23 maggio 2019

So long mr. Zetsche










 



Ieri Dieter Zetsche, presidente del gruppo Daimler ha ceduto la poltrona a Ola Kaellenius per andare in pensione. Il manager è stata una figura importante per la Casa, facendole conseguire risultati di spessore, anche se uno dei più notevoli, l'accordo con Renault per motori e modelli, potrebbe con la nuova presidenza non avere seguito. In ogni caso un uomo nella sua posizione ha avuto obbligatoriamente per tutto il mandato un atteggiamento corporate, comportamneto che oggi finalmente abbandona. Lo prova il simpatico video dell'ultimo giorno di lavoro, realizzato a cura di BMW. Uno scambio di gentilezze non nuovo alle aziende tedesche di settore, che competono ma si rispettano e agiscono in modo sinergico sul mercato globale come appartenenti allo stesso stato.

22 maggio 2019

Un record tira l'altro












Evidentemente è considerato un must, un simbolo da mostrare con orgoglio insieme al prodotto. Capita infatti sempre più spesso che il mitico circuito del Nürburgring diventi il palcoscenico ideale per lanciare l’ultima sportiva, la damigella d’onore da accompagnare al gran ballo delle debuttanti tutto pepe. L’ultimo esempio? E’ di questi giorni la notizia che la nuova Renault Megane RS Trophy R ha stabilito l’ennesimo record della pista percorrendo i quasi 21 chilometri della Nordschleife in 7’40”100. Record approvato con tanto di certificazione ufficiale tra le vetture compatte di normale produzione. La Trophy R può contare su un motore potenziato a 300 CV dai 280 della normale e su alcune differenti specifiche in termini di bilanciamento dell’assetto e di aerodinamica. Assemblata in serie limitata, verrà venduta in poche centinaia di unità prima della fine dell’anno a un prezzo ancora da definire. Insomma, Renault ha di nuovo lanciato il guanto di sfida. Non resta che attendere la risposta dei concorrenti. Che si mettano in fila: il Nürburgring non è mai stato così affollato.

Un compleanno in verde





E’ stata esposta in anteprima al salone di Ginevra e ha subito attirato l’attenzione del pubblico diventando una delle regine della rassegna. Si tratta della Fiat Centoventi, la concept car con la quale la casa torinese rende omaggio al centoventesimo compleanno della sua lunga storia. Ora sappiamo che a Torino stanno lavorando per trasformare in realtà questa bella proposta di city car elettrica e stando ad alcune indiscrezioni, l’auto potrebbe circolare sulle nostre strade già entro la fine del 2020. Sempre prestando attenzione ai rumors che abbiamo raccolto in queste settimane, siamo in grado di anticipare un render di quello che molto probabilmente sarà l’aspetto definitivo del modello di produzione. L’auto, come anticipato a suo tempo dai responsabili del progetto, fornirà una proposta concreta e “democratica” di mobilità green secondo la migliore tradizione Fiat, capace di offrire prodotti a elevato contenuto tecnologico e mantenendo prezzi accessibili e concorrenziali. La livrea sarà unica ma potrà essere personalizzata attraverso diverse combinazioni di colori e materiali: ad esempio ci saranno quattro diversi tettucci, quattro paraurti differenti e altrettante pellicole esterne. A seconda del tipo di batterie utilizzate varierà l’autonomia: anche se ovviamente non sono ancora stati forniti dati ufficiali è logico prevedere che le percorrenze saranno allineate a quelle delle migliori concorrenti di pari categoria. Ora non resta che incrociare le dita e aspettare il prossimo anno.

La prima ibrida di Ferrari





Tra pochi giorni, per la precisione il 31 maggio, Ferrari rivelerà la nuova supercar ibrida, riguardo la quale girano già indiscrezioni. Tre motori elettrici, due sulle ruote anteriori e uno integrato nella trasmissione, connessa a sua volta al V8 biturbo di 3,9 litri; il tutto per 1.000 cavalli complessivi, di cui 720 erogati dal propulsore a benzina. I due motori anteriori collocano quindi la nuova vettura nell'ambito della trazione integrale, una struttura moderna e radicalmente diversa dal precedente exploit del marchio nell'ambito 4WD, quello della GTC4Lusso, che prevede addirittura l'unicità meccanica della presa di forza sulla parte frontale dell'albero motore per portare il moto alle ruote anteriori. Grazie ai motori elettrici, qui è invece possibile una perfetta calibrazione del trasferimento di coppia, sia per stabilizzare il retrotreno con il torque vectoring, sia per ottenere il dato di accelerazione previsto, 2 secondi netti da 0 a 100 orari. Una Ferrari molto high tech, quindi, che rientra nel programma del Cavallino di produrre entro il 2022 almeno il 60% dei 15 nuovi modelli con struttura ibrida. Il prezzo si collocherebbe attorno a 600.000 €, parecchi ma nemmeno troppi per i danarosi amanti del marchio.

Giallo Supra





Sappiamo tutti che per ragioni di economia di scala (leggi piccoli numeri di produzione) Toyota ha sviluppato la sua Supra insieme alla BMW Z4. In particolare, il propulsore è proprio quello dell'Elica Azzurra, quel 6 cilindri turbo che secondo i dati ufficiali eroga 340 CV tra 5.000 e 6.500 giri con una coppia massima di 500 Nm tra 1.600 e 4.500 giri. Numeri mica male, anche se pure 1.495 kg per una coupé due posti sono mica male. Ma il (piccolo) giallo sta proprio qui, nei dati di potenza. Pare infatti che provando una A90, l'edizione più cattiva con cerchi da 19", verniciatura opaca e tiratura in soli 90 pezzi per l'Europa, siano stati rilevati valori alle ruote superiori a quelli dichiarati all'albero motore. In realtà non si tratta di una novità assoluta: negli Usa ci sono parecchi esempi di potenze dichiarate inferiori all'erogato effettivamente; in molti Paesi europei però (Italia compresa) la tassazione è legata alla potenza, quindi, dichiarare dati diversi potrebbe configurare truffe all'erario. Insomma sta di fatto che sembra che la Supra A90 sia un po' pompata. E sappiamo tutti che da un motore turbo di razza come il 6 BMW non è difficile spremere un po' di bumba in più. Potrebbe anche essere tutta una storia pubblicitaria occulta per differenziare dalla sorella tedesca la coupé jap, ma credo che alla fine una bella comparativa tra le due sarebbe interessante, no?

21 maggio 2019

La caduta degli dei





Il virus elettrico si propaga. E, come la versione bio, attacca tutto senza fare preferenze o risparmiare settori. Quindi l'arrivo nel 2020 della versione elettrica della Ford Mustang, già anticipato dal teaser dell'anno scorso, non deve stupire; forse però irritare sì. La Mustang è decisamente un'icona non solo del mondo delle muscle car americane, ma dell'intero segmento delle sportive e, piaccia a o meno per stile e caratteristiche, un masterpiece che ha fatto la storia dell'automotive. La trasformazione a batterie non implica però il solo cambio di gruppo motore, ma una completa rivisitazione del progetto, che, tanto per iniziare, diventa crossover. Un po' come quelle elaborazioni fatte all'Est che dopo la cura sono meno prestazionali dell'originale, insomma. L'obiettivo è mettersi in competizione con la Tesla Model X, una delle Suv più brutte e bolse del mercato ma prodotto che in Usa tira, (mah!) e il nome sarebbe Mach E. La piattaforma è stata sviluppata appositamente (come per tutte le vetture di questo tipo, le batterie stanno nel pianale) e può alloggiare anche una versione ibrida e/o plug-in da offrire insieme alla pure electric, tutte a trazione posteriore o integrali. Nessun dato tecnico per ora, tranne quello dell'autonomia, che raggiungerebbe nel ciclo WLTP i 600 km con una carica, un filo più delle rivale Model X, 565 km e Jaguar i-Pace 470 km. Pare però che i tecnici Ford puntino molto sull'accelerazione della vettura che sarebbe una vera schiodatombini, con buona pace del peso attorno alle 2 tonnellate e mezza. Mi corre l'obbligo di far notare che la tradizione legata a tanto nome imporrebbe qualcosa di diverso che folli accelerazioni con un carro armato piuttosto impegnativo in curva, ma le cose cambiano (a volte in peggio) e d'altronde Ford cerca da tempo la sua strada.

20 maggio 2019

Alti regimi per le prossime i8 elettriche





Il mondo dell'automobile è a un punto critico: l'avanzata della trazione elettrica incombe e spinge verso scelte che devono però fare i conti con le consolidate tecnologie tradizionali sulle quali la maggior parte dei costruttori è basata. Ne conseguono quindi gli atteggiamenti oscillanti di alcuni sull'evoluzione dei propri prodotti. E' il caso di BMW per la i8 che sino a poco tempo fa vedeva una prossima versione ancora ibrida ma più potente, magari con un'unità termica a maggior numero di cilindri. Le cose pare siano cambiate ora, dato che rumors consistenti danno la prossima edizione dell'auto come elettrica pura. Le motivazioni alla base della scelta starebbero nella concorrenza di Tesla, Audi e Porsche con i loro progetti elettrici ad alte prestazioni, ma a Monaco si stanno scervellando per trovare qualcosa che anche in ambito a batterie possa incarnare il tradizionale claim dell'Elica Azzurra sul piacere di guidare. E sembra che la joint venture interna M-iNext lo abbia individuato nello sviluppo di un motore elettrico che raggiunge velocità di rotazione assai più elevate degli attuali, che per la cronaca sono in gran parte derivati da applicazioni industriali tipo ascensori o argani. Nessun dato tecnico sinora, ma l'unità è attualmente montata su alcuni muletti ed è in corso di sviluppo, mentre la Casa frena sulle batterie a stato solido, non ancora giunte al livello industriale.

Non conoscendo i dettagli non posso dare giudizi sulla scelta, ma sinceramente non capisco come aumentare il regime del motore possa cambiare il comportamento di un'auto elettrica. I motori da autotrazione erogano da subito la coppia massima, che però cala raggiunto un certo regime (7-8.000 giri). Forse BMW abbandona i motori sincroni per altri con differente caratteristica di funzionamento? Ne riparleremo con maggiori informazioni.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...