Torna la De Tomaso, con la promessa di ricreare la magia automotive degli anni '70.
Alejandro De Tomaso, giovane argentino appassionato di corse, si trasferì a Modena nel 1959 per fondare la sua casa automobilistica, iniziando con prototipi da competizione e piccole vetture sportive. Del 1963 la Sports 2000, seguita nel 1966 dalla Mangusta, firmata da Giugiaro. Negli anni Settanta la collaborazione con Ford e il debutto della Pantera, la più famose tra le sue auto; nello stesso periodo l'acquisizione di Maserati da Citroën e la nascita delle Biturbo, seguita però nel 1993 dalla cessione a Fiat.
L'azienda esiste ancora e dopo alterne vicende finanziarie e acquisizioni, inclusa una breve parentesi sotto il controllo del Gruppo Benelli, rimane fedele a una formula fatta di forme audaci, motori vigorosi e anima analogica.
Così ecco la P72 che riprende il look sinuoso e vintage della concept mostrata al Goodwood Festival of Speed del 2019. Bianca con dettagli in oro rosa, mentre gli interni impreziositi da finiture metalliche rimandano all’alta orologeria. Strumentazione dal gusto steampunk, niente schermi touch nè portabicchieri o accessori frivoli; qui tutto è realizzato per godersi la guida.
C'è ancora un alone di mistero sui dettagli tecnici, per ora si sa solo che sotto il cofano c'è un V8 Ford da 5 litri sovralimentato (Ford?) con 700 CV e 820 Nm, abbinato a un cambio manuale a sei marce. Tra le poche concessioni alla modernità high tech, gli ammortizzatori regolabili.
Prezzo oltre il milione e mezzo di euro, tiratura in soli 72 esemplari.



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