Nella girandola di dichiarazioni di Musk spunta anche quella relativa al possibile aumento di autonomia delle Y. A pagamento, ovviamente.
Elon Musk, ha pubblicato venerdì un post su Instagram riguardo le Model Y monomotore standard vendute negli ultimi mesi, informando che la loro autonomia è in realtà maggiore delle 260 miglia (418 km) dichiarate. In attesa di approvazione normativa, la società sbloccherà altre 40-60 miglia (64-97 km) di percorrenza a un prezzo compreso tra 1.500 e 2.000 dollari, 1.400-1.850 euro circa. Ciò corrisponde alla attuale disponibilità della Y con autonomia di 320 miglia, che costa appunto 2.000 dollari più della vecchia versione.
Questa non è la prima volta che Tesla blocca tramite software l’autonomia delle sue auto; nel 2016 la batteria da 70 kWh del Modello S 70 aveva infatti in realtà 75 kWh.
Di qui la legittima ipotesi che anche le attuali Model S e X siano state limitate dal software, una pratica ai limiti dello scorrettezza che tuttavia sembra già estesa ad altri costruttori.
Polestar ha iniziato a vendere nel 2022 un aggiornamento online da 1.200 dollari per migliorare le prestazioni della Polestar 2; Mercedes ha addebitato lo stesso importo, ma ogni anno, come fosse un affitto, per migliorare potenza e coppia di EQE ed EQS. BMW ha bloccato parte del software e, successivamente, ha cercato di affittare il riscaldamento dei sedili.
Ma ancora una volta Tesla va oltre, dimostrandosi addirittura orientata a disabilitare da remoto le funzionalità a pagamento quando una delle sue auto viene rivenduta.
C'è da domandarsi se nel prossimo futuro prima di un acquisto occorra consultare un avvocato.

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