Le auto vecchie inquinano? Bene togliamole di mezzo. Questa la ratio alla base del veto draconiano che entrerà presto in vigore a New Delhi.
L'intenzione dei vertici UE di rivolgersi all'India in cerca di partnership che suppliscano alle sanzioni Usa potrebbe farci cadere dalla padella nella brace. Le decisioni prese in quel Paese riguardo la mobilità sono infatti il simbolo dell'impotenza funzionale di fronte ai problemi della popolazione, con prese di posizione autoritarie che mascherano di fatto incapacità e inazione. Una storia che conosciamo bene.
Il fatto. Dal primo aprile a New Delhi le auto a benzina con oltre 15 anni e i veicoli Diesel con più di 10 anni non potranno più circolare nel centro cittadino e, ancor peggio, non potranno nemmeno fare rifornimento. Dal 2014 la città è alle prese con livelli di inquinamento inaccettabili e il ministro dell’Ambiente, Manjinder Singh Sirsa, ha annunciato il divieto durante una riunione d’emergenza, affermando che l’applicazione della norma sarà resa possibile grazie a dispositivi non meglio specificati, da installare presso i distributori di carburante, capaci di riconoscere i veicoli inquinanti.
A fronte dell'evidenza che ampia fascia della popolazione cucini ancora su fornelli a legna o carbone, limitare l’accesso al carburante per i veicoli vecchi significa però solo penalizzare chi non può permettersi l’aggiornamento del mezzo, aggravando le disuguaglianze.
Una trappola per chi già quotidianamente fatica a muoversi in un Paese dove lo Stato si mostra spesso incapace di garantire servizi sociali adeguati. La misura, oltre a essere infatti tecnicamente ambiziosa in un contesto arretrato ed estremamente popoloso, appare anche fortemente contraddittoria: l'età del parco circolante è strettamente connessa alla situazione economica dei singoli. E non si può renderli più agiati per decreto.
Una storia già sentita nella UE.



Nessun commento:
Posta un commento