumento delle masse non sospese, quelle su cui agiscono direttamente le forze provenienti dal moto del veicolo e che al loro aumentare riducono maneggevolezza e tenuta di strada.
Forse però nell'era elettrica questa caratteristica non ha più molta importanza, quantomeno vista la richiesta di brevetto depositata da Ford e resa nota dal sito Ford Authority. La soluzione dei motori nei mozzi non è nuova, poiché periodicamente riappare alla ribalta da diverse parti, come nel caso dei pianali elettrici della Elaphe (qui sopra).
Nel progetto Ford si tratta però di motori nelle ruote in aggiunta a un ponte rigido, con un ulteriore aumento di massa proprio sul principale elemento non sospeso.
Da un punto di vista puramente ingegneristico è una soluzione pratica ed efficiente. Collocare un motore in ogni ruota dà luogo a una trazione integrale semplice e performante, che grazie all'istantaneo controllo di coppia su ogni singola unità dei motori elettrici consente la massima trazione e il torque vectoring, utile nell'impostazione delle curve.
Dal lato dinamico però le cose vanno assai peggio. Il forte aumento di massa rende il veicolo lento nelle risposte alle sollecitazioni e le conseguenti numerose perdite di aderenza vanificano in pratica i teorici miglioramenti consentiti da una gestione elettronica istantanea dei propulsori.
Dai disegni si vede che il Blue Oval arriva a ipotizzare un assale rigido anche all'avantreno, soluzione semplice ma decisamente estrema per un veicolo stradale; certamente più adatta però a una off road, cui forse potrebbe essere destinato il brevetto.
Ma anche in quest'ottica la grande vulnerabilità cui sono esposti i motori rappresenta un potenziale vulnus per un veicolo destinato al fuoristrada, che potrebbe così trovarsi immobilizzato a seguito di un incidente che altrimenti avrebbe danneggiato solamente una ruota.
Se son rose...




















