14 maggio 2025

Battuta d'arresto

Una proposta di legge della Camera potrebbe porre un freno importante alla diffusione delle Bev negli USA.

La maggioranza repubblicana della Camera dei Rappresentanti ha presentato un disegno di legge volto a ridurre gli standard sulle emissioni e a cancellare gli incentivi fiscali federali per i veicoli elettrici. Inserita in una più ampia riforma fiscale, la proposta prevede l’eliminazione entro fine anno del credito d’imposta di 7.500 dollari per le nuove EV e di 4.000 dollari per quelle usate, con una fase transitoria fino al 2027 per i costruttori che non hanno ancora raggiunto le 200.000 unità nelle vendite.
Non vengono toccati invece i sussidi alla produzione di batterie realizzate interamente negli Stati Uniti, purché prive di licenze cinesi o componenti provenienti da aziende selezionate in Cina. Questa clausola nasce dalla preoccupazione per la dipendenza dal colosso asiatico, che detiene il 70% della capacità mondiale di produzione di batterie al litio.


L’iniziativa ha subito critiche sia da associazioni ambientaliste sia dai lobbisti dell’industria automobilistica. Genevieve Cullen, presidente dell’Electric Drive Transportation Association, ha definito catastrofica l’idea di abbandonare gli investimenti federali nell’elettrificazione (nel 2024 il Tesoro USA ha stanziato oltre 2 miliardi di dollari in incentivi), avvertendo che ciò danneggerebbe la leadership statunitense a vantaggio della Cina.
Il provvedimento include inoltre tagli ai programmi di prestito del Dipartimento dell’Energia dedicati alle tecnologie avanzate per i veicoli, batterie comprese. Fa parte di una legge di reconciliation più ampia, che riduce le spese sanitarie e ambientali e non gode di sostegno bipartisan. Tuttavia, con il Congresso e la Casa Bianca in mani repubblicane, l'approvazione appare concreta.


Sul fronte politico, l’abolizione degli incentivi EV incontra anche il sostegno informale dell’industria tradizionale: Elon Musk, pur vicino a Trump, ha più volte dichiarato di non volerne più beneficiare. La lobby automotive, storicamente influente, dovrà tuttavia valutare se rinunciare ai sussidi federali sia o meno controproducente in un mercato in cui i veicoli elettrici restano costosi, le vendite rallentano e i consumatori mostrano segnali di stanchezza verso l’aumento dei prezzi. L'alternativa sarebbe quindi un netto ritorno ai veicoli a combustione, scelta che però dovrebbe fare i conti con i passivi generati dagli ormai cospicui investimenti verso le Bev.
In conclusione, la proposta rappresenta uno snodo decisivo per il futuro dell’elettrificazione negli USA. Se approvata, segnerà un netto cambio di rotta rispetto alle politiche degli ultimi anni, privilegiando un minor ruolo del settore pubblico nel supporto alle tecnologie pulite, con impatti potenzialmente significativi su innovazione, occupazione e competitività globale.

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