07 novembre 2016
Il lupo perde il pelo...
Secondo la denuncia del CARB, il California Air Resource Board, l'ente che controlla le emissioni in quello stato, il gruppo VW, tramite la Audi, è coinvolto in un nuovo scandalo questa volta però in Europa. Si tratta ancora di software destinato a ridurre in modo surrettizio gli inquinanti durante i test in laboratorio, ma in questo caso risulta collocato non nella centralina motore ma in quella del cambio (automatico). Il programma altera la logica di cambio marcia per mantenere il propulsore in una zona di funzionamento più pulita, ma solo durante i test, mentre nella guida normale risulta deattivato e le emissioni salgono. Lo switch off del sistema è regolato dall'angolo di sterzo: se supera i 15° torna alle impostazioni di guida "libera"; è quindi operativo soltanto durante i test al banco. L'installazione era prevista tanto su modelli a benzina quanto Diesel; uso l'imperfetto poiché una comunicazione ufficiale Audi sostiene il sistema sia stato eliminato in produzione dallo scorso mese di maggio, mentre i tecnici coinvolti sono stati sospesi. Ora, sappiamo tutti quanto sia difficile per le Case rientrare nei parametri anti-inquinamento e come vengano date indicazioni ai tecnici di trovare artifici a basso costo per ottemperarle. Però di qui a dare la colpa ai poveri ingegneri quando si viene scoperti ne passa. Le responsabilità sono sempre in ambito finanziario, è cosa nota. Comunque è assai facile VW la passi liscia: dalle nostre parti l'atteggiamento nei confronti dei costruttori è decisamente molto più accondiscendente di quello yankee.
Come ti agguanto l'auto in fuga
Gli inseguimenti di auto da parte della polizia negli Usa sono una costante. Ripresi dagli elicotteri o dalle telecamere della pattuglie, li vediamo quasi ogni giorno in televisione. Un problema concreto negli States, anche perché non è ammissibile si concludano sempre con gli exploit di agenti dal grilletto facile. Di qui la ricerca di soluzioni che possano bloccare l'auto in fuga rapidamente e senza conseguenze letali. L'ultima si chiama Grappler Police Bumper, è costruito dalla Stock Enterprises di Phoenix, Arizona ed è geniale nella sua semplicità. Consta infatti di una specie di staffa a Y che si estende in avanti dall'autopattuglia e che regge una fettuccia di materiale tessile molto resistente. Basta che l'inseguitore arrivi a tiro della(e) ruota posteriore della vettura in fuga per avvolgerla immediatamente in un groviglio capace di bloccarne immediatamente la rotazione, mente un capo della striscia di nylon rimane connesso all'auto della polizia. Nel video si vedono le diverse situazioni d'uso del dispositivo, che anche nel traffico agguanta l'inseguito e lo ferma a distanza tale da consentire al cop di turno di scendere e tenerlo sotto tiro. Roba da yankee, certo, ma qualche volta sarebbe utile anche da noi.
04 novembre 2016
Atvus by Lucid, l'anti Tesla
Circa un anno fa trattavo della Atieva, startup californiana con i piedi in Cina in procinto di misurarsi con Tesla sul suo campo, quello delle elettriche di alta gamma. Beh, ha cambiato nome, dopo una campagna acquisti che ha interessato anche uomini provenienti proprio dalla principale concorrente e ora si chiama Lucid. Il suo primo prodotto, prossimo al lancio ufficiale è la Atvus, di cui sonop stati siffusi alcuni teaser riguardanti esterno, cockpit e uno scorcio di gruppo motore. Già si intuisce un design decisamente diverso da quello anesteticamente svizzero della Model S, particolari come il tetto in cristallo e gli interni in alluminio e pelle bianca sono in pendant con l'esterno. La Atvus ha due motori elettrici per complessivi 672 kW, circa 913 CV e quindi si candida a berlina di classe, sì, ma con prestazioni da ipercar. Per garantire le quali occorre ovviamente un pacco accumulatori di capacità adeguata, 87 kWh nella fattispecie, che potrebbero crescere fino a 100. La dotazione prevede inoltre l'ormai immancabile (su questo livello di auto) sistema di guida automatico o giù di lì, e un'interfaccia di azionamento molto user friendly, basata su comandi vocali e movimenti. Nessun leak sul prezzo, ipotizzabile però nell'ordine dei 100 K $, mentre Lucid dichiara una produzione prevista in 130.000 auto l'anno. Gli facciamo gli auguri?
Una Bestia più gentile
The Beast, la bestia. Così si chiama l'auto (quella qui sopra) costruita l'anno scorso dal californiano Ferris Rezvani, basata sul telaio di una Ariel Atom e motorizzata a 300, 500 o 700 (Beast X) cavalli. Considerata l'essenzialità di una Atom, anche la Beast segue la stessa filosofia: niente porte, niente tetto e un 4 cilindri di derivazione Honda (?) turbocompresso di bestia. Per attirare più clienti, però, Rezvani ha pensato a una versione più docile, che offra dunque porte e tettuccio asportabile e che sia adatta, come suggerisce il primo dei due teaser rilasciati, anche a un "certo ambiente". La particolarità delle porte è però quella di una struttura scorrevole come sui furgoni, ma in avanti, soluzione molto originale che però ho il sospetto aggiunga non pochi chili al totale. The Beast Alpha, questo il nome della neonata sportiva, sarà presentata ufficialmente il 16 novembre prossimo con una dotazione interna decisamente più completa, che prevede clima, controlli elettronici della dinamica di guida e rivestimenti più adatti a una signora. Nessuna notizia ufficiale sul propulsore e i dati prestazionali, ma è lecito si tratti ancora del 2.4 turbo con cambio manuale a sei marce o sequenziale in optional. Trazione posteriore, che domande!
03 novembre 2016
Da qui in poi si passa direttamente ai razzi
Mentre Toyota cincischia da alcuni anni sulla nuova GT-86 e sul vociferato (e richiesto) aumento di potenza del boxer di origine Subaru (ma anche no), i preparatori si sbizzarriscono a installare sull'ottima scocca della sportiva a trazione posteriore i motori che ci vogliono. Dopo l'exploit australiano di agosto, ecco ora un'altra esagerazione, stavolta a stelle e strisce. Ci ha pensato la Huddy MotorSports, che ha rimpiazzato il due litri boxer originario con un V8 di 4,5 litri Ferrari, quello della 458 Italia per la precisione. 570 cavalli sui circa 1.200 kg (ma saranno di meno visti gli alleggerimenti) della GT-86 fanno meno di mezzo chilo per cavallo, roba da eclissare la Koenigsegg One:1. Gli scarichi laterali anteriori sono la chicca, fiammate comprese. Comunque, spero per l'integrità del motore che quando hanno girato il video fosse già in temperatura: sgasare a freddo in quel modo non è certo il miglior viatico per una lunga durata.
Volvo insegue lo stile (interno) Rolls
Volvo aggredisce il segmento del lusso estremo con questa S 90 Excellence, destinata al mercato cinese. OK, la linea è un po' Audi (peraltro sempre un must in Cina), ma l'interno è davvero esagerato, sia per la qualità dei materiali, sia per le soluzioni destinate al comfort, alcune delle quali decisamente "orientali", vedi il ripostiglio per le scarpe integrato in quella che Volvo chiama Lounge Console, collocata al posto del passeggero anteriore. Va da sé che questa S 90 vada guidata dall'autista, che però deve condurre con molta souplesse per evitare che il contenuto della cristalleria Orrefors, fornita con l'auto, vada a macchiare gli interni chiari. La consolle tra i sedili dietro contiene infatti un refrigeratore e un piccolo microonde per riscaldare il contenuto di una tazza, optional
utile nelle interminabili code che contraddistinguono il traffico nel Celeste impero. L'auto sarà presentata tra due settimane al salone di Guangzhou; ne è previsto l'import in Usa ma non in Europa. Costo attorno ai 100.000 euro.
02 novembre 2016
Mercedes torna in linea
Vent'anni fa circa la Casa della stella decise di passare per i suoi motori di gamma intermedia dal 6 in linea al V6. Questioni d'ingombro, di crash test, di maggiore rapidità di risposta, si disse. Ma i tempi cambiano, le cose anche e la nuova generazione di motori prevede proprio l'architettura scartata in passato. Una gamma modulare che prevede tre versioni a benzina e due Diesel, con cilindrata unitaria di 500 cm3 e architetture a 4 o 6 cilindri, più il V8 sviluppato da AMG. C'è tanta nuova tecnologia in questi motori, che sono a norma del secondo step della Euro 6 e vantano potenze specifiche attorno ai 100 kW/litro: impianti di trattamento gas di scarico con urea per i Diesel, assistenza elettrica incorporata con impianto elettrico a 48 V e deattivazione di alcuni cilindri a bassi carichi per i benzina, filtri antiparticolato per entrambe le serie. Già, perché ora si è scoperto che anche la benzina (specie con con l'iniezione diretta) produce microparticelle. Ma innanzitutto una valutazione d'impatto. Questi motori sono imponenti, soprattutto i Diesel e la scelta della disposizione in linea sui 3 litri è dovuta proprio a un problema dimensionale. Il complesso impianto di trattamento dello scarico, infatti, che arriva a costare il 40% del costo complessivo dell'unità, avrebbe reso un V6 troppo largo per il vano motore, senza contare il minor costo di produzione data l'unica bancata. Sulla destra dei due motori a gasolio, di 2 e 3 litri, troneggiano quindi i sistemi di riduzione degli inquinanti e del particolato, con complesse tubazioni di ricircolo che rendono le unità quasi una scultura. L'unità OM 654 a 4 cilindri eroga 195 CV a 3.800 giri, con coppia massima di 400 Nm tra 1.600 e 2.400 giri, è tutta in alluminio e ha canne trattate al Nanoslide (per ridurre l'attrito), con pistoni in acciaio e una nuova camera di combustione a gradino. La OM 656 ha cilindrata di 3 litri e potenza di 313 CV con oltre 650 Nm, utilizza il variatore di fase Camtronic per attuare una sorta di EGR supplementare e accelerare il riscaldamento dei catalizzatori e dispone di due turbo in sequenza. Si chiamano invece M 264 e M 256 i motori a ciclo Otto, che impiegano l'impianto elettrico a 48 che consente di azionare indipendentemente la ancillaries e di fornire una potenza supplementare fino a 20 CV all'albero oltre allo start&stop, mediante l'alternatore a cinghia sul 4 e integrato sull'albero nel 6. Quest'ultimo, dotato di un turbo elettrico in sequenza a quello tradizionale, eroga 408 CV e oltre 500 Nm; secondo soltanto ai 476 CV e 700 Nm del neo V8.
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