Come ogni anno, è di prammatica la carrellata sull'Eicma, la più grande esposizione internazionale di motocicli. Con il mercato in ripresa sono molte le novità, ma soprattutto si rileva un avvertibile impegno nello stile, più avvertibile nei piccoli marchi rispetto ai consolidati big. E' il caso della Mondial o della Benelli, con le rispettive 125 e 500, che potrebbero ricavarsi una fetta dell'espansione in corso. Prosegue poi la marcia della customizzazione di serie, contraddizione in termini che però dà luogo a moto omologate, a norma anti-inquinamento e soprattutto sicure, cosa spesso non garantita con le special. Non accenna a calare anche la paranoia delle iperpotenze e iperprestazioni, per la gioia delle piccole amministrazioni che con gli autovelox sulle statali si stanno garantendo sempre più un sicuro introito di cash. Dall'altro lato continua la crescita delle elettriche a due e 4 ruote (quadricicli), a dispetto delle tuttora imperanti difficoltà di ricarica in termini di tempo e autonomia. Ma il settore si sta rivelando sempre più concreto e nei prossimi anni potrebbe sbocciare per davvero. In tal caso c'è da sperare però che non se accorgano alle finanze, perché il riequilibrio con la tassazione sul mercato tradizionale (oggi sulle elettriche le tasse sono molto ridotte e non ci sono accise sulla ricarica)potrebbe riservare brutte sorprese.
08 novembre 2016
Eicma 2016
Come ogni anno, è di prammatica la carrellata sull'Eicma, la più grande esposizione internazionale di motocicli. Con il mercato in ripresa sono molte le novità, ma soprattutto si rileva un avvertibile impegno nello stile, più avvertibile nei piccoli marchi rispetto ai consolidati big. E' il caso della Mondial o della Benelli, con le rispettive 125 e 500, che potrebbero ricavarsi una fetta dell'espansione in corso. Prosegue poi la marcia della customizzazione di serie, contraddizione in termini che però dà luogo a moto omologate, a norma anti-inquinamento e soprattutto sicure, cosa spesso non garantita con le special. Non accenna a calare anche la paranoia delle iperpotenze e iperprestazioni, per la gioia delle piccole amministrazioni che con gli autovelox sulle statali si stanno garantendo sempre più un sicuro introito di cash. Dall'altro lato continua la crescita delle elettriche a due e 4 ruote (quadricicli), a dispetto delle tuttora imperanti difficoltà di ricarica in termini di tempo e autonomia. Ma il settore si sta rivelando sempre più concreto e nei prossimi anni potrebbe sbocciare per davvero. In tal caso c'è da sperare però che non se accorgano alle finanze, perché il riequilibrio con la tassazione sul mercato tradizionale (oggi sulle elettriche le tasse sono molto ridotte e non ci sono accise sulla ricarica)potrebbe riservare brutte sorprese.
07 novembre 2016
Il lupo perde il pelo...
Secondo la denuncia del CARB, il California Air Resource Board, l'ente che controlla le emissioni in quello stato, il gruppo VW, tramite la Audi, è coinvolto in un nuovo scandalo questa volta però in Europa. Si tratta ancora di software destinato a ridurre in modo surrettizio gli inquinanti durante i test in laboratorio, ma in questo caso risulta collocato non nella centralina motore ma in quella del cambio (automatico). Il programma altera la logica di cambio marcia per mantenere il propulsore in una zona di funzionamento più pulita, ma solo durante i test, mentre nella guida normale risulta deattivato e le emissioni salgono. Lo switch off del sistema è regolato dall'angolo di sterzo: se supera i 15° torna alle impostazioni di guida "libera"; è quindi operativo soltanto durante i test al banco. L'installazione era prevista tanto su modelli a benzina quanto Diesel; uso l'imperfetto poiché una comunicazione ufficiale Audi sostiene il sistema sia stato eliminato in produzione dallo scorso mese di maggio, mentre i tecnici coinvolti sono stati sospesi. Ora, sappiamo tutti quanto sia difficile per le Case rientrare nei parametri anti-inquinamento e come vengano date indicazioni ai tecnici di trovare artifici a basso costo per ottemperarle. Però di qui a dare la colpa ai poveri ingegneri quando si viene scoperti ne passa. Le responsabilità sono sempre in ambito finanziario, è cosa nota. Comunque è assai facile VW la passi liscia: dalle nostre parti l'atteggiamento nei confronti dei costruttori è decisamente molto più accondiscendente di quello yankee.
Come ti agguanto l'auto in fuga
Gli inseguimenti di auto da parte della polizia negli Usa sono una costante. Ripresi dagli elicotteri o dalle telecamere della pattuglie, li vediamo quasi ogni giorno in televisione. Un problema concreto negli States, anche perché non è ammissibile si concludano sempre con gli exploit di agenti dal grilletto facile. Di qui la ricerca di soluzioni che possano bloccare l'auto in fuga rapidamente e senza conseguenze letali. L'ultima si chiama Grappler Police Bumper, è costruito dalla Stock Enterprises di Phoenix, Arizona ed è geniale nella sua semplicità. Consta infatti di una specie di staffa a Y che si estende in avanti dall'autopattuglia e che regge una fettuccia di materiale tessile molto resistente. Basta che l'inseguitore arrivi a tiro della(e) ruota posteriore della vettura in fuga per avvolgerla immediatamente in un groviglio capace di bloccarne immediatamente la rotazione, mente un capo della striscia di nylon rimane connesso all'auto della polizia. Nel video si vedono le diverse situazioni d'uso del dispositivo, che anche nel traffico agguanta l'inseguito e lo ferma a distanza tale da consentire al cop di turno di scendere e tenerlo sotto tiro. Roba da yankee, certo, ma qualche volta sarebbe utile anche da noi.
04 novembre 2016
Atvus by Lucid, l'anti Tesla
Circa un anno fa trattavo della Atieva, startup californiana con i piedi in Cina in procinto di misurarsi con Tesla sul suo campo, quello delle elettriche di alta gamma. Beh, ha cambiato nome, dopo una campagna acquisti che ha interessato anche uomini provenienti proprio dalla principale concorrente e ora si chiama Lucid. Il suo primo prodotto, prossimo al lancio ufficiale è la Atvus, di cui sonop stati siffusi alcuni teaser riguardanti esterno, cockpit e uno scorcio di gruppo motore. Già si intuisce un design decisamente diverso da quello anesteticamente svizzero della Model S, particolari come il tetto in cristallo e gli interni in alluminio e pelle bianca sono in pendant con l'esterno. La Atvus ha due motori elettrici per complessivi 672 kW, circa 913 CV e quindi si candida a berlina di classe, sì, ma con prestazioni da ipercar. Per garantire le quali occorre ovviamente un pacco accumulatori di capacità adeguata, 87 kWh nella fattispecie, che potrebbero crescere fino a 100. La dotazione prevede inoltre l'ormai immancabile (su questo livello di auto) sistema di guida automatico o giù di lì, e un'interfaccia di azionamento molto user friendly, basata su comandi vocali e movimenti. Nessun leak sul prezzo, ipotizzabile però nell'ordine dei 100 K $, mentre Lucid dichiara una produzione prevista in 130.000 auto l'anno. Gli facciamo gli auguri?
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