29 gennaio 2016

This is the end...



La Defender, la Land Rover, come una volta si chiamava solo l'auto e non il marchio, ha terminato la sua lunghissima stagione produttiva. Una carriera decisamente internazionale e durata 68 anni, che ha visto la vettura sugli scenari più disparati e costruirsi mano a mano una reputazione basata non proprio sulla solidità a tutta prova ma piuttosto su versatilità, disponibilità di ricambi e accessori e grande diffusione. Tutti la conoscono, nella sua proteiforme evoluzione che ha mantenuto la grande riconoscibilità, e moltissimi sono saliti a bordo un volta o l'altra, nelle occasioni più disparate. Insieme al Maggiolino e alla 2 CV un'icona del dopoguerra, ma con il merito aggiuntivo di aver sdoganato le fuoristrada anche per l'uso quotidiano e in un certo senso aver indicato la strada a tutte le crossover che attualmente saturano il mercato. La sostituta, di cui si parla da tempo, non arriverà prima del 2018 e sarà impostata a grandi economicità d'uso e di produzione.

Upgrading per la Huayra



Prestazioni e potenza delle diverse ipercar continuano a crescere, risvolto di marketing techno per piccoli (ma assai ricchi) costruttori impegnati a spartirsi una nicchia di mercato che (complice la crisi del petrolio) diventa sempre più piccola. Così anche i dati tecnici e prestazionali di una Pagani Huayra nell'ottica odierna sono diventati "normali" e per mantenere il punto occorre un upgrading. Che arriverà a Ginevra con la Huayra BC, che dovrebbe superare di parecchio i 730 CV e 1.000 Nm della versione normale. Modifiche anche alla curatissima aerodinamica della vettura, con spoiler, diffusori e profilature adattate alle maggiori performance. Si tratterà comunque di una stradale e non di un'auto da pista come la Zonda R. Per inciso, ritengo difficile la sigla abbia riferimenti alla comune datazione storica oppure alle strisce di Johnny Hart.

28 gennaio 2016

Nasce elettrica la nuova Mehari









Sono certo che più o meno tutti possano pensare a un'auto che hanno sempre voluto ma mai posseduto; parlo di vetture "potabili" e non di dream car, intendiamoci. Beh per me il concetto è espresso pienamente dalla Citroën Mehari, la buggy all'europea. Quando facevo l'università ne avrei voluta una per farci le vacanze e viverla come un giocattolo da grandi, ma dommage, per molteplici ragioni non ce l'ho fatta. Logico dunque che la notizia di Citroën che ripresenta una Mehari a Rétromobile (che si svolge a Parigi dal prossimo 3 febbraio), la EMehari, elettrica, come suggerisce il nome, abbia per me grande interesse. La struttura dev'essere più complessa per ottemperare ai vari test di sicurezza (offset, pedoni etc.) ma lo spirito è ancora lo stesso: interni a prova d'acqua, carrozzeria in materiale plastico, 4 posti e aria aperta a volontà. Il motore e gli accumulatori vengono dalla Bolloré e attendo maggiori notizie sulle caratteristiche; comunque sarà in vendita a primavera. Bisognerà vedere se la scelta della propulsione elettrica consentirà all'auto la versatilità dell'antenata (chissà se si può fare una corsa sulla spiaggia) che era il suo atout principale, ma questa potrebbe essere la volta buona. Per me intendo.

DB11 in passerella a Ginevra



Ancora Ginevra. Ora tocca alla Aston Martin, che porterà su quel palcoscenico la DB11, della quale sono comparse le prime foto sul sito olandese autojunk.nl. Saltata dunque la DB10, che vista l'esigua produzione ha guidato in pratica solo James Bond, la nuova vettura mostra di riprenderne le linee eleganti e slanciate, che coprono una nuova piattaforma sviluppata per ospitare tanto un V12 biturbo da 5.2 litri quanto il  V8 di 4 litri, sempre biturbo, di provenienza AMG. A breve notizie più precise.

27 gennaio 2016

Borwgward raddoppia a Ginevra







All'ultimo salone di Francoforte, denso di novità, c'era anche la rinata Borgward, marchio che gli anni '50 produceva la Isabella e ora, sotto l'egida di un capitale cinese, rientra sul mercato (tra poco, dicono) con la BX 7, Suv dalla linea un po' Porsche (dietro e di fianco) e un po' Buick (davanti, e questo non va bene perché Buick e Lincoln sono decisamente bolse e deprimenti come modello stilistico). Bene, per Ginevra sembra che il brand abbia intenzione di raddoppiare con un'altra Suv, oppure con una versione plug-in della BX 7. Non state nella pelle? Vi capisco, ma pensate che i vertici del marchio hanno pianificato una produzione dalle 500.000 unità in su, la maggior parte delle quali vendute in Cina. Paese che però ultimamente vede un po' in flessione il segmento delle luxury di provincia, quello elettivo della BX7. Speranze che prima o poi il marchio torni a progettare auto creative come la Goliath sports coupé del '51, con un due tempi a iniezione diretta di 845 cm3 da 36 CV, poche.

Debuttano le 718 con il 4 cilindri





E dopo le anticipazioni, eccole dal vero. Sono le 718 Boxster e 718 Boxster S di Porsche, le prime 4 cilindri del nuovo millennio prodotte dalla Casa di Zuffenhausen. Riuscirà l'aumento di potenza di 35 cavalli a superare "lo scorno" di un 4 cilindri contrapposti, pur turbo, su una Porsche dell'ultima generazione? Tutto da vedere, ma sulla carta dati tecnici e potenza hanno fatto un netto salto in avanti. 300 CV e 380 Nm tra 1.950 e 4.500 giri per la "normale" con il motore di 2 litri, 350 CV e 420 Nm tra 1.900 e 4.500 giri per il 2.5 della S; sono valori notevoli in assoluto che consentono alle doppietta di stare ampiamente sotto i 5 secondi sullo 0-100: rispettivamente 4,7 e 4,2 secondi con il pacchetto Sport Chrono con V max di 275 e 285 km/h. Disponibile il trasferimento della più recente tecnologia Porsche sui nuovi modelli: dalle sospensioni attive al cambio a doppia frizione PDK, dall'infotainment ai fari bixeno. Sulla S, inoltre, il turbocompressore è del tipo a geometria variabile, soluzione comune sui motori Diesel ma finora riservata "in Casa" solo alla 911 Turbo e che richiede materiali costosi data l'alta temperatura di lavoro della turbina; la progressività della spinta migliora così notevolmente, avvicinando l'erogazione del 4 a quella più rotonda di un 6. Sul mercato dalla fine di aprile a 56.213 e 69.176 euro. Ah, se vi interessa, grazie al 4 i consumi sono scesi.

Torna la GT dellla Opel













Dopo il teaser di due settimane fa, ecco la macchina. Parlo della Opel GT che debutta a Ginevra. Look decisamente aggressivo per le abitudini del marchio, ma con un andamento morbido delle linee che riconduce all'antenata con lo stesso nome; in definitiva un ottimo connubio di design tra il revival e il futuro, con un tocco di Corvette che non guasta. Le porte incernierate sul passaruota e il tetto senza soluzione di continuità con il parabrezza sono una altro must che potrebbe entrare in produzione, mentre la grande attenzione all'aerodinamica è sottolineata dall'assenza di appendici esterne sulla carrozzeria: niente maniglie, né retrovisori e neanche tergicristalli, sostituiti da touch pad (apertura porte) e telecamere con monitor ai lati del cruscotto (retro), mentre non è chiaro cosa si adotti al posto dei tergi (getto d'aria?). Il motore anteriore è arretrato per concentrare i pesi: si tratta di un piccolo tre cilindri turbo da un litro di cilindrata derivato dall'aspirato già in uso sulla gamma che eroga 145 CV e 205 Nm. Agisce tramite un cambio sequenziale azionato da palette al volante e un differenziale autobloccante sulle ruote posteriori e grazie al peso attorno alla tonnellata garantisce uno 0-100 in meno di 8 secondi e una V max di 215 km/h. Una sportiva "a portata di mano", quindi, con costi di gestione abbordabili, prestazioni che definirei "adatte" ai limiti in vigore e un prezzo che se ben posizionato potrebbe fare la differenza tra il successo e la nicchia. A completare la dotazione i gruppi ottici a led; gli anteriori con il sistema a matrice che elimina la differenza tra abbaglianti e non. Certo attualmente il marchio non dispone di una piattaforma adatta alla produzione in serie di una vettura a trazione posteriore, ma il lancio di auto come la 124 spider e la MX-5 potrebbe spingere il management a intraprendere questa strada.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...