14 agosto 2014

El coche de Mallorca









Tra i tanti costruttori del primo dopoguerra, ce n'era uno anche alle Baleari. La Casa si chiamava LORYC, fu fondata nel 1920 e già nel 1922 con un modello Speedster riuscì a conquistare un terzo posto alla Le Mans di quell'anno. Chi sia stato a Maiorca sa si tratti di una sorta di colonia tedesca: così un imprenditore teutone là trasferitosi ha deciso di  riprendere il filo con i fasti delle antenate e (ri)fondato nel 2013 la LORYC Mallorca. Bene, direte voi, saranno le solite sportive artigianali costosissime. Niet, non potrebbero essere più lontane da una sportiva. Si tratta infatti di due vetture elettriche che delle antenate mantengono soltanto il concetto di vettura essenziale e leggera. Pesano attorno ai 550 kg, pochi per auto a batteria, e hanno un motore da 20 CV, decisamente inadatto a garantire loro prestazioni esaltanti; accu al litio e autonomia tra 120 e 180 km completano il quadro, per ora, dato che la presentazione ufficiale è prevista per il prossimo Marzo. Con un peso di soli 550 kg vedo assai difficile ottenere una simile autonomia, ma soprattutto trovo che la scelta di produrre la Speedster e la Pickup con un look ben oltre il concetto rétro e dunque perfettamente in linea con le auto degli anni '20 mi sembra un vero azzardo commerciale. Sì, perché a parte il fatto che le orginali erano più carine, l'esborso per l'acquisto si colloca attorno a 45.000 euro. Vi sfido a trovare il cliente tipo.

La Supra!





















Della FT-1, la probabile nipote della Toyota Supra, si parla da tempo, anche prima della presentazione all'ultimo salone di Detroit. Ma in occasione del prossimo concorso di eleganza di Pebble Beach, in questo fine settimana, alla versione corsaiola per Gran Turismo del video, che potrebbe comunque avere un seguito concreto, sono state associate le foto di una variante strada molto reale, che secondo le indiscrezioni sarebbe la versione definitiva della macchina, pronta per la produzione. Buio sulla parte meccanica, valgono le indiscrezioni di cui ho parlato a suo tempo: un 4 oppure un V6, più un sistema ibrido. Dalla finestra sul cofano, tuttavia, il motore parrebbe addirittura un sei in linea e, vista la collaborazione con BMW, la cosa ci starebbe pure. Le solite voci parlano anche di una potenza complessiva salita a 450 CV; resta la trazione posteriore. Il profilo è molto jap, con il solito accavallamento di linee (il troppo stroppia), ma sicuramente ha il suo fascino. La vediamo a Parigi?

08 agosto 2014

Come un tornado











Ieri parlavo di Bugatti, oggi è il turno di un'altra ipercar, la Venom, quella che ha acquistato anche Steven Tyler, leader degli Aerosmith e incredibilmente padre della bellissima Liv. Beh, è pronta l'erede della GT, che si chiamerà F5 e dovrebbe raggiungere i 467 km/h, un filo più della prossima Bugatti. Il nome, lo avrete capito, è preso dalla scala Fujita di intensità dei tornado (i cicloni nostrani) e non a caso rappresenta il massimo, corrispondente a venti fino a 512 km/h. Come si ottiene tutto ciò? Con l'abbassamento del Cx a 0,40 dagli iniziali 0,44 (sono molti, ma se non si agisce sull'aria si decolla a queste velocità) e con un lavoro di affinamento sul V8 biturbo, che ora raggiunge i 1.400 CV, mentre il peso della scocca è fermo, grazie all'ampio uso di carbonio, a 1.300 kg. Con questi numeri tanto Bugatti che Koenigsegg sono surclassate, visto che il rapporto peso/potenza scende a 0,92 kg/CV, di qui un dichiarato (in sordina però) di uno 0-200 in 12,5 secondi. Resta da vedere come sia possibile scaricare tutto quanto sul solo asse posteriore, ma questa è un'altra storia. La F5 sarà presentata entro il 2015 e disponibile per gli acquirenti dal 2016. Prezzo previsto? Sicuramente sopra gli 1,2 milioni di dollari attualmente necessari per una GT.


Fine corsa per i Segway di Shanghai










Vi ricordate il Segway? Sì, la biga ultratechno venuta dagli States che sta in equilibrio da sola e che si guida spostando il corpo nella direzione voluta? Beh, qui da noi non ha avuto molto successo, principalmente a causa del costo proibitivo (più di 6.000 €), ma anche per la poca chiarezza in merito al suo utilizzo: dove si può circolare, sulle strade o sui marciapiedi? Bene, in Cina la diffusione è stata considerevolmente maggiore (là hanno fatto dumping, costano infatti 6.000 yuan, circa 900 €), in particolare nelle aree urbane molto dense. E' il caso di Shanghai, dove però la polizia è intervenuta duramente per limitarne l'uso. Anche nel Celeste Impero, infatti, si lamenta la mancanza di una normativa chiara sull'uso di questi veicoli, ma è divenuta pratica comune viaggiarci sulle trafficatissime arterie cittadine. Un comunicato ufficiale consente ora l'uso dei Segway soltanto nei parcheggi e nelle aree libere dal traffico, dato che - cita il comunicato di Sun Guofu, portavoce della polizia, questi veicoli sono privi di targa e quindi non possono essere classificati come mezzi di trasporto personale. La regolamentazione si applica anche ai monocicli (che possono costare solo 250 €), altro inusuale mezzo diffusosi in Cina, ma per ora non ne proibisce l'uso sui marciapiedi. Forti di ciò, gli importatori locali hanno iniziato una campagna per l'impiego di monocicli e bighe proprio sui marciapiedi, anche se l'elevata velocità raggiungibile (20 km/h), la mancanza di freni e l'incredibile densità del traffico pedonale di Shanghai, genereranno presto una serie di incidenti e probabili nuove restrizioni.




07 agosto 2014

Oltre il limite



Nessuno pensava che Bugatti avesse chiuso con l'estremo. Così, dopo la "convenzionale" Galibier, ecco l'annuncio di una sostituta della Veyron che dovrebbe debuttare nel 2016, ovviamente con un nuovo nome. Nessuna anticipazione sulla carrozzeria, solo che sarà in fibra di carbonio e con un interno molto lussuoso, mentre il motore sarà una riedizione ampiamente rivista del W16 quadriturbo da 8 litri attuale, con l'aggiunta di un sistema ibrido. La scelta è più di marketing che tecnologica, poiché da un sondaggio tra i potenziali miliardari clienti è emerso che l'ibrido è sicuramente più cool. Ma la potenza dovrebbe fare un balzo in avanti, così come le prestazioni: 1.500 CV, uno 0-100 in 2,3 secondi e una velocità massima di 460 km/h, ottenibile sempre con la storia della doppia chiave etc. etc. e ammesso che Michelin sviluppi nuovi pneumatici per la bisogna. Ovviamente la trazione sarà ancora integrale. Lo sviluppo del motore prevede importanti modifiche al sistema di ammissione, con i turbo che potrebbero essere di tipo elettrico (alla VW quando si innamorano di un concetto...) e un considerevole aumento dell'efficienza, utile più che per ridurre il consumo a omologare l'auto secondo la norma Euro 6. Per quanto riguarda il sistema ibrido, è stato sviluppato uno speciale motore in forma discoidale che è alloggiato nel cambio e che viene alimentato da batterie al litio. Nonostante la maggiore complessità, il peso dell'auto dovrebbe rimanere entro i 1.500 kg e fare quindi concorrenza, se così si può dire, alla One:1 della Koenigsegg.

Gasolio a Stelle e Strisce





Sembra proprio che, dopo anni di serie C, le auto a gasolio possano finalmente trovare una collocazione stabile nel grande mercato USA. Lo si evince dall'annuncio di Steve Kiefer, vice presidente GM del dipartimento internazionale gruppi motori, secondo il quale la Chevrolet Cruze sarà la prima di una consistente serie di vetture Diesel del gruppo GM a essere posta in vendita sul mercato yankee. Nessuna notizia sull'unità prescelta, ma sembra che finalmente gli americani si siano accorti che il motore a gasolio ha una forte coppia anche senza impiegare cilindrate mega e che consumi molto meno dei V8 spompati che sono soliti utilizzare (per muoversi a 80 orari, per giunta); di qui la promozione sui Duramax (i pickup) con il 2.8 turbodiesel al posto dell'otto cilindri a benzina. Rimangono però due problemi a ostacolarne la diffusione: scarsa presenza del gasolio nelle aree di servizio non dedicate ai camion e prezzo del carburante maggiore di quello della benzina. Comunque, se c'è un'area dove il Diesel sarebbe logico, quello è certamente il territorio USA; anche se, a fronte di una grande diffusione delle auto Diesel e con l'abituale quantità di rottame circolante nelle città, la vedo dura in futuro con l'inquinamento da particolato.

As time goes by







Le auto evolvono, lo sappiamo. Ma a distanza di anni e senza le vetture lì davanti a ricordarcelo, è maledettamente difficile avere bene in mente quanto sia cambiato un modello. A colmare la lacuna ci ha pensato ebay Motors, con queste variazioni techno sul tema morphing che mostrano l'evoluzione nel tempo di tre modelli che hanno fatto la storia dell'auto, americana per i primi due ed europea per l'ultimo: Chevy Corvette, Ford Mustang e BMW coupé. Della Corvette posso dire che l'evoluzione c'è stata eccome: la prima versione aveva un 6 in linea di 4.6 litri da furgone e un cambio (automatico) a due rapporti, ma una linea che fa ancora il suo bell'effetto. Dell'auto del '53 è rimasta oggi solo la carrozzeria in fibra; il motore V8 fu introdotto nel 1955. Passando alla Mustang, potrei dire che con il tempo ci ha guadagnato: nata come evoluzione sportiva di quel cassone della Falcon, oggi incarna invece perfettamente il ruolo di muscle car. E della BMW, cosa si può dire? Dalla prima coupé alla attuale Serie 4, ogni versione fa immancabilmente invecchiare di colpo la precedente, un effetto senzaltro voluto. Ma resta una sorta di tendenza all'instant classic che non fa perdere dignità anche alle più datate vetture dell'elica azzurra.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...