11 dicembre 2014
Iniezione di cavalli per la JCW
Il nome Cooper evoca le Mini d'annata toste, quelle da Rally di Montecarlo che per accenderle dovevi appena toccare l'avviamento altrimenti si ingolfavano subito. E quando le nuove MINI hanno acchiappato il termine (nome e cognome con l'aggiunta hi tech di Works) è stato per fornire una tutto pepe davvero all'altezza delle sue nobili antenate. Motore potente, ma soprattutto cattivo nelle risposte; insomma quello che manca totalmente anche in molte auto molto fornite in cavalli dalla Euro 4 in su. Ora arriva la nuova serie, che impiega un 2 litri potenziato del 30% (231 CV da 5.200 a 6.000 giri e 320 Nm da 1.250 a 4.800 giri) con la tecnologia TwinPower turbo, che prevede turbocompressore twinscroll (con un condotto per ogni coppia di cilindri), iniezione diretta ed eliminazione della farfalla sostituita dall'alzata variabile delle valvole, oltre al doppio variatore di fase. Cambio manuale a sei marce (in optional lo Steptronic pure a sei con paddles al volante), freni Brembo e cerchi da 17, più tutta la carrettata di sistemi di sicurezza, che per divertirti devi rigorosamente escludere. Look molto riconoscibile ( le John Cooper Works sono poco discrete di default) e interni dedicati completano la dotazione. Presentazione ufficiale al salone di Detroit in Gennaio.
10 dicembre 2014
La prima Porsche elettrica?
Nel 2012 Porsche presentò al salone di Parigi questa Panamera Sport Turismo, sorta di CLS Shooting Brake alla maniera di Stoccarda (località peraltro condivisa con Mercedes). Il progetto sinora è stato lettera morta, ma con l'avvicinarsi dell'avvicendamento della Panamera potrebbe essere preso nuovamente in considerazione, basato questa volta sulla nuova versione della piattaforma MSB. L'obiettivo nel mirino però non sarebbe soltanto quello di realizzare un'avversaria delle BMW Serie 5 di grossa cilindrata anche in versione station, ma anche di fronteggiare il successo tutto tedesco della Tesla Model S e ciò grazie a una versione elettrica dell'auto. Porsche sta sfruttando a fondo tutto il suo bagaglio tecnologico per realizzare una scocca ultraleggera in alluminio idroformato e acciaio ad alta resistenza che riduca sensibilmente il peso della vettura finita (quella elettrica intendo) molto al di sotto delle 2 tonnellate (la Tesla pesa 2.190 kg), mentre per la propulsione è in sperimentazione un motore sincrono a corrente alternata che dovrebbe fornire una potenza attorno ai 420 CV e una coppia di spunto di 600 Nm, sufficienti a tritare buona percentuale delle trasmissioni esistenti e a dare alla Panamera 2 un'accelerazione da vera Porsche. Le batterie saranno al litio, non si sa ancora associato a cosa (litio-aria?) e l'autonomia di circa 400 km. Nessuna notizia sulla ricarica che però, per competere con Tesla, deve prevedere anche un sistema rapido ad alta intensità come quello fornibile dalla Casa californiana.
Suv coupé crescono
La strada aperta da BMW con la X6 fa proseliti anche nella concorrenza, pur con notevole ritardo. Mercedes ha divulgato le foto della nuova GLE Coupé, vettura basata sulla scocca della ML che sarà messa in vendita a partire dalla prossima estate. Bella? Bah, sarà anche questione di gusti, ma se devo perdere dello spazio (soprattutto in altezza) su un'auto di grande stazza forse sarebbe meglio acquistassi una coupé vera. Comunque la gamma spazia tra 258 e 367 CV, quindi sono previste anche versioni sportive, le tradizionali versioni AMG. Che qui, tra l'altro, debuttano anche in una linea di modelli la cui ispirazione è pure targata BMW: le AMG Sport, infatti, copiano fedelmente il concetto M Performance e sono destinate ad allargare la base d'utenza delle esclusive AMG pure. In sordina, comunque, il downsizing motoristico del brand prosegue: la GLE 450 AMG, quella da 367 CV, adotta un V6 biturbo di 3 litri. Ma niente paura, la GLE 63 AMG con il V8 da 5,5 litri biturbo che può arrivare a 585 CV è prevista in gamma; solo un più avanti.
Contenti loro...
Mia nonna diceva: "Se i soldi andassero solo a chi se li merita il mondo sarebbe spopolato". E a guardare il video di queste tre Lamborghini Aventador impegnate in un flame contest notturno in quel di Miami si avverte la verità di quell'assunto. Va' se vale la pena di avere la money per una Lambo per poi divertirsi a 'sto modo. Comunque, c'è da dire che negli Usa le fiamme dallo scarico sono oggetto di una sorta di culto da parte di certe persone; vendono addirittura degli appositi kit a propano da applicare su ogni tipo di auto. Vista all'europea: pensate a una Dacia che spara fiamme...
05 dicembre 2014
Gli Usa all'attacco dei consumi UE
A chi non è capitato di constatare quale enorme differenza ci sia tra i consumi dichiarati dalle Case in base al ciclo UE e quelli reali? L'argomento è entrato anche nel mirino degli americani: la Commisione Federale Trasporti e Ambiente, infatti, ha dichiarato che il ciclo europeo, NEDC (New European Driving Cicle) non descrive adeguatamente i consumi delle auto per il suo forte distacco dalle reali condizioni di guida. Le differenze (cioé i consumi artificialmente migliorati) sono destinate a crescere con il passare del tempo: se nel 2001 erano dell'8%, avevano raggiunto il 31% nel 2013 e in assenza di cambiamenti toccheranno il 50% nel 2020. Come mai tanto interesse da parte degli yankee, direte. Semplicemente perché dalle risultanze dei consumi dipendono anche le emissioni ufficiali di inquinanti, che valgono anche nei Paesi di esportazione, oltre al fatto che i consumi sono sempre più un argomento per far presa anche in Usa sulla clientela. Comunque, è allo studio un rimpiazzo, la Worldwide Harmonized Light Vehicle Test Procedure, portata avanti da parte dell'Unione europea, del Giappone e l'India secondo le linee guida di UNECE, il Forum Mondiale per l'Armonizzazione delle Regolamentazioni sui Veicoli, che dovrebbe essere completata nella sua ultima stesura nel 2015 e dovrebbe sostituire la normativa attuale entro il 2017. Ma sotto sotto le Case tentano di resistere, per loro dichiarare meno è sempre un vantaggio.
Con Volvo sicuri anche in fuoristrada
La Volvo XC90 è la prima auto al mondo a disporre di un sistema di sicurezza studiato specificamente per l'off road. Il funzionamento dell'apparato si basa sul concetto di tenere saldamente in posizione gli occupanti del veicolo e di assisterli con un esclusivo sistema di assorbimento di energia incorporato neli sedili. Attualmente non esiste una regolamentazione che stabilisca gli standard di sicurezza nella marcia fuoristrada; di qui lo studio svolto da Volvo che, nell'ambito del progetto Vision 2020 che ha l'obiettvo di eliminare ogni possibile causa di incidente dalle proprie auto per quella data e dall'esame delle statistiche, ha desunto come pur a fronte di un calo generalizzato degli incidenti le evenienze di lesioni alla spina dorsale sia nella zona lombare sia in quella toracica non hanno seguito lo stesso trend in discesa, proprio per il contributo degli incidenti in fuoristrada. Di fondamentale importanza dunque la postura dell'occupante durante il sinistro, sulla quale si è concentrata l'azione della Casa. Il sistema prevede una rete di sensori capace di determinare autonomamente se l'auto stia o meno viaggiando off road e, nel caso, di azionare gli innovativi pretensionatori elettrici delle cinture (che si aggiungono a quelli pirotecnici che intervengono negli "normali" urti), capaci di stringerle di 10 cm in 0,1 secondi e di tenere perciò saldamente in posizione il passeggero. C'è poi una struttura ad assorbimento di energia posta tra la base del sedili e il pianale per mediare la violenza di un urto come un atterraggio violento. Le due misure combinate riducono di un terzo le possibile gravi conseguenze di un incidente off road e si aggiungono alla già completissima dotazione di sicurezza della XC90.
04 dicembre 2014
Bello fare il re!
Sappiamo che la promozione di un prodotto è tutto. Se poi il prodotto è una Aston Martin risulta assolutamente di prammatica che il suo lancio venga associato a un nuovo film di James Bond. Eccola qui, dunque, la DB10, che farà il suo esordio con Spectre, prossima pellicola dell'agente 007. La vettura destinata alla produzione sarà allestita specificamente per la bisogna e avrà qualche optional diciamo speciale, che ovviamente non troverà riscontro sulle DB10 di produzione. Comunque il 10 sta per il numero totale di vetture che saranno realizzate, mentre l'auto celebra i cinquant'anni dalla prima collaborazione con il più famoso agente segreto del mondo: la DB5 in Goldfinger, del 1964, una delle pellicole più amate della storia di James Bond. Daniel Craig, il divo attuale, tornerà perciò ad avere il privilegio di divertirsi con una delle più esclusive auto al mondo; viene in mente una frase di Mel Brooks ne "La pazza storia del mondo": "Bello fare il re"! Della DB10 per ora non si conoscono le specifiche tecniche. Si sa però che il suo styling rappresenta il futuro nella tradizione di Aston Martin. Beh, abituarsi non sarà poi così difficile.
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