11 febbraio 2019

La VW ID è in dirittura d'arrivo









VW va avanti con il rinnovo sostanziale della sua gamma e i primi modelli della nuova serie ID sono stati ufficialmente ripresi nel corso dei test stradali in corso in Sudafrica. Lo stile è quello della concept ID Neo del 2016 e la produzione dovrebbe iniziare nel corso del 2019. L'auto è più convenzionale del prototipo nelle scelte produttive, come confermato da specchietti e porte tradizionali, mentre le dimensioni sono grosso modo quelle di una Golf, ma con un'abitabilità maggiore dato il minor ingombro dell'unità motrice posta al retrotreno. VW prevede che il prezzo di mercato della ID sarà paragonabile a quello di una Golf  Diesel con equipaggiamento ricco, quindi attorno ai 33-35.000 euro.

Prima l'upgrade della standard



























Alla Toyota sono strani. Prima ci mettono anni per far debuttare un'auto sulla quale c'è attesa poi, praticamente prima che il modello sia in vendita, ne presentano l'upgrade. Parlo della Supra, della quale sono già in circolo le foto della versione TRD, la sigla del preparatore semi-ufficiale Usa che attualmente sta andando forte e lavora addirittura con Gazoo Racing, visto che è stata presentata una GR Supra Performance Line concept TRD. Le modifiche riguardano però soltanto aerodinamica e parti esterne, come si vede dall'ultima foto, mentre sul motore, quello BMW, non c'è nulla di diverso. Con ogni probabilità la Casa di Monaco non ha dato il permesso per le modifiche su una sua unità e soprattutto non intende concedere alla sorella in jont venture della Z4 la primogenitura che spetta alle M. Il risultato estetico della TRD comunque non è male; aspettiamo di vedere se questo modello arriverà anche in Europa, magari insieme alla vettura standard.

08 febbraio 2019

La prima volta di Seat





Poteva VW venir meno alla secolare politica di share dei modelli tra i diversi brand? Domanda retorica, perché anche nel passaggio alla mobilità elettrica la tradizionale politica commerciale teutone sarà mantenuta. Ne è prova la ventura auto elettrica di Seat, che debutterà prima del salone di Ginevra, reralizzata sulla scocca modulare MEB che in pratica è il clone spagnolo della ID Hatch di VW. Il range sarà di 500 km, lo stesso della/e sorella/e, e la vettura sembra precederà nel lancio la Mii elettrica che sinora pareva destinata a celebrare il battesimo a batteria di Seat. Seguirà in sequenza una Suv elettrica a dare maggior corpo alla nuova gamma del marchio.

Il rinnovo Subaru parte da Chicago

























Subaru lancia al salone di Chicago la nuova Legacy in versione berlina, che prelude alla Outback prossima ventura. Giunta alla settima generazione, la solida auto giapponese è costruita sulla recente piattaforma modulare sviluppata dalla Casa e gode negli States del successo per le doti di robustezza e affidabilità che in Europa è latente. Non ha certo un look che spakka, ma l'andamento delle linee è armonico e la lunghezza è aumentata, come l'abitabilità. Le maggiori novità sono però nell'abitacolo, con la plancia completamente ridisegnata con un monitor centrale touch da 11,6 pollici (opzionale, quello standard è da 7") posto in posizione verticale che riassume moltissime funzioni della vettura, tanto che patrecchi comandi sono di fatto spariti dalla plancia. Piena compatibilità con Apple CarPlay e Android auto, oltre alla consueta camionata di controlli e assistenze alla guida, capitanate dal sistema EyeSight a telecamere stereo, che in certe versioni include anche un riconoscimento visivo del conducente con l'automatica selezione delle sue preferenze. I motori disponibili sono due, riedizioni dell'inossidabile boxer nella versione di maggior cilindrata: un 2.5 aspirato da 185 CV a 5.800 giri e 239 Nm a 4.800 e un 2.4 turbo ottentuto riducendo la corsa del 2.5 a 86 mm che eroga 264 CV a 5.600 giri con coppia massima di 376 Nm costanti da 2.000 a 4.800 giri. Ovvia la presenza della trazione integrale, così come quella del cambio a variazione continua Lineatronic.

07 febbraio 2019

Squadra che vince non si cambia









Basta sostituire la parola auto a squadra e si ottiene il concetto alla base della rinnovata Audi TT RS, che compie 10 anni. Dal 2009 la potenza del suo 5 in linea di 2,5 litri è cresciuta da 340 agli attuali 400 CV, mentre la coppia ha raggiunto i 480 Nm. Per dovere di cronaca bisogna però dire che il tetto prestazionale è stato raggiunto già due anni fa, segno che l'evoluzione di questo propulsore è terminata. Valori comunque da V8, che determinano prestazioni da supercar: lo 0-100 si copre infatti in soli 3,7 s, mentre la velocità massima raggiunge i 280 km/h (sbloccaggio a pagamento). Audi ha aggiornato il modello con piccoli dettagli al frontale (splitter, caladra nera, fari led) e alla coda, con il nuovo alettone e l'estrattore sotto il paraurti. Un'auto bella da guidare, ma che rivela ormai tutta l'età di un progetto che, pur brillante, ha fatto il suo tempo. Speriamo che la sostituta, che prima o poi prenderà il suo posto, non sia l'ennesima elettrica più bella e più superba che pria.

Off road duro con le Sequoia TRD Pro









Che Toyota se la cavi bene con le fuoristrada è risaputo, in Africa è pieno di Land Cruiser ultradecennali che vanno ancora strabene. Dalle nostre parti le vere off road hanno perlopiù ceduto il passo a svariate tipologie di Suv che, rifinite elegantemente e piene di accessori costosi e delicati, non affronteranno mai un percorso meno che stradale. Negli Usa, invece, i grandi spazi chiedono ancora mezzi adatti a sentieri e piste e Toyota ha deciso di produrre versioni TRD Pro dei propri mezzi, adattate specificamente all'heavy duty. Così, dopo la Tundra, pickup molto apprezzato dagli yankee per la sua robustezza, al salone di Chicago debutta la Sequoia, grande fuoristrada con spazio per 7 a bordo. La chiave della trasformazione sta nelle sospensioni, dotate di ammorizzatori Fox che si induriscono proporzionalmente alle sollecitazioni, oltre a una serie di protezioni nel sottoscocca e nei punti soggetti a contatto con gli ostacoli. La sigla TRD non deve indurre a credere che sotto il cofano ci sia un Diesel (sta infatti per Toyota Racing Development): il motore è infatti il noto V8 a benzina da 5,7 litri con 386 CV e 544 Nm che agisce su un cambio automatico a 6 marce con trazione integrale, differenziale Torsen centrale e ridotte. La TRD è una sorta di Gazoo Racing a stelle e strisce che prepara sia fuoristrada sia auto da pista; forse ci sarebbe spazio anche in Europa per le sue elaborazioni.

06 febbraio 2019

Se fa freddo nella Model 3 non ci entri





Che le auto elettriche non amino il freddo è risaputo. Il problema riguarda più che altro gli accumulatori, le cui reazioni chimiche sono rallentate a bassa temperatura con la conseguente limitazione nella corrente erogata. Ma la recente ondata gelida nel Midwest statunitense ha messo in luce anche altri problemi sulle Tesla, in particolare sulla Model 3, questa volta però maggiormente legati ai meccanismi impiegati per azionare le diverse parti della vettura. E' il caso delle maniglie, che con il ghiaccio si bloccano e non rendono possibile l'accesso all'abitacolo. Il sistema richiede infatti la pressione su un lato dell'astina metallica per farla fuoriuscire ed esercitare così la forza necessaria all'apertura. Purtroppo il gelo blocca il meccanismo e parecchi possessori di Model 3 hanno twittato la loro frustrazione per un problema così banale ma sufficiente a impedire l'uso dell'auto. Ricordo poi che con il freddo intenso anche la carica si riduce di parecchio e quindi parimenti le autonomie, quindi le ricariche devono essere più frequenti ma, se effettuate all'aperto, meglio non del tipo ad alta intensità; quindi ulteriore problema per il maggior tempo richiesto. Certo fa pensare che in Norvegia, con un clima tutt'altro che amichevole, la mobilità sia sempre più elettrica. Certo però che dalle loro parti la corrente è fornita praticamente gratis e le auto sono preriscaldate mentre sono connesse. Con una popolazione di poco più di 5 milioni di abitanti, poi, le ricariche sono praticamente effettuate sempre dalle colonnine pubbliche, perché è piuttosto facile trovarne una libera. Cosa invece piuttosto difficile dalle nostre parti, dove bisogna fare i conti anche con le soste abusive da parte di auto normali.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...