10 febbraio 2016

Honda a Ginevra



Altra novità da salone, ecco la Honda Civic 5 porte che rappresenta il riavvicinamento del marchio jap ai modelli di stampo europeo. Ancora nessun dato specifico, tranne che la produzione è prevista per il 2017, che sarà prodotta negli stabilimenti britannici e che sarà una world car per tutti i continenti. A Ginevra vedremo anche la Clarity a fuell cell a idrogeno, 5 posti e autonomia di 700 km, la versione europea della Acura NSX ibrida con il cambio a 9 marce e la concept Keenlight, che prefigura la nuova versione della Jazz.

Problemi con l'urea per le VW Usa



La VW potrebbe essere coinvolta in un'altra questione riguardante l'inquinamento, questa volta però non basata su trucchi o scappatoie riguardanti le prove di emissione ma piuttosto sulla durata

nel tempo e sull'efficienza del sistema anti-inquinamento. Su molte VW e Audi Diesel vendute negli Usa, infatti, è presente il sistema SCR per la riduzione catalitica degli NOx, che come sappiamo sono la paranoia degli americani. Il sistema è complesso e costoso e si basa sull'iniezione di un composto a base di urea, l'AdBlue, che ha la funzione di catalizzatore nel processo. Bene, il dispositivo è garantito per 3 anni o 36.000 miglia, circa 58.000 km, ma pare la statistica dica che si schianti a 50.000 miglia (80.000 km) o 4 anni, appena un filo dopo la scadenza della garanzia. Gli automobilisti Usa sono abituati a pretendere la massima affidabilità dalle loro auto e se  mettiamo in conto che il replacement del pezzo costa un bel 1.000 dollari si capisce come la cosa faccia imbestialire i proprietari coinvolti, usi ad alti chilometraggi particolarmente con un carburante che nella maggior parte degli Stati costa più della benzina e che ha quindi proprio nel basso consumo sulle lunghe percorrenze il suo atout. Pare che l'NHTSA si stia interessando alla cosa...

Generazione di fenomeni





Puntuale come il Super Bowl, ecco un aggiornamento della Camaro, che debutta domani al salone di Chicago. Le vetture sono equipaggiate con il pacchetto 1LE, la cui storia risale al 1989, ma che è stato rivisto e aggiornato per l'anno corrente. che rende la sesta generazione della più espressiva delle muscle car Usa particolarmente adatta alla pista. Sulle versioni 3.6 litri V6 c'è il settaggio sportivo delle sospensioni, freni Brembo con pinze a 6 pistoncini e pneus ad alta aderenza, capaci di uno 0,97 g di accelerazione laterale. Dentro sedili Recaro e un data recorder per i giri on track. Sulle V8 le sospensioni elettroniche e il (solito ma diffusissimo) trucco del finto autobloccante basato sul frenare della ruota che slitta (niente a che vedere con l'attrezzo meccanico); comunque qui la tenuta sale a 1g, sempre con le gommone, i Recaro  e il data recorder. Ruote da 20 pollici di serie e cambio con leva a movimenti ravvicinati; automatico niet. Sui motori, però, no improvement: i 340 CV del V6 e 461 del V8 per Chevy bastano. Così come nessun dato prestazionale; viene solo dichiarato che il tempo sul giro a Willow Springs (California) della V6 è lo stesso della vecchia V8, mentre quest'ultima pare vaporizzare la precdente SS. Insomma un'auto fenomeno a quanto pare, il cui costo per ora non è stato dichiarato.

09 febbraio 2016

Sulle 7 la M è di Alpina



Quando BMW ha deciso di non sviluppare una M7, voleva lasciare spazio alla Alpina, la Casa specializzata in elaborazioni sulle vetture bavaresi a lei legata da lungo tempo. Visti i ridotti numeri in questo segmento, la logica c'è. E la nuova B7 BITURBO ne è la prova: il V8 da 4.4 litri è stato potenziato fino a 608 CV, con una coppia massima di 800 Nm. La versione prescelta per l'elaborazione è quella a passo lungo; la trazione è integrale con il sistema xDrive e il cambio è l'abituale automatico ZF a 8 rapporti, rivisto nella logica per rendere più rapidi i passaggi. Le sospensioni autolivellanti fanno scendere automaticamente di 2 cm l'assetto ad alta velocità, le ruote sono da 20 pollici con l'opzione dei cerchi da 21. Tutto sommato un'auto classica nell'aspetto, ma visto quanto sia cattivo il motore da 560 CV della M5, posso immaginare quanto sia gratificante "pompato" a 600, pur con l'ammortizzamento dei passaggi di marcia gestiti dal convertitore. Grazie alle modifiche, la limo scatta da 0 a 100 in meno di 4 secondi e ha una V max che sfiora i 320 orari. Il prezzo è di 147.300 euro, nemmeno troppi, e il consumo medio di 10,4 litri/100 km, decisamente poco realistico a mio parere ma senza dubbio un dato marginale per gli acquirenti. Debutto giovedì al Chicago Auto Show.

Subaru XV Concept a Ginevra





Mentre è già in produzione la Subaru XV modello 2016, che a fronte di una serie di cambiamenti estetici esterni (griglia, paraurti, fendinebbia, luci a led, cerchi) e interni (più metallo al posto della plastica), vanta anche modifiche allo chassis che la rendono più stabile e rigida, è stato diffuso un teaser della nuova XV, che debutta a Ginevra tra meno di un mese. La Subaru XV Concept pare aver saltato il fosso e prefigurare una vettura di produzione decisamente più aggressiva della attuale, mentre per ciò che attiene i gruppi meccanici non si annunciano novità di rilievo. In diretta il 1° marzo.

08 febbraio 2016

La FF diventa GTC4 Lusso













C'era una volta la Ferrari FF, quella con il complicato sistema di trazione integrale che prendeva il moto per le ruote anteriori dalla parte davanti del propulsore (con risultati un po' deludenti, a dire il vero, quanto a equilibrio della trazione sullo sdrucciolevole). Fine della storia, o quantomeno del nome: FF lascia il posto a GTC4 Lusso, che aggiunge alla 4x4 le ruote sterzanti posteriori. Il motore è ancora il V12 da 6.3 litri che ora eroga 690 CV con una coppia massima di 697 Nm, l'80% della quale (558 Nm) erogato già a 1.750 giri. Le prestazioni sono ovviamente elevatissime: 0-100 in 3,4 secondi e una velocità massima di 335 km/h, mentre il sistema di trazione integrale è stato ottimizzato per la guida su superfici a bassa aderenza, mantenendo però la sua struttura atipica. Interno ridisegnato, sempre 2+2. La vedremo a  Ginevra.

Solo cattive da Kahn










Si chiama Kahn (nome da Star Trek, non trovate?) ed è un carrozziere british che si è fatto notare agli ultimi saloni per le elaborazioni su Land e Range Rover, che sotto le sue cure assumono connotati da vettura blindata molto made in Russia. Per la ormai vicina kermesse elvetica, invece, ecco una sportiva nel vero senso della parola, la WB 12 Vengeance (il nome è tutto un programma, chissà se ha le mitragliatrici incorporate), sviluppata nel corso del 2015 e ora pronta al debutto. La base è una Aston Martin DB9 che grazie alla cura diventa decisamente più aggressiva; la carrozzeria è realizzata interamente a mano in alluminio, mentre l'interno è stato ridisegnato per aderire maggiormente al look più cattivo. Il video è stato colto durante i test sul circuito di Millbrook. Prezzi (altini) a richiesta.



Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...