04 luglio 2023

Appunti americani 1- La mobilità

Un lungo viaggio in auto negli Usa è l'occasione di una serie di riflessioni su come sia cambiato e stia cambiando il mondo automotive yankee.

Era da prima della pandemia che non andavo in America e l'intervallo di tempo mi ha permesso di tracciare un quadro di come si svolga oggi la mobilità in quel Paese rispetto al passato. Le mie 5.000 miglia le ho fatte nell'Ovest, tra Arizona, California, Nevada, Utah, Idaho e Wyoming, tutte zone ad alta densità di circolazione.

Innanzitutto, al di là delle dichiarazioni d'intenti di agenzie e strutture, negli Usa ci si muove ancora sostanzialmente con la propria auto; i mezzi pubblici ci sono, ma hanno un ruolo marginale. Il fatto poi che la patente si possa ottenere già a 16 anni aumenta la quota degli spostamenti privati e fa sì che una parte significativa di usato a basso/medio costo venga acquistato dai neopatentati, che utilizzano la vettura da subito anche per andare a scuola. Il parcheggio dell'istituto di Scottsdale che ha frequentato mia figlia sembra quello di un supermercato; ogni giorno infatti diverse centinaia di studenti raggiungono la scuola con i loro mezzi.
La ricaduta di tutto ciò è positiva sia per il mercato, che si mantiene attivo anche su vetture non troppo recenti, sia per il traino dell'indotto. Ricordo che in Usa non ci sono limiti temporali alla circolazione delle vetture anziane: le nuove norme anti-inquinamento non implicano l'eliminazione di alcun mezzo precedente, che può quindi circolare fino a fine vita.
Niente a che vedere con le norme draconiane in crescita nella UE, che condannano alla rottamazione vetture che potrebbero ancora svolgere il loro ruolo per anni con un danno netto in termini di un inutile ricambio forzato.


Ma diamo un'occhiata al parco auto. Scomparse ormai le sterminate vetture di un tempo, le Lincoln Town Car tanto per fare un esempio, ora sono in uso vetture di minor taglia. Ma soprattutto le berline sono ormai una minoranza, dato che la maggior parte del circolante è divisa tra Suv più o meno grandi e pickup, con questi ultimi che specie fuori dai grandi centri la fanno da padrone. Non è detto però che questi veicoli offrano uno spazio effettivamente maggiore: fatti i miei conti io ho noleggiato infatti una full size, che offre un cofano più capiente delle Suv e più protetto dei truck.


E le elettriche? Beh, per esserci ci sono, soprattutto Tesla, ma sono numericamente limitate e decisamente concentrate nelle aree urbane più ricche di California e Arizona; i proprietari dispongono poi quasi sempre anche di vetture di tipo tradizionale. Le colonnine pubbliche sono poche e lontane tra loro; la ricarica avviene perciò principalmente a casa mediante le wall box. Ho visto circolare anche qualche Waymo autonoma. Devo dire che trovarsene una alle spalle al semaforo fa sempre un certo effetto, ma viaggiano veloci e con poche esitazioni nel traffico.
Più vai verso le zone di campagna e più la quota di pickup cresce. Sono divisi per religione tra benzina e Diesel (in molti Stati oggi il gasolio costa meno della benzina, altra novità rispetto al passato). Molti sono rialzati e imponenti, altrettanti sono decisamente rumorosi e te li trovi in autostrada che sfrecciano trainando ogni genere di carico; gli americani hanno sempre tanta roba da spostare.


Ma quella che è davvero cambiata è la velocità del traffico. Negli Usa, quantomeno nel West, oggi si va forte, molto più di un tempo. Da un lato i limiti sono cresciuti, nello Utah sulle interstate sono legali 80 mph, quasi 130 km/h, dall'altro gli automobilisti li ignorano. In California il traffico è caotico e rapidissimo, con auto che sfrecciano a oltre 90 mph dove non si potrebbero superare le 65 o addirittura 55 mph. Anche perché la polizia è quasi sparita e se c'è non mostra più di tanto di voler controllare. Amici americani mi hanno detto che è il frutto di tagli di personale che hanno ridotto gli organici, d'altro canto crescono gli automobilisti che invocano il 4°emendamento (quello che richiede un valido motivo per ogni controllo), riducendo così la propensione degli agenti a svolgere un ruolo attivo.

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