11 gennaio 2017

Una Suv piccolina nel futuro di Lexus










All'ultimo salone di Parigi abbiamo visto la concept Lexus UX. Ora il marchio ha comunicato che dal prototipo originerà una piccola Suv che sostituirà la CT, in ottemperanza ai piani di sviluppo ampiamente condivisi tra i diversi produttori che vedono le monovolume e le crossover prendere il posto di berline e station wagon nei gusti della clientela. Il nome UX è stato depositato e darà origine a una intera famiglia di modelli con diverse motorizzazioni; la vettura di produzione non avrà comunque lo stesso look estremo della concept. Sotto il cofano motori millesei e 2 litri, oltre alla immancabile versione ibrida che non può mancare viste le tradizioni del marchio

La GT alza il gomito





Ce l'avete presente la Ford GT? Quella nuova, intendo, che ha debuttato due anni fa a Detroit;  la riedizione della GT 2004 e ancor prima della mitica GT 40. Bene. Inizialmente era prevista con un V8 e un V6 turbo, poi la Casa dell'ovale ha deciso di puntare tutto sul motore meno frazionato, inizialmente previsto soltanto per le competizioni. Un 3.5 biturbo consuma meno di un 8 cilindri, si disse, tanto che lo hanno battezzato EcoBoost come i suoi fratelli più piccoli. Ma forse le cose non stanno proprio così. In Usa i test di consumo sono incredibilmente severi, a dispetto della generale propensione a considerare bargain il costo del carburante, e secondo l'EPA, l'ente federale preposto a tali controlli, la GT è decisamente una forte bevitrice, un'auto che consuma molto, troppo per passarla liscia. Così si è beccata una gas guzzler tax di 2.600$ a seguito dei dati ufficiali omologati: 4,68 km/litro in città, 7,66 in autostrada (dove il motore della GT probabilmente sonnecchia al minimo, visti i 600 CV e i limiti yankee) e 5,95 nel ciclo combinato. Una bella botta, anche perché si sa che i dati ufficiali sono sempre decisamente più ottimistici di quelli reali ed è altamente improbabile che l'acquirente di una GT voglia andare a passeggio vita natural durante. Ma la beffa è che la Viper, considerata una delle più assetate auto al mondo e pensionata da quest'anno (anche) per questo, consuma meno: 5,10 km/litro in città, 8,08 in highway e 5,95 nel ciclo misto. Non per fare dello sciovinismo, ma l'ultima AMG E 63 da 612 CV in media è poco sotto i 10...

09 gennaio 2017

Un piccolo Diesel per GMC













Se da questa parte dell'Atlantico pensiamo al marchio GMC ci vengono in mente soltanto veicoli enormi come i Sierra e i Tahoe. Ma le cose cambiano anche da quelle parti e a Detroit il marchio ha lanciato il Terrain Denali, Suv di medio calibro che sfoggia una primizia assoluta per il mercato Usa di questo genere, un motore Diesel di 1.6 litri. E' di fatto il clone della Chevrolet Equinox e ne condivide le parti meccaniche, quindi un millecinque turbo a benzina da 170 CV, un due litri pure turbo da 260 e il turbodiesel da 140. Evidentemente i marchi genuini non si sentono toccati dal Dieselgate di VW e possono spingere sulle motorizzazioni oggettivamente più adatte a questo genere di veicolo. Dentro si nota un certo rinnovamento stilistico rispetto ai consueti canoni yankee, con grande attenzione alla connettività, che include un wifi interno di serie. Disponibile sia a trazione anteriore, sia integrale, potrebbe avare le carte giuste per l'ingresso in Europa del marchio. Ma a pensarci bene anche no.

La Kia sportback da Detroit

















A dicembre avevo parlato della Stinger, che poteva anche chiamarsi GT. Eccola in passerella a Detroit, trazione posteriore che porta a 2 il numero totale di vetture di questo tipo del brand (c'è anche la K900). E' una berlina/coupé a 4 porte che fa delle doti stradali un atout grazie alla presenza del torque vectoring e di un differenziale autobloccante, dotata al lancio di due motori: un due litri turbo da 260 CV e 353 Nm e un V6 biturbo di 3.3 litri da 370 CV e 510 Nm. Cambio automatico a 8 marce con paddle al volante e ruote da 18 pollici per la duemila e da 19 per la 3.3, freni Brembo; da 0 a 100 in poco più di 5 secondi per la più potente. Il riferimento stilistico ad Audi A5 Sportback, BMW Gran Coupé e MB CLS è evidente, ma c'è più spazio per i bagagli. Considerata la grande diffusione del marchio in Usa, c'è da attendersi un certo successo della vettura, visto inoltre il prezzo che dovrebbe collocarsi a cavallo dei 40.000 $. In Europa le cose andranno diversamente e la politica del prezzo dovrà essere assai più competitiva per vincere il confronto con i blasoni.

05 gennaio 2017

Il futuro della Faraday













Che i cinesi credano davvero nella propulsione elettrica è ormai assodato, quantomeno per l'alto di gamma. Così al CES 2017 di Las Vegas ha debuttato la Faraday Future FF 91, prima crossover Suv del marchio cinese basato in Nevada, tra i cui proprietari figura quel Jua Yueting che tramite la sua LeEco ha presentato al salone di Pechino 2016 la LeSee. E la piattaforma su cui la vettura è basata è proprio la stessa della concept cinese: una struttura flessibile destinata ad accogliere diverse formule di carrozzeria e motorizzata con la stessa potenza complessiva di 1.065 CV. Sterzatura e trazione integrali, torque vectoring, ruote da 22 pollici e batteria da 130 kWh completano il quadro tecnico, con un sistema di ricarica impostato alla massima flessibilità che consente di "riempire" la batteria tanto con la rete Usa a 110 V quanto con quella europea a 220 o 240 V (5 ore per raggiungere il 50% della capacità in questo caso) per giungere alla soluzione ultrarapida da 200 kW in corrente continua (per la cronaca, la potenza impiegata in Italia da più di 66 appartamenti). Tanta potenza per prestazioni da ipercar, quantomeno in accelerazione: la Casa dichiara infatti uno 0-60 Mph (96 km/h) in appena 2,39 secondi, ma glissa sulla V max. L'autonomia è di oltre 600 km ed è prevista la guida automatica; dentro un tripudio di connessioni e comfort con un imponente abitacolo dalla cubatura di 2.473 litri. Dietro tanto sensazionalismo e la dichiarata volontà di porsi in conflitto con Tesla, aleggiano però rumors di scarsa solidità finanziaria, pare infatti che Faraday sia in arretrato con i pagamenti per l'area produttiva. Sarà mica per questo che sul sito per la prenotazione della FF 91 si chiede un acconto di 5.000 $ (non a fondo perduto) ma non si precisa il prezzo della vettura? In ogni caso le prime consegne sono previste per il 2018.

24 dicembre 2016

Corrente dai batteri nel nostro futuro





Il successo delle auto elettriche dipende per il 99% dallo sviluppo degli accumulatori, lo sanno tutti. Logico dunque che su questo argomento si concentrino ricerche e sperimentazioni di mezzo mondo, seguendo diversi filoni, tutti promettenti sulla carta ma nessuno, finora, risolutivo. E' il caso delle batterie al magnesio di Toyota, delle NCM o di quelle nanotecnologiche di VW. Oggi dagli States arriva un'ulteriore step: le batterie batteriche. Sì, avete capito bene, corrente dai microorganismi. Si basano sul quasi dimenticato nitrato d'argento, quello delle pellicole fotografiche, che viene steso sulla metà di un foglio di carta e protetto con cera, costituendo così il catodo della batteria. Sull'altra metà un polimero; poi si ripiega il foglio e si introducono i batteri che emettono elettroni e creano una circolazione di corrente, minima ma stabile. E questo non è l'unico sistema. All'Università del Massachusetts hanno usato Rhodoferax ferrireducens un batterio che vive nelle acque, in una soluzione di glucosio contenente un elettrodo di grafite. Mentre mangia lo zucchero, il batterio emette elettroni e più mangia più cresce, aumentando l'intensità della corrente. Per di più può nutrirsi anche di altri tipi di zucchero, quindi si apre la possibilità di dargli da mangiare i nostri scarti e di trasformarli direttamente in energia. Fantascienza, forse, per ora. Ma sarebbe una bella storia, no?

Varok sogno natalizio di VW













Ogni azienda ha al suo interno (o all'esterno) delle wild chart, specie nel campo del design. Talenti in attesa di evoluzione o soltanto creativi vulcanici che, quando viene loro dato spazio, si possono esprimere in prodotti decisamente attraenti. E' il caso della VW e di questa Varok, concepita da due studenti francesi, Valentin Fuchs e Pierre Joveneaux, precedentemente sotto contratto VW, che secondo loro sarebbe l'ideale per aumentare l'espansione del brand sul mercato australiano. Se avete presente la Chevy El Camino, quella tipologia di pickup derivato da una berlina nata negli anni '60 ed evoluta sino a fine '80, la Varok è una sorta di rivisitazione con l'inserimento di concetti da station wagon. L'auto infatti, se viene coperta con l'apposita struttura rigida, diviene una famigliare. La destinazione aussie è dovuta alla passione down under per le ute, le berline tagliate in pickup, come dicevo prima, ma per ora Varok esiste solo nel computer e nulla ci autorizza a pensarne una realizzazione concreta. Ma i sogni esistono proprio per questo, specialmente a Natale.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...