03 febbraio 2016

E' ancora Super Bowl








Tra quattro giorni si svolgerà il Super Bowl 50, quest'anno tra Carolina Pathers e Denver Broncos a Santa Clara, California, e come al solito i diversi costruttori si affannano a girare spot per colpire il pubblico. Come ci riescano con questa roba, sinceramente non lo so, ma d'altra parte basta ascoltare cosa dicono i candidati alla presidenza nei loro comizi per farsi un'idea di come si riesca a far breccia (o almeno si tenti di farlo) nel cuore degli yankee. Qui tre commercial, di MINI, Hyundai e Honda. Il primo pieno di celebrità (io confesso di riconoscere solo Harvey Keitel) e il secondo altrettanto pieno di simboli ma tutti con la faccia del canadese Ryan Reynold, Lanterna Verde, per gli amanti dei film Marvel. Nello spot Honda invece, le star appartengono al mondo animale. Vuoi vedere che è perché riguarda il nuovo pickup Ridgeline? No comment, enjoy.



02 febbraio 2016

Pannelli vegetali per le auto di domani



I ricercatori dell'istituto universitario di Mie, in Giappone, hanno sviluppato un materiale composito costituito da cellule vegetali e resina sintetica che ha ottime caratteristiche meccaniche ed è ignifugo. Quest'ultima caratteristica, in particolare, lo rende ottimale per l'industria aeronautica ma anche per i trasporti pubblici in genere, mentre la facilità di composizione del materiale e la maneggiabilità senza rischi per l'apparato respiratorio ne rende l'uso industriale più conveniente rispetto alla fibra di vetro. Il materiale è stato chiamato LNCC, lignofenolo-cellulosico composito; si ottiene in pochi minuti da una reazione chimica tra le cellule vegetali e la matrice plastica ed è completamente biodegradabile, il che lo rende ideale nella progettazione di parti per auto, che secondo le nuove normative devono prevedere anche possibilità e costi di smaltimento a fine vita. Tentativi in questo senso sono stati svolti anche da altri centri di ricerca, ma sinora non si era sciolto il nodo della solubilità in acqua della parte vegetale a fronte dell'insolubilità della resina.

Autonome personalizzate



I fautori della guida autonoma sono spinti a tale scelta dalla necessità di trovare per l'automobile un futuro che regga all'impatto del cambiamento sociale e (questo è però tutto da vedere) dalla necessità di rendere la circolazione più sicura riducendo il numero di incidenti. Personalmente provo un certo malessere al solo pensiero, ma forse è soltanto perché sono troppo vecchio e/o troppo appassionato per accettare un ruolo passivo al volante. Però qualche ragione ce l'ho, quantomeno alla luce della recente ricerca in corso di svolgimento da parte del gruppo Jaguar-Land Rover. Nell'ambito di un progetto multimilionario sulle auto a guida autonoma, il brand è arrivato infatti alla conclusione che occorra alle future auto self driving un comportamento più umano che robotico. Il conducente deve infatti fidarsi ciecamente del computer per affidargli la guida (e la sua vita) e ciò è molto più facile se il sistema adotta uno stile nel quale egli si possa riconoscere. A tale scopo un certo numero di dipendenti del gruppo conduce auto dotate di sistemi di registrazione del comportamento, della postura, della tipologia di guida nel traffico di Londra, indugiando particolarmente nelle situazioni più "qualificanti": traffico intenso, code, ingorghi e cattive condizioni meteo. Non so quindi se dovremo attenderci computer che insultano gli altri oppure gare al semaforo, ma è certo che qualcuno comincia a rendersi conto che tra fantascienza e realtà occorra mediare. E che per far sborsare una barcata di soldi agli automobilisti prossimi futuri si debba almeno considerare come la pensano loro.

Neo Icona in cerca di realtà















Il marchio torinese Icona è specializzato in progettazione e concept e la creazione più recente è stata la Vulcano, prima auto realizzata interamente in titanio, motorizzata con un V8 da 1.000 CV progettato dall'ing. Lombardi (ex Ferrari, ex Lancia) e presentata al concorso di eleganza di Pebble Beach l'anno scorso. Ora però l'azienda salta il fosso con la Neo, vettura a propulsione elettrica con la particolarità delle ruote che incorporano il motore, come dire meno complicazione al prezzo di masse non sospese decisamente più importanti. Ma con una potenza complessiva attorno ai 30 CV va bene anche così: la Neo è infatti una concept destinata all'uso urbano, che attende qualche costruttore interessato al progetto per prendere corpo nella realtà.

01 febbraio 2016

La prima NSX venduta all'asta



C'è voluto un anno perché la prima NSX della nuova serie sia arrivata finalmente sul mercato. Come annunciato, il debutto è avvenuto con il brand Acura, la divisione Usa della Honda, quella che nella fase iniziale di commercializzazione i manager nipponici ritengono sia in grado di assicurare il maggior numero di contratti. La prima Acura NSX, dunque, è stata acquistata da Rick Hendrick, proprietario dell'omonimo team Nascar per la bellezza di 1.2 milioni di dollari, che verranno tutti donati in beneficenza a favore di due strutture pediatriche. L'asta, che si è svolta la settimana scorsa a Scottsdale, in Arizona, ha perciò fatto registrare il record della più alta offerta mai fatta per l'acquisto in beneficenza di una "numero 1". La vettura sarà ospitata nella collezione privata di Hendrick; adesso aspettiamo le altre.

Stop Toyota in Giappone



Toyota potrebbe fermare la produzione nelle unità produttive all'interno del Paese dalla fine di questa settimana. Ciò a causa della probabile interruzione nella fornitura di acciaio da parte della Aichi Steel, causata da un incidente avvenuto nello stabilimento ove sono realizzate per il marchio le componenti necessarie al montaggio delle auto. Da tempo le aziende lavorano senza magazzino e sono quindi esposte al rischio dell'interruzione di fornitura; nel caso specifico il danno causato alla Aichi Steel è di notevoli proporzioni ed è probabile che che le difficoltà di delivery andranno avanti a lungo. Il blocco della fornitura è perciò un ostacolo all'aumento della produzione, nelle intezioni del brand che nel 2016 vorrebbe superare nettamete i 10 milioni di unità.


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Da inizio febbraio la Toyota potrebbe sospendere temporaneamente la produzione di
automobili nei suoi impianti giapponesi, a causa di un grave problema
accusato da uno fra i suoi fornitori. L’inizio delle vicissitudini
risale all’8 gennaio: in quel giorno si verifica un’esplosione presso lo
stabilimento della Aichi Steel a Chita, nella parte centrale del
Giappone, dove si provvede alla realizzazione di speciali componenti in
metallo. La notizia è stata confermata dalla Toyota e potrebbe avere
gravi ripercussioni sulla fornitura a breve termine di nuove automobili,
visto che l’azienda realizza in patria il 46% circa della produzione a
livello mondiale: fra i modelli costruiti in Giappone, ad esempio, c’è
la nuova Prius (nella foto).


 


VALUTAZIONI CONDIVISE - “Per il momento c’è a disposizione una quantità sufficiente di metallo per
soddisfare la domanda fino al 6 febbraio” il commento di un portavoce
della Toyota, sentito dall’agenzia Reuters. “Dopo questa data valuteremo
di giorno in giorno le condizioni del nostro fornitore e prenderemo
scelte in accordo”. Il portavoce ha confermato che l’azienda ha
cancellato gli straordinari previsti dal 1 al 6 febbraio ed i turni in
quel nel fine settimana. Al momento non è chiaro quando la Aichi Steel
riuscirà a normalizzare la situazione, ma è probabile che le difficoltà
non si risolveranno prima di marzo. Nel 2015 la Toyota ha prodotto 4,13
milioni di vetture in Giappone, per una media giornaliera di circa
14.000 unità. Lo stop potrebbe influire sugli obiettivi annuali: la casa
prevede di costruire quest’anno 50.000 automobili in più rispetto al
2015 (da 10.15 a 10.2 milioni).

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Chapeau!





C'è chi compra la versione integrale perché con la posteriore sulla neve si pianta; parlo in genere delle auto con le ruote dietro che spingono. C'è chi invece sulla neve fa i numeri con una 911 da corsa, una 911 SC RS, per la precisione, costruita negli anni '80 ma ancora bella tosta su circuito. Patrick Simon è tra questi e nel video è all'attacco di un Nurburgring coperto di neve (quella che da noi si vede con il binocolo). Quel che è certo è che Patrick deve conoscere il Ring alla perfezione, perché in certi tratti occorre proprio "indovinare" dove sia la pista.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...