14 marzo 2025

Dalle auto alle armi

Dopo la débacle del Diesel e ora dell'elettrico, l'industria tedesca tenta di risollevarsi con le armi. Grazie a una UE che pare far solo i suoi interessi.

"A pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina", diceva Andreotti, uomo che la sapeva lunga di politica, di economia e di rapporti umani. La situazione in cui si trova oggi l'Unione Europea è oggettivamente difficile. L'atteggiamento di Trump teso a monetizzare qualunque rapporto con Stati terzi, inclusi quelli che sinora erano suoi alleati, spinge a prendere le mosse per azioni che portino a risultati concreti in ambito di sicurezza (principalmente, vista la guerra alle porte) e di economia. Ma sull'onda di una evidente e oggettiva difficoltà ecco nasce il sospetto si inserisca una speculazione, colta al volo per risolvere quantomeno in parte i problemi di una Germania che le mosse sinora le ha sbagliate tutte e non solo in ambito automotive.


I vertici di questa UE sono quelli che hanno inanellato errori su errori, compiendo scelte scellerate su basi meramente ideologiche ma che a guardarle bene sottendono interessi di parte. E' il caso del piano ecologico globale per il Continente, che ha causato un generale impoverimento e ridotto il livello di benessere con lo spauracchio di una incombente minaccia ambientale.
E ora la minaccia è la guerra, in nome della cui paura dobbiamo riarmarci. Peccato non ci siano le premesse per farlo. La UE è divisa, con bilanci affatto diversi e situazioni industriali decisamente eterogenee. Se ci si riarma occorre una catena di comando che attualmente non esiste e non si vede neppure all'orizzonte, tra una Francia che tenta di rispolverare le perdute glorie di potenza militare e una UK che dopo la Brexit ora tenta di riavvicinarsi. Senza un esercito comune con una gerarchia condivisa, trasformare le officine meccaniche in costruttori di armamento non serve alla difesa.


Ma serve sicuramente alle fabbriche stesse e ai bilanci degli Stati cui appartengono. Quali sono le imprese la cui riconversione nel settore dell'armamento è più facile? Guarda caso quelle automobilistiche. E con la crisi che le attanaglia, tale trasformazione può rappresentare una rinascita, quantomeno in termini di bilancio. La Germania è la terza economia del mondo e ovviamente deve cercare di mantenere la sua posizione. Ma la storia ci ha insegnato, a partire dalla violazione del trattato di Versailles per giungere al periodo della Guerra Fredda, che la sua posizione ha sempre contribuito a mantenere condizioni di tensione.

Pensare male, dicevo. Ma la realtà a volte non ha bisogno di grandi iperboli per mostrarsi così com'è. 

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