Volkswagen celebra il 38mo compleanno della Golf GTI presentando due concept al classico raduno annuale del Wörthersee, ove confluiscono in questi giorni migliaia di appassionati della GTI per antonomasia. Le vetture si chiamano GTI Aurora e GTI FighteR e sono state realizzate da due team di stagisti VW dei centri stile di Wolfsburg edi Zwickau. L’Aurora, “nata” a Wolfsburg, è stata sviluppata sulla base della tre porte e adotta un 2 litri sovralimentato con potenza aumentata a 380 CV (100 in più rispetto al motore di serie) accoppiato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti. L’estetica è, per così dire, rafforzata da originali abbinamenti cromatici nelle tonalità grigio, nero metallizzato e verde menta. All’interno ci sono solo due posti perché la zona posteriore è in buona parte occupata da un mega impianto hi-fi da 3.500 Watt di potenza; nel vano posteriore c’è inoltre un enorme schermo sul quale vengono proiettati ologrammi che, assicurano, rendono più facile e intuitivo l’utilizzo delle apparecchiature elettroniche. La seconda auto è stata sviluppata a Zwickau sulla base decisamente meno eccitante della Golf station: ha quattro ruote motrici, 400 CV (anche in questo caso 100 in più del TSI standard che equipaggia la R Estate ) e trasmissione a doppia frizione a sette marce. La chicca tecnologica è la telecamera con visione a 360° per vedere i filmati da ogni angolazione possibile. I rivestimenti sono in pelle e Alcantara e, manco a dirlo, anche in questo caso si è posta molta attenzione all’impianto hi-fi.
29 maggio 2019
Il richiamo della GTI
Volkswagen celebra il 38mo compleanno della Golf GTI presentando due concept al classico raduno annuale del Wörthersee, ove confluiscono in questi giorni migliaia di appassionati della GTI per antonomasia. Le vetture si chiamano GTI Aurora e GTI FighteR e sono state realizzate da due team di stagisti VW dei centri stile di Wolfsburg edi Zwickau. L’Aurora, “nata” a Wolfsburg, è stata sviluppata sulla base della tre porte e adotta un 2 litri sovralimentato con potenza aumentata a 380 CV (100 in più rispetto al motore di serie) accoppiato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti. L’estetica è, per così dire, rafforzata da originali abbinamenti cromatici nelle tonalità grigio, nero metallizzato e verde menta. All’interno ci sono solo due posti perché la zona posteriore è in buona parte occupata da un mega impianto hi-fi da 3.500 Watt di potenza; nel vano posteriore c’è inoltre un enorme schermo sul quale vengono proiettati ologrammi che, assicurano, rendono più facile e intuitivo l’utilizzo delle apparecchiature elettroniche. La seconda auto è stata sviluppata a Zwickau sulla base decisamente meno eccitante della Golf station: ha quattro ruote motrici, 400 CV (anche in questo caso 100 in più del TSI standard che equipaggia la R Estate ) e trasmissione a doppia frizione a sette marce. La chicca tecnologica è la telecamera con visione a 360° per vedere i filmati da ogni angolazione possibile. I rivestimenti sono in pelle e Alcantara e, manco a dirlo, anche in questo caso si è posta molta attenzione all’impianto hi-fi.
La rivincita delle berline
Uno studio commissionato da Nissan negli Usa mette in dubbio le recenti e generalizzate certezze stilistiche dei costruttori. Svolto sui Millennials e sulla Generazione Z (nati negli '80 e '90 i primi e tra il '95 e il 2012 i secondi), quindi su un pubblico giovane, ha mostrato che l'86% di coloro che non possiedono
una berlina ne considererebbe l'acquisto ora o in futuro. Lo stesso
vale per l'81% dei Generazione X (di età tra 35-50 anni). Un risultato che va in decisa controtendenza rispetto alla debordante offerta di Suv e crossover, che nella maggior parte dei listini (oltre il 70%) hanno cannibalizzato tutte le altre modalità stilistiche. Più in generale, tra gli
intervistati che attualmente non possiedano una berlina il 78%
potrebbe acquistarne una, mentre è proprio tra i più
giovani che emerge un'affinità ancora più elevata per lo stile del corpo vettura. Aggiungendo a ciò il fatto che i proprietari di berline statunitensi sono altrettanto soddisfatti delle loro auto (89%) quanto i proprietari di auto con altra forma (88%) e che il 95% di tali acquirenti elenca la
funzionalità come elemento di maggior importanza nella scelta dell'auto, si prospetta uno scenario che mostra come non siano solo Suv, Cuv e crossover a rappresentare oggi il metro stilistico delle automobili e a coprire le esigenze della clientela. Un'onda di ritorno, quindi, che si accompagna al desiderio di possedere qualcosa di più eccitante da guardare e guidare rispetto all'offerta attuale e che sono proprio i più giovani a cavalcare.
Future in the past
Tanto improntata alla visione futura in campo auto, quanto nostalgica in quello moto. Parlo di BMW e della R18 concept presentata al concorso d'eleganza di Villa d'Este la scorsa settimana. Un progetto elegante, come si addice alla manifestazione lariana, ma d'impostazione fusion, poiché unisce il look anni '30 della R5 alla tecnologia più recente per i gruppi ottici e il motore. Quest'ultimo in particolare è una nuova unità (ma si era già vista in Texas all'Handbuilt Show di Austin) che potrebbe trovare posto nella prossima produzione di serie per le cruiser, con l'importante cilindrata di 1,8 litri e il raffreddamento ad aria che rende la linea snella e filante. Il sottotelaio posteriore che ricorda quelli rigidi e l'albero di trasmissione a vista, insieme alle marmitte a semi-pesce, sono elementi di spicco in un progetto dall'ottima riuscita, che troverebbe certo spazio nel garage di un esteta. Un oggetto che riporta all'amore per la meccanica, quello che nei nostri tempi elettrici langue.
Twingo restyling
Se la meccanica è nel vostro Dna e amate le auto con motore e trazione posteriore, allora Renault ha il modello che fa al caso vostro. La Twingo, o meglio la nuova Twingo che debutta in questi giorni sul nostro mercato. Esagerato? Beh, ovviamente sì, ma la piccola Twingo, nata in parallelo con l’ultimo progetto Smart si distingue dalle altre compatte proprio per essere una “tutto dietro”. Rispetto a prima l’evoluzione prevede modifiche al frontale e al posteriore con l’introduzione di nuovi gruppi ottici con luci anteriori a Led e inediti paraurti, mentre il portellone offre ora un sistema di apertura più pratica. Più bassa di 1 cm, ha inoltre diversi cerchi, con diametro fino a 16 pollici. All’interno ci sono diversi abbinamenti cromatici, finiture più curate con qualche dettaglio in più nella dotazione, una consolle centrale diversa e due prese USB. Tre gli allestimenti: Duel, Duel2 e Intens. Motori a benzina con alla base l’inedito Sce da 65 CV anche per neopatentati. E’ un tre cilindri aspirato ed è accoppiato a un cambio manuale a cinque marce. Più interessante, per chi ama i “piccoli brividi”, il turbo tre cilindri di 0,9 litri da 95 CV abbinato, pagando, all’automatico a doppia frizione a sei rapporti.In questo caso la velocità massima “buca” il tetto dei 160 km/h (165 per l’esattezza), mentre l’aspirata non va oltre i 158 km/h. Superfluo forse aggiungere che sono stati migliorati i vari sistemi di infotainment e connessione. I prezzi variano da 11.450 euro (Duel da 65 CV) ai 15.850 per la Intens da 95 CV.
28 maggio 2019
Un teaser per ghermirvi meglio
Immagine psichedelica? Foto sfocata? Naa. Questo è il teaser della coda della nuova supercar Ferrari, la cui presentazione, prevista inizialmente per il 31 maggio, è stata anticipata a domani. Trattandosi del Cavallino, ogni piccola rivelazione sul nuovo modello attira magicamente gli appassionati; dall'immagine però non si può dedurre molto, a parte l'installazione alta dei due scarichi e i gruppi ottici squadrati in stile Testarossa. I motori sviluppati in chiave ibrida sono sia il V6 sia il V8, ma dovrebbe essere quest'ultima architettura a trovare posto sotto il cofano della nuova auto, mentre non è noto se la piattaforma impiegata sia del tutto nuova o derivata da quella prima della 458 Italia e poi della F8 Tributo. Domani sapremo.
Allergia da sinergia
Sempre in tema economico, c’è poco da stare allegri. Almeno secondo le stime di alcuni analisti di mercato americani che pronosticano un futuro tutt’altro che roseo per i livelli di occupazione del mercato automobilistico. E i 38.000 licenziamenti annunciati negli ultimi sei mesi (in America, ovvio) sarebbero solo l’inizio di un lungo e doloroso processo di dimagrimento. Perchè? Per diversi motivi. Perché la crescita della Cina è molto meno costante e prevedibile di quanto si credesse solo un anno fa, perché i mercati europei sono, chi più chi meno, decisamente poco affidabili e perché la crescita economica procede a rilento in molti Paesi. Ma non solo. Bisogna anche considerare i profondi mutamenti che stanno modificando dalle radici il mondo dell’auto e tutti i grandi costruttori stanno rivalutando gli obiettivi a medio e lungo termine. Perché, parola di Zetsche (ex CEO di Mercedes) ogni progetto futuro andrà valutato con grande attenzione poiché gli attuali margini di profitto sono bassi e ogni eventuale passo falso potrebbe causare problemi ai bilanci di Mercedes e, aggiungiamo noi, di tutti i colossi dell’auto. Il vocabolo sinergie, in termini di prodotto significa condivisione di tecnologie e parti meccaniche, in termini occupazionali di solito vuol dire una cosa sola: licenziamenti.
Tesla nella tempesta
Oggi l'argomento clou è l'economia. Nel caso specifico l'andamento di borsa di Tesla, che nei prini tre mesi del 2019 ha perso ben 702 milioni di dollari di capitalizzazione nonostante il successo di vendita (anche in Europa) della Model 3 e l'annunciato debutto entro il 2020 dei taxi robotizzati che Musk intende espandere in US. Le regole della borsa sono allo stesso ferree ed elastiche, dipende da quanto il titolo muove l'ambiente economico in termini profittevoli. Questo vuol dire che se nel passato, pur a fronte di difficoltà produttive e gestionali, il titolo Tesla garantiva movimenti speculativi interessanti per molti, oggi quella fase sembra esaurita e il mercato si concentra cinicamente su numeri produttivi della 3 sempre in difetto e calo del valore residuo delle Model S e X, oltre alle difficoltà a reperire il denaro necessario a completare la fabbrica di Shanghai in Cina. Quindi, nonostante le 14.652 Model 3 vendute in Marzo in Europa, dato superiore a quello relativo alle BMW Serie 3 e Audi A4, e il prospettato arrivo della Model Y, la Suv su base 3, l'andamento globale del marchio è passivo. Un passivo notevole, perché dal 2010 Tesla ha avuto soltanto 4 trimestri in attivo ma nessun anno proficuo mentre dal 2009 ha perso 6,4 miliardi di dollari. Se aggiungiamo che la concorrenza dei marchi tradizionali ha ormai le armi per combattere, il futuro del brand potrebbe tingersi a tinte fosche. E non saranno le dichiarazioni a effetto di Musk sul nuovo business alla Uber dei possessori di Tesla, che potrebbero far soldi usando le proprie auto come robotaxi nei momenti di inutilizzo, a far cassa.
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